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Storia di cow-boy 11/12 anni Lettura 19 min.

Il mistero del pozzo avvelenato del Rancho Coyote

Cole, un cowboy, e la ragazza Tessa indagano su un misterioso avvelenamento del pozzo al Rancho Coyote e guidano la comunità in un piano per scoprire chi sta lucrando sulla sete degli abitanti.

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Il personaggio principale è Cole, uomo adulto con barba, occhi socchiusi e sguardo determinato, cappello da cowboy consumato e giacca di pelle marrone, inginocchiato accanto a una grande botte-finta di legno mentre tira una corda; mani impolverate. Tessa, ragazza di circa 13 anni, capelli corti spettinati e cappello troppo grande, sguardo preoccupato ma coraggioso, in cima al fienile a destra che fischia per avvisare. Mae, donna adulta dalla silhouette solida, mani sui fianchi e occhi rasserenati, vicino a un vero pozzo sullo sfondo con una vecchia lanterna spenta. Hank, uomo robusto e rosso, espressione pentita, inginocchiato a sinistra con una corda, pronto ad aiutare. Piccolo ranch desertico al crepuscolo: terreno polveroso ocra, recinzioni di legno, fienile, erbe secche, colline violette e cielo arancione. Scena della cattura dei sabotatori: due ombre legate vicino a una botte spaccata, illuminazione calda di lanterna, polvere in sospensione, tensione trasformata in sollievo, colori contrastati e texture tipo carta ritagliata. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Polvere, sole e un secchio vuoto

Il sole del Territorio del New Mexico sembrava un ferro rovente appoggiato sul cielo. La prateria tremolava, l'erba secca frusciava come carta, e ogni tanto un corvo lanciava un verso ruvido, come se ridesse di tutti.

Cole Mercer, cowboy adulto con la barba corta e gli occhi attenti, cavalcava lentamente lungo il sentiero che portava al Rancho Coyote. Sul fianco, la borraccia era quasi leggera. Troppo leggera.

Quando arrivò, trovò la vita del ranch raccolta attorno al pozzo come attorno a un fuoco: cavalli che sbuffavano, una mucca che muggiva nervosa, e due ragazzi che cercavano di tirare su un secchio con un cigolio di corda.

La proprietaria, Mae Danner, aveva le mani sui fianchi e lo sguardo duro. «Cole, meno male. L'acqua… qualcosa non va.»

Cole scese da cavallo e si avvicinò. Il secchio risalì: l'acqua era torbida e aveva un odore strano, come ruggine e erbe marce.

Uno dei ragazzi fece una smorfia. «Sa di… di medicina cattiva.»

Mae abbassò la voce. «Due vitelli hanno vomitato stamattina. E un cane s'è messo a tremare dopo aver bevuto. Se qualcuno ha avvelenato il pozzo, siamo finiti. Senza acqua qui non dura nessuno.»

Cole annusò e poi si fermò, immobile, ad ascoltare. Non solo le parole: i suoni intorno. Il vento tra le assi del recinto. Il cigolio della carrucola. Perfino il modo in cui i cavalli battevano gli zoccoli, agitati.

«Niente panico,» disse. «Prima regola del West: quando l'acqua è in pericolo, non si corre… si guarda.»

Mae alzò un sopracciglio. «E tu cosa vedi?»

Cole si chinò sul bordo del pozzo. Sul legno c'erano graffi freschi, come se qualcuno avesse appoggiato e trascinato qualcosa di pesante. E sul terreno, tra la polvere, una traccia: un segno di stivale con una suola a zig-zag, diversa da quelle del ranch.

Cole guardò Mae. «Chi è passato di qui stanotte?»

Lei strinse le labbra. «Nessuno che io sappia.»

«Allora qualcuno che tu non sai.» Cole si raddrizzò, gli occhi stretti contro la luce. «E se ha provato una volta, potrebbe riprovare. Questa volta dobbiamo fermarlo.»

Capitolo 2: Segni nella polvere e una voce da ascoltare

Cole fece chiudere il recinto del pozzo con assi e una catena. «Niente acqua da qui finché non capiamo. Fate bollire quella nelle botti vecchie e razionate. E tenete gli animali lontani.»

Un uomo del ranch, Hank, borbottò: «Magari è solo fango. Piove poco e—»

Cole lo interruppe senza alzare la voce, ma con un tono che tagliava. «Hank, ascolta l'odore. Ascolta gli animali. Non stanno “immaginando”

Hank arrossì. «Io… va bene.»

Mae indicò una ragazza magra con un cappello troppo grande. «Quella è Tessa. Ha visto qualcosa stanotte, ma dice che nessuno le crede.»

Tessa si avvicinò, le guance impolverate. «Ho sentito un cavallo, tardi. Non uno del ranch, camminava diverso, come… come se avesse ferri consumati. E ho visto una lanterna vicino al pozzo. Ho chiamato Hank, ma lui mi ha detto di dormire.»

Hank sbuffò. «Era buio, poteva essere un coyote con un luccichio—»

«Un coyote con una lanterna?» Cole lo guardò, e Hank inghiottì le parole.

Cole si chinò alla stessa altezza di Tessa. «Dimmi tutto, piano. Non avere fretta. Le cose importanti si raccontano bene solo se qualcuno ascolta davvero.»

Tessa respirò e parlò più sicura. «La lanterna era bassa, come tenuta da una mano. Poi ho sentito… uno spruzzo, come quando versi qualcosa. E un colpo: forse un secchio che ha sbattuto. Dopo, zoccoli: si sono allontanati verso nord, verso la gola di Piedra Negra.»

Cole annuì. «Buono. Sei stata coraggiosa. E sei stata sveglia.»

Mae s'irrigidì. «Piedra Negra… lì passa la vecchia pista dei contrabbandieri.»

Cole sfiorò con le dita l'impronta a zig-zag. «Chiunque sia, conosce il posto. Non possiamo inseguirlo alla cieca, ma nemmeno aspettare che torni. Stanotte mettiamo una guardia, e intanto io seguo queste tracce.»

Hank incrociò le braccia. «E se è una banda?»

Cole sorrise appena. «Allora dovremo essere più intelligenti di una banda.»

Si voltò verso Mae. «Un favore: dammi qualcuno che sappia stare zitto e vedere. Tessa viene con me.»

Tessa aprì gli occhi. «Io?»

«Sì. Hai già fatto la parte più difficile: hai notato.» Cole salì in sella. «Adesso impari la seconda: non farti spaventare dal rumore.»

Capitolo 3: La gola di Piedra Negra

Il sentiero verso nord si stringeva tra rocce scure e arbusti spinosi. L'aria odorava di salvia e pietra calda. Ogni tanto, un serpente scivolava via come una corda viva.

Cole e Tessa avanzavano piano. Lui con lo sguardo a terra, lei con lo sguardo intorno, come una sentinella.

«Come fai a vedere le tracce in tutta questa polvere?» chiese Tessa.

«Non guardo la polvere. Guardo ciò che manca.» Cole indicò un punto dove la polvere era stata schiacciata e il colore del terreno era più scuro. «La terra è come una pagina: se qualcuno ci passa sopra, lascia una frase.»

Arrivarono alla gola. Le pareti erano alte e fredde d'ombra, e il vento lì dentro fischiava come in una bottiglia. A terra, impronte confuse: cavalli, muli, e una ruota.

Cole si fermò e ascoltò. Non solo il vento. Anche un suono lontano, un “clink” metallico, come una catena.

«Qualcuno è ancora qui,» mormorò.

Tessa sussurrò: «Forse dovremmo tornare a chiamare Mae.»

Cole scosse la testa. «Se scappano, stanotte saranno di nuovo al pozzo. E il pozzo non è solo acqua: è vita. Stai dietro di me e non parlare finché non te lo dico.»

Si avvicinarono a un anfratto tra le rocce. Lì, nascosta, c'era una piccola baracca di assi rubate e tela cerata. Accanto, una botte e alcune bottiglie scure.

Cole indicò a Tessa di restare. Poi si chinò, prese una bottiglia e annusò: odore pungente, amaro. Non era whisky. Era qualcosa che bruciava il naso.

Un colpo secco risuonò. Cole si immobilizzò. Una voce gracchiò dall'ombra: «Ehi, amico. Quella bottiglia non è tua.»

Un uomo uscì con un fucile puntato. Aveva un cappello schiacciato e una cicatrice chiara sulla guancia. Dietro di lui, un altro più giovane, nervoso, con la mano su un coltello.

Cole alzò lentamente le mani. «Sto solo cercando acqua pulita. Pare che qualcuno al Rancho Coyote stia facendo scherzi cattivi.»

L'uomo con la cicatrice fece un sorriso storto. «Scherzi? Noi facciamo affari. La gente paga bene quando ha sete.»

Il più giovane sputò per terra. «Il pozzo è comodo. Basta un goccio di roba e poi vendiamo acqua “sicura” a caro prezzo. Geniale, no?»

Cole tenne la voce calma. «Geniale finché qualcuno muore. Allora diventate solo assassini.»

Il cicatrice strinse gli occhi. «Parole grandi per uno con le mani in aria.»

Tessa, dietro una roccia, tratteneva il fiato. Cole sentì la sua paura come se fosse un rumore. E capì che doveva fare l'unica cosa possibile: guadagnare tempo e trovare un'uscita.

«Vi propongo una cosa,» disse Cole. «Lasciatemi andare e non dirò a nessuno dove siete. Il deserto è grande. Potete sparire.»

Il giovane rise, troppo forte. «E tu credi che siamo stupidi?»

Cole guardò le botti. «No. Credo che siate affamati. E che abbiate sete anche voi, prima o poi. E quando succede, vorrete un pozzo che funzioni.»

Il cicatrice esitò un attimo. Un attimo solo. Ma bastò.

Da sopra, un sasso rotolò giù: Tessa, senza volerlo, aveva mosso il piede. Il suono fu piccolo, ma in quel canyon ogni cosa sembrava un tamburo.

Il giovane si voltò di scatto. «C'è qualcuno!»

Cole agì. Con un movimento rapido, gettò la bottiglia a terra. Il vetro esplose e l'odore pungente salì come una nuvola. L'uomo con la cicatrice tossì e abbassò il fucile per un secondo.

Cole afferrò una manciata di polvere e la lanciò in faccia al giovane, poi corse verso Tessa. «Via!»

Partirono al galoppo dentro la gola, zoccoli che battevano come grandine. Dietro, un colpo di fucile echeggiò e una scheggia di roccia saltò via vicino a Cole.

Tessa gridò: «Cole!»

«Non fermarti!»

Capitolo 4: Trappole d'acqua e trappole di vento

Uscirono dalla gola e si infilarono tra i cespugli di mesquite. Cole frenò solo quando il fiato dei cavalli era un mantice e il canyon era lontano.

Tessa tremava. «Io… ho fatto un errore.»

Cole la guardò serio, ma non duro. «Hai fatto qualcosa che capita a chi è vivo: ti sei mossa. Però ascoltami: sei rimasta, non sei scappata urlando, e quando ho detto “via” sei partita. Questo è coraggio.»

Tessa deglutì. «E adesso? Loro torneranno al pozzo.»

Cole annuì. «Sì. E adesso sappiamo cosa usano: quella roba nelle bottiglie. Dobbiamo impedire che ne versino ancora e ripulire quello che c'è.»

Tornarono al ranch al tramonto, con il cielo arancione e viola come una coperta cucita. Mae li aspettava, tesa come una corda.

Cole raccontò tutto. Hank, questa volta, non interruppe. Ascoltò. Proprio ascoltò.

Mae si portò una mano alla bocca. «Vendere acqua “sicura”… quei miserabili.»

Cole stese un piano sulla terra, usando un rametto. «Stanotte loro penseranno che siamo spaventati e confusi. Invece li aspettiamo. Mettiamo un falso pozzo: una botte grande coperta con assi e una carrucola finta. La vera apertura del pozzo resta chiusa e sorvegliata.»

Hank grattò la nuca. «E se vengono armati fino ai denti?»

«Allora li prendiamo con l'intelligenza, non coi denti.» Cole indicò il vecchio recinto dei cavalli. «Nascondiamo lì due uomini con le corde da lazo. Io e Mae restiamo vicino alla pompa, al buio. Tessa…»

Tessa si irrigidì.

Cole continuò: «Tessa si mette in alto sul fienile. Non per combattere, ma per vedere e fischiare se arrivano da un'altra parte. Gli occhi sono un'arma.»

Mae annuì. «E l'acqua già nel pozzo?»

Cole prese fiato. «Domani, all'alba, caliamo giù un secchio per prendere campioni e capire quanto è contaminata. Se è poca, si può tirare fuori tanta acqua finché torna limpida, e disinfettare il bordo. Se è tanta… dovremo scavare un pozzo nuovo. Ma intanto salviamo la gente impedendo altri versamenti.»

Hank parlò piano. «Tessa… mi dispiace. Dovevo crederti.»

Tessa lo guardò, sorpresa. «Davvero?»

Hank annuì. «Davvero. Ho ascoltato male. E quando ascolti male, fai danni.»

Cole gli diede una pacca sulla spalla. «E quando ascolti bene, li ripari.»

La notte scese. Il ranch diventò un insieme di ombre e scricchiolii. Da lontano, i coyote ululavano come se facessero una gara di canto stonato.

Cole si appostò dietro le assi vicino al pozzo vero. Mae era accanto a lui, con un vecchio fucile e il dito lontano dal grilletto, come le aveva insegnato Cole: «Prima pensa, poi premi.»

Sopra, Tessa stava sul fienile, e il vento le scompigliava i capelli. Aveva promesso un fischio breve se vedeva movimento.

Passò un'ora. Poi due. La tensione era un animale seduto sul petto.

Finalmente, un suono: zoccoli lenti. Una lanterna ondeggiante. Due ombre.

La voce del cicatrice arrivò come un sussurro: «Svelti. Versiamo e via.»

Il giovane ridacchiò. «Domani venderemo acqua come fosse oro.»

Cole guardò Mae. Lei trattenne il respiro.

Le ombre si avvicinarono alla botte-finto-pozzo. Il cicatrice sollevò una bottiglia.

In quell'istante, un fischio breve tagliò l'aria.

Cole scattò fuori. «Adesso!»

Mae accese una lanterna schermata, puntandola in faccia ai due. La luce li accecò per un momento.

Hank e gli altri due uomini uscirono dal recinto come bisonti, lanciando i lazi. Le corde sibilavano e si chiusero: una attorno al braccio del giovane, l'altra attorno alla vita del cicatrice.

Il cicatrice tentò di alzare il fucile, ma Cole gli fu addosso, spingendolo contro il terreno. La bottiglia rotolò via e si fermò nella polvere.

Il giovane urlò: «Lasciatemi!»

Cole ringhiò piano: «Avete scelto il pozzo sbagliato.»

Ci fu una lotta breve, sporca di polvere. Ma il ranch era preparato, e i due erano colti nel momento in cui credevano di comandare.

Alla fine, con i polsi legati e la lanterna che tremava, il cicatrice sputò. «Non avete finito. Senza quella roba non avete prove.»

Cole raccolse la bottiglia con un fazzoletto. «Oh, invece sì.» Guardò Mae. «Domani portiamo loro e questo al marshal di Dry Creek.»

Mae annuì, gli occhi lucidi. «Hai salvato il ranch.»

Cole scosse la testa. «No. L'ha salvato chi ha visto, chi ha ascoltato e chi ha creduto. È diverso.»

Capitolo 5: L'alba, l'acqua e la voce giusta

All'alba, il cielo era chiaro come una pagina nuova. L'aria fresca sapeva di terra e di fumo di legna. I due prigionieri erano legati al palo del recinto, sorvegliati.

Cole e Mae si avvicinarono al pozzo vero. Cole legò un secchio pulito e lo calò lentamente. Il rumore della corda era un fruscio lungo, come una serpe gentile. Quando il secchio risalì, l'acqua era ancora un po' torbida, ma meno.

Cole la versò in una bacinella e la annusò con attenzione. «C'è ancora odore, ma non forte come ieri.»

Mae tirò un sospiro. «Allora c'è speranza.»

«Sì. Tireremo fuori acqua per ore. Poi puliremo il bordo e useremo carbone e sabbia per filtrare le prime secchiate. Nessuno beve finché non sono sicuro.»

Hank arrivò con un carico di sabbia fine e sacchi di carbone. «Ho ascoltato quello che dicevi ieri. E ho chiesto a mia nonna quando ero piccolo… lei filtrava così durante la siccità.»

Cole sorrise. «Vedi? L'ascolto fa viaggiare le idee più veloci dei cavalli.»

Tessa si avvicinò, guardando il pozzo come se fosse una creatura ferita. «E se tornano altri?»

Mae le posò una mano sulla spalla. «Adesso sappiamo cosa guardare. E sappiamo che la tua voce conta.»

Cole aggiunse: «E la tua voce, Tessa, non serve solo a fischiare. Serve a dire la verità anche quando gli altri dormono.»

Tessa fece una piccola risata. «Allora vi farò svegliare spesso.»

Hank borbottò, ma con un mezzo sorriso: «Basta che non fischi nel mio orecchio.»

Verso mezzogiorno, dopo molte secchiate buttate via e filtri improvvisati, l'acqua cominciò a tornare chiara. Cole la fece bollire e la assaggiò appena, con prudenza. Poi annuì.

«È pulita abbastanza per oggi,» disse. «Ma continueremo a controllare. Un pozzo è come un amico: non lo dai mai per scontato.»

Nel pomeriggio, portarono i due uomini a Dry Creek, dove il marshal li accolse senza poesia. Quando tornarono al ranch, il sole stava scendendo e il mondo sembrava più largo, come se anche l'orizzonte respirasse.

Mae preparò fagioli e pane di mais. Il profumo riempì la veranda. Tutti mangiarono in silenzio per un po', stanchi ma caldi dentro.

Poi Mae guardò Cole. «Hai promesso a quei ragazzi un po' di pace stasera. E io… io voglio che questa giornata finisca bene.»

Cole si sistemò il cappello sulle ginocchia. «Nel West si finisce bene quando si canta. Così il buio non sembra un nemico.»

Tessa batté le mani piano. «Una canzone del sera!»

Hank fece finta di lamentarsi. «Oh no, la mia voce fa scappare i cavalli.»

Mae lo punzecchiò. «Allora canta piano, così scappano solo i topi.»

Cole guardò il cielo che diventava blu scuro, con le prime stelle come chiodini d'argento. Poi iniziò, con una voce bassa e stabile, che sembrava legno buono:

«Quando la polvere mi segue e il giorno se ne va,

io cerco un filo d'acqua che il cuore mi darà.

Ascolta il vento, amico, non parla per spaventare:

ti dice dove andare, ti dice di aspettare.

E se la notte morde e la paura fa rumore,

stringi forte la tua mano, ascolta il tuo valore.

Una goccia è una promessa, un pozzo è una città:

lo proteggi con coraggio, con testa e lealtà.

Dormono i cavalli stanchi, dorme la prateria,

ma chi sa ascoltare bene trova sempre compagnia.

Buona sera, vecchio West, buona sera a chi ci sta:

finché c'è acqua nel secchio, la speranza non se ne va.»

Alla fine, anche Hank provò a seguire il ritornello, stonando abbastanza da far ridere Tessa. Mae scosse la testa, ma gli occhi le brillavano.

Il vento passò piano tra le assi, come un applauso discreto. E al Rancho Coyote, quella sera, l'acqua non era solo acqua: era una vittoria condivisa, nata dall'ascolto.

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Prateria
Ampio spazio dove cresce erba bassa, spesso lontano dalle città.
Borraccia
Contenitore portatile per bere acqua o bevande durante i viaggi.
Torbida
Che non è chiaro; contiene sporco o particelle sospese.
Cigolio
Suono acuto e ripetuto che fanno legno o metallo quando si muovono.
Impronta
Segno lasciato sul terreno dal piede, uno stivale o una ruota.
Salvia
Pianta profumata che cresce in luoghi secchi, usata anche in cucina.
Anfratto
Piccolo spazio nascosto tra le rocce o tra pareti naturali.
Cerata
Tessuto coperto con uno strato impermeabile, usato per proteggere.
Pungente
Odore o sapore che brucia un po’ il naso o la lingua.
Cicatrice
Segno sulla pelle che resta dopo che una ferita è guarita.
Lazi
Cordoni usati per legare o prendere animali, simili al laccio.
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