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Storia del Ramadan 11/12 anni Lettura 9 min.

Il pennarello blu e il Ramadan della gentilezza

Samir, un ragazzino di dodici anni, crea un’affiche per organizzare i compiti di famiglia durante il Ramadan, mentre scopre il valore della condivisione e della cura reciproca. In un’atmosfera di risate e piccoli misteri, la sua famiglia impara a valorizzare i momenti insieme, tra storie e divertimento.

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Un ragazzo di 12 anni, Samir, con capelli castani disordinati e occhi pieni di curiosità, è seduto a un tavolo di legno, con un grande sorriso sul volto. Tiene un grosso pennarello blu in mano, pronto a scrivere su un grande foglio bianco. Accanto a lui, sua sorella maggiore Leila, di 14 anni, con capelli lunghi e ricci, lo osserva divertita, con le braccia incrociate, mentre tiene una tazza di tè fumante. Nell'angolo, Yasmina, di 10 anni, con occhiali tondi e un chignon, è piegata su una pila di libri, cercando un titolo da condividere con Samir. La scena si svolge in una cucina calda e colorata, con pareti dipinte di giallo pastello, scaffali pieni di libri e utensili da cucina appesi. Una luce morbida filtra dalla finestra, illuminando la stanza con un'atmosfera accogliente. Samir, entusiasta, sta creando un poster per organizzare i compiti familiari durante il Ramadan, mentre Leila e Yasmina lo incoraggiano, aggiungendo un tocco di complicità a questo momento di condivisione familiare. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 — L'idea dell'affiche

Samir aveva dodici anni e amava scrivere. Scriveva ovunque: nei quaderni, sulle pagine bianche dei volantini pubblicitari, perfino sulle bustine di zucchero che trovava sparse per casa. Viveva in un appartamento rumoroso e colorato, pieno di libri e di risate, insieme alla sua famiglia: mamma, papà, due sorelle che parlavano sempre tutte e due insieme e un fratellino che lasciava impronte appiccicose ovunque passasse.

Era il primo giorno di Ramadan. Samir osservava la cucina: tazze lasciate a metà, piatti con le briciole del mattino, una tovaglia che sembrava aver combattuto una dura battaglia con il succo d'arancia. Mentre la mamma preparava la lista della spesa e le sorelle discutevano di chi dovesse sparecchiare, Samir ebbe un'idea brillante.

Prese un grande foglio bianco, i pennarelli colorati e, con la sua calligrafia ordinata, scrisse in alto: “ON CONDIVIDIAMO I COMPITI!”. Poi aggiunse una tabella con i nomi di tutti: Samir, Leila, Yasmina, Omar, mamma e papà. Accanto a ogni nome, disegnò piccole icone: una scopa, un piatto, una tazza e una borsa della spesa. Ogni giorno, qualcuno avrebbe avuto un compito diverso.

— Ecco fatto! — annunciò Samir, mostrando orgoglioso la sua creazione.

Leila rise — Ma chi ti ha eletto capo della casa, scusa?

— Nessuno! Però almeno così non litighiamo più — rispose Samir, strizzando l'occhio.

La mamma sorrise e appese l'affiche sulla porta del frigorifero. Da quel momento, l'ordine era legge (o quasi).

Capitolo 2 — Il mistero del pennarello blu

Quando arrivò il momento di segnare i primi compiti, Samir si accorse che il pennarello blu — il suo preferito — era scomparso. Cercò tra le matite, tra i libri, perfino dietro la pila di piatti da lavare. Niente.

— Chi ha preso il mio pennarello blu? — chiese Samir, con tono leggermente drammatico.

Yasmina fece spallucce — Non l'ho visto. Forse l'ha mangiato Omar! — e indicò il fratellino, che in effetti aveva le dita tutte colorate.

Omar rise e agitò le mani in aria come se volesse lanciare incantesimi. Samir non poteva arrabbiarsi: il Ramadan era appena iniziato e sentiva già il calore che si diffondeva in casa, come se ogni gesto avesse un valore nuovo.

Alla fine trovò il pennarello tra i cuscini del divano. Non era veramente un mistero, ma Samir si sentì comunque un piccolo detective. Con un sorriso, segnò i primi compiti sull'affiche: lui avrebbe avuto cura del materiale comune — i libri, i giochi, i pennarelli — e si assicurò che tutti avessero quello che serviva.

Capitolo 3 — L'ora magica

Le giornate del Ramadan scorrevano lente e leggere. Samir, ogni pomeriggio, si sedeva vicino alla finestra con il suo quaderno e scriveva storie: di draghi gentili, di città fatte di caramelle, di astronauti che facevano l'iftar sulla luna. Nel frattempo, teneva d'occhio i libri della biblioteca di casa e i giochi, rimettendo tutto a posto ogni sera.

Un giorno, mentre riordinava i giochi da tavolo, trovò una lettera misteriosa infilata tra le carte di “Indovina chi?”. Era scritta con una calligrafia incerta:

“Caro Samir, grazie perché metti sempre a posto i giochi. Firmato: Il Fantasma della Scatola.”

Samir rise così forte che Yasmina lo sentì dalla sua stanza.

— Che succede? — chiese, curiosa.

— Ho ricevuto una lettera dal fantasma della scatola dei giochi! — rispose Samir, agitando il foglietto come una bandiera.

— Magari è lo stesso che nasconde i calzini! — disse Leila, entrando anche lei nella stanza.

Samir pensò che in quella casa, perfino gli oggetti avevano voglia di scherzare durante il Ramadan.

Capitolo 4 — Il profumo della condivisione

Una sera, mentre il sole tramontava lento e dorato, la mamma chiese aiuto per preparare la tavola per l'iftar. Leila si occupava dei bicchieri, Yasmina delle tovagliette, Omar aveva il compito speciale di portare i datteri (anche se ne mangiava uno ogni due passi).

Samir invece si prese cura delle posate, ma soprattutto mise al centro del tavolo una scatola con fogli e penne colorate.

— A cosa servono? — chiese papà, curioso.

— Stasera ognuno scrive un pensiero o un desiderio da condividere — spiegò Samir. — Poi li leggiamo tutti insieme.

A turno, ciascuno scrisse qualcosa. Quando lessero i biglietti, la cucina si riempì di risate e qualche lacrima leggera. Yasmina desiderava un viaggio in treno con tutta la famiglia, Leila voleva imparare a cucinare il pane, Omar voleva… altri datteri.

— E tu, Samir? — chiese la mamma.

Samir sorrise: — Vorrei che il Ramadan fosse sempre così. Insieme.

Capitolo 5 — Una notte di meraviglia

Quella notte, Samir faticò ad addormentarsi. Il silenzio era pieno di piccoli rumori: il ticchettio dell'orologio, il vento tra le persiane, il respiro tranquillo di Omar nella stanza accanto. Pensò a quanto fosse bello prendersi cura delle cose che tutti usavano: i libri, i giochi, perfino i pennarelli. Era un modo per dire “ti voglio bene” senza parlare troppo.

All'improvviso, vide una luce strana vicino alla porta. Si alzò in punta di piedi: era solo la luna che entrava dalla finestra, ma sembrava magica. Samir sussurrò: — Buonanotte, casa. Buonanotte, Ramadan.

Si sentiva leggero, come se anche lui fosse diventato una piccola parte di quel miracolo silenzioso che univa tutti, anche nel buio.

Capitolo 6 — Il giorno della grande scoperta

La domenica successiva, Samir si svegliò presto. Era il suo turno di occuparsi del materiale comune. Raccolse i libri sparsi, ordinò i colori, mise a posto i giochi. Notò che tutti erano stati più attenti, anche Omar, che aveva rimesso le costruzioni nella scatola.

Quando la famiglia si riunì per la colazione, Samir corse a mostrare la scatola dei pennarelli perfettamente in ordine.

— Guarda, mamma! Ora trovare il pennarello blu è facilissimo!

— Sei il custode ufficiale del materiale comune, ormai — disse papà, strizzando l'occhio.

Samir rise: — Mi mancano solo le chiavi magiche della casa!

Da quel giorno, tutti chiesero a Samir consigli per non perdere le cose. E lui, sempre con un sorriso, aiutava ciascuno a trovare ciò che cercava, come un piccolo mago della quotidianità.

Capitolo 7 — La sera delle stelle cadenti

Una sera, dopo l'iftar, la famiglia salì sul tetto del palazzo per guardare le stelle. Il cielo era limpido e le luci della città sembravano un tappeto di diamanti.

Samir si sdraiò accanto alle sorelle, con il quaderno in mano.

— Raccontaci una storia — chiese Leila.

Samir pensò un attimo, poi iniziò:

— C'era una volta una famiglia che, durante il Ramadan, aveva scoperto il segreto della felicità: condividere tutto, anche le piccole cose, come un pennarello blu o una risata.

La famiglia ascoltava in silenzio, mentre una stella cadente attraversava il cielo.

— E il segreto era…? — chiese Yasmina.

Samir chiuse gli occhi e sorrise: — Il segreto era prendersi cura l'uno dell'altro, ogni giorno, anche quando sembra inutile. E così, nessuno si sentiva mai solo.

Capitolo 8 — L'ultimo sorriso

Quando il Ramadan finì, Samir guardò l'affiche dei compiti ormai piena di segni, disegni, cuori e qualche macchia di sugo. Aveva imparato che l'importante non era solo chi faceva cosa, ma il modo in cui lo facevano: con gentilezza, con attenzione, con un pizzico di allegria.

Quella sera, mentre aiutava a mettere via i pennarelli, Samir trovò un bigliettino piegato:

“Grazie per aver condiviso con noi il tuo Ramadan. — Il Fantasma della Scatola (e forse anche dei pennarelli)”.

Samir rise piano, poi guardò verso la cucina, dove la mamma stava apparecchiando e Omar rincorreva una palla di carta.

Strizzò l'occhio al bigliettino e sussurrò: — Ci vediamo l'anno prossimo, fantasma.

E, in quella casa piena di vita, la solidarietà rimase appesa al frigorifero, proprio come l'affiche di Samir.

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Affiche
Un grande foglio di carta su cui si scrivono informazioni o annunci.
Iftar
Il pasto che rompe il digiuno durante il Ramadan, consumato al tramonto.
Custode
Una persona che si prende cura di qualcosa, in questo caso dei materiali comuni.
Discussione
Un dialogo animato tra persone che esprimono opinioni diverse.
Misterioso
Qualcosa di sconosciuto o difficile da spiegare, che suscita curiosità.
Sussurrare
Parlare a voce bassa, in modo delicato o riservato.

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