Mattina nel parco
C'era una volta un piccolo parco dove tre bimbi giocavano insieme. C'era Luca, c'era Amir e c'era Tommi. Avevano quasi quattro anni. Ridevano, correvano e guardavano le nuvole. Luca portava sempre un cappello rosso. Amir aveva scarpe verdi. Tommi aveva una maglietta blu e si stancava presto. A volte Tommi diceva: "Ho bisogno di un attimo." E gli amici lo capivano.
"Facciamo una gara?" propose Luca, con gli occhi grandi.
"Sì!" disse Amir.
Tommi sorrise piano. "Posso fare la gara con voi, ma più lento."
I tre fecero la gara. Luca correva veloce come il vento, Amir come un piccolo razzo, Tommi come una tartaruga felice. Gli altri applaudirono ogni passo di Tommi. Era divertente vedere i diversi passi: uno saltava, uno scivolava, uno camminava piano. Tutto era bello.
Pranzo e scoperta
Dopo la corsa, i bimbi si stesero sull'erba. Mamma aveva preparato un panino e una mela. Sedersi insieme era dolce. Tommi appoggiò la testa sul grembo di Luca e chiuse gli occhi un momento. Amir portò un piccolo gioco: un trenino colorato.
"Gioco insieme?" chiese Amir.
"Sì, ma ricordiamoci di ascoltare Tommi," disse Luca.
Giocarono piano. Costruirono una casetta con i legnetti. Luca mise un legnetto rosso, Amir uno verde, Tommi uno blu. Ogni legnetto era diverso e insieme facevano una casetta forte. "Guarda!" esclamò Luca. "La nostra casa è fatta di tanti colori."
Arrivò una bambina nuova, si chiamava Sara. Aveva i capelli ricci e parlava una lingua un po' diversa. Si sedette vicino e osservò la casetta. "Posso giocare?" chiese con voce timida. I tre ragazzi fecero spazio. "Certo!" dissero all'unisono. Sara aggiunse un fiore di carta e tutti applaudirono. Le differenze di ognuno rendevano il gioco più bello.
Tommi si alzò, ma il suo viso era un po' stanco. "Vado a sedermi," disse piano. Amir gli offrì la sua bottiglia d'acqua. Luca gli prese la mano. "Riposati, siamo qui," bisbigliò. Tommi sorrise e bevve. Sentiva che stare insieme lo faceva più forte.
Sera: respiro e piccolo riassunto
Il sole scese dolce. Era ora di tornare a casa. Prima di partire, la mamma di Luca invitò i bambini a sedersi in cerchio per un piccolo gioco di respirazione. "Facciamo un respiro insieme," disse con voce calma.
"Tutti insieme," consigliò Luca. "Inspira dal naso, poi espira lentamente."
"Inspiro..." sussurrò Amir.
"Espiro..." ripeté Sara piano.
Tommi chiuse gli occhi e fece un respiro profondo ma tranquillo. Si sentiva più leggero.
Respirarono ancora, una, due, tre volte. Ogni respiro era come una nuvola che entra ed esce. Il respiro era regolare, come un piccolo tamburo che batte piano. I bambini sorridettero e si sentirono calmi e felici.
Prima di salutarsi, parlarono di quello che avevano imparato. "Abbiamo giocato insieme," disse Luca. "Abbiamo ascoltato," disse Amir. "E abbiamo rispettato quando qualcuno è stanco," aggiunse Tommi. Tutti annuirono. Era bello essere diversi. Essere diversi significa avere colori e ritmi diversi, ma stare insieme rende tutto più bello.
Si salutarono con un abbraccio a piccoli passi e una promessa: tornare domani, giocare piano quando serve, e ricordarsi del respiro. Con un ultimo respiro insieme — inspira, espira — i bimbi andarono a casa, sereni e felici.