Marta ha quattro anni e un cappello giallo. Oggi va all'asilo tenendo la mano della mamma. Nell'ingresso c'è un cartellone con lucine che a volte fanno “blink blink”.
Marta guarda la maestra e chiede: “Posso aiutare?”
La maestra sorride: “Certo, Marta. Oggi arriva anche Nora. A Nora le luci che lampeggiano danno fastidio. Lei ha l'epilessia. Noi possiamo fare un asilo più comodo.”
Marta annuisce forte, come un piccolo tamburo. “Io posso spegnerle?”
“Bravissima,” dice la maestra. “Ma prima chiediamo.”
Quando Nora entra, ha una maglietta verde e un sorriso timido. Marta le va vicino piano piano. “Ciao Nora. Io sono Marta. Ti danno fastidio le lucine blink?”
Nora fa sì con la testa. “Un po'. Mi fanno girare la testa.”
“Allora facciamo una cosa gentile,” dice Marta.
Marta prende una scatolina con fogli e pennarelli. “Facciamo un segnale!”
Disegna un cerchio grande, dentro una lampadina. Poi una linea che la attraversa. La maestra scrive sotto: “Niente luci lampeggianti”.
Marta e Nora camminano insieme fino al cartellone. Marta chiede: “Maestra, possiamo spegnere le lucine?”
“Certo,” risponde la maestra, e clic: le lucine si fermano. La stanza diventa calma, come una coperta morbida.
Dopo fanno un gioco tranquillo. Costruiscono una città con i mattoncini. Marta mette una casa rossa. Nora mette un ponte blu. “Il mio ponte è diverso,” dice Nora.
“È bellissimo,” risponde Marta. “Così le macchinine non cadono mai!”
All'ora della merenda, Marta offre a Nora un biscotto a forma di stella. “Se vuoi, lo dividiamo. Metà e metà.”
Nora ride. “Io ho fame grande.”
“Anch'io,” ride Marta. “Due metà fanno un intero!”
Prima di andare a casa, la maestra attacca il disegno di Marta vicino all'ingresso. “Così tutti ricordano.”
Marta guarda Nora. Nora guarda Marta. Si sentono fiere e tranquille.
Sotto il disegno c'è anche un piccolo pittogramma: una lampadina con una riga e un sorriso.
E sotto, poche parole: “Oggi abbiamo imparato che le differenze sono una ricchezza. Con piccoli gesti, come evitare le luci che lampeggiano, l'asilo diventa un posto buono per tutti.”