Capitolo 1 – Il grommelino di Tommaso
Tommaso aveva dieci anni, una risata contagiosa e un talento speciale: sapeva grommelare. Non era un vero brontolio, ma un piccolo, buffo suono che usciva dalla sua bocca ogni volta che qualcosa lo stupiva, lo divertiva o lo faceva pensare. Era un “grum-grum” gentile, come il suono di un gatto che fa le fusa, ma più buffo. Tutti in famiglia lo conoscevano: “Ecco che arriva il grommelino di Tommaso!”, diceva la mamma ridendo.
Quella sera, Tommaso si preparava per andare a dormire. Indossò il suo pigiama preferito, quello con le balene blu e le stelle argentate, e si infilò sotto le coperte. Ma non aveva affatto sonno. Guardava il soffitto, poi il suo peluche a forma di luna, e… “grum-grum!”, fece, perché si era accorto che la luna peluche sembrava sorridergli.
Proprio allora, dalla finestra aperta, entrò una brezza leggera che spostò la tenda. E con la brezza, una voce bassa e misteriosa sussurrò: “C'è qualcuno che non vuole dormire?” Tommaso, invece di spaventarsi, fece un grommelino più forte: “Grum-grum!” e rise sotto le coperte.
Capitolo 2 – La visita degli Sbadiglini
La voce misteriosa non era altro che quella degli Sbadiglini, piccole creature invisibili che si divertono a far addormentare i bambini con scherzi e buffonate. Quella sera, tre Sbadiglini decisero di far visita a Tommaso: Sbadiglio, Sbadigliotto e Sbadiglietta.
Entrarono in punta di piedi, anche se erano invisibili e nessuno avrebbe potuto vederli. Si avvicinarono al letto e iniziarono il loro spettacolo: Sbadiglio, il più grande, fece una capriola e atterrò su una nuvola immaginaria; Sbadigliotto, il più piccolo, tirò fuori dal nulla una piuma e iniziò a solleticare i piedi di Tommaso; Sbadiglietta, invece, si mise a cantare una canzone che faceva “Zzz... Zzz... Sogni d'oro, vieni qui, porta Tommaso a dormire, sì sì!”
Tommaso rideva e grum-melava: “Grum-grum!” La piuma faceva il solletico, la canzone era buffa e le capriole di Sbadiglio sembravano quasi vere. Ma ancora non aveva sonno. Gli Sbadiglini si guardarono tra loro, un po' perplessi. “Questo bambino ha il grommelino più resistente di tutto il quartiere!” sussurrò Sbadiglietta.
Capitolo 3 – La parata delle pecore confuse
Visto che il solletico e le canzoncine non funzionavano, Sbadigliotto ebbe un'idea geniale: “Facciamo sfilare le pecore!” Così, con un colpetto di bacchetta invisibile, fece comparire davanti al letto di Tommaso una fila di pecore bianche, tutte in fila indiana.
Solo che erano pecore un po' strane: una portava gli occhiali da sole, un'altra aveva una sciarpa a pois, la terza ballava la samba e la quarta si fermava ogni tre passi per annusare una margherita immaginaria. Tommaso non poteva credere ai suoi occhi! “Grum-grum-grum!” rise così forte che la pecora con la sciarpa inciampò e finì a gambe all'aria, facendo ridere anche le altre.
“Uno, due, tre… quante pecore sono? Boh!” pensava Tommaso, che invece di addormentarsi, si divertiva sempre di più. Gli Sbadiglini erano preoccupati: “Mai visto un bambino così sveglio a quest'ora!”
Capitolo 4 – La partita a cuscini volanti
Sbadiglio, allora, decise di organizzare una partita a cuscini volanti. Prese il cuscino di Tommaso, che diventò leggerissimo e iniziò a fluttuare sopra il letto. Anche il cuscino della mamma, quello del papà e quello della luna peluche si unirono alla danza.
I cuscini fluttuavano come mongolfiere in miniatura, girando lenti e morbidi nell'aria. A un tratto, il cuscino della luna peluche fece una capriola e atterrò dolcemente sulle gambe di Tommaso, che fece un grommelino soddisfatto: “Grum-grum.” La stanza sembrava una sala da ballo per cuscini e nuvole.
Ma qualcosa stava cambiando. Tommaso, tra una risata e l'altra, cominciò a sentire le palpebre pesanti. Ogni tanto, tra un grommelino e l'altro, gli scappava uno sbadiglio vero. Gli Sbadiglini si accorsero subito: “Forse è la volta buona!” sussurrò Sbadiglietta.
Capitolo 5 – Il grommelino della buonanotte
La partita a cuscini volanti si fece sempre più lenta, come una danza che rallenta piano piano. I cuscini si posarono dolcemente al loro posto, la luna peluche si mise accanto a Tommaso e le pecore, ormai stanche, si accoccolarono in fondo al letto.
Gli Sbadiglini, soddisfatti, si sedettero sui cuscini e guardarono Tommaso. Il bambino fece ancora un ultimo grommelino, stavolta lungo e morbido: “Gruuuum-grum…” Era un grommelino di pace, come quello di un orsetto che si prepara a dormire.
La brezza della sera entrava dalla finestra, portando con sé il profumo dei fiori e il suono lontano di una civetta. Il cielo, prima pieno di nuvole pazzerelle, ora si stava schiarendo piano piano. Una stella brillava proprio sopra la finestra di Tommaso, come una lucina gentile che veglia sui sogni.
Tommaso chiuse gli occhi, mentre la musica delle risate e dei grommelini si faceva sempre più dolce, più lenta, più morbida. Gli Sbadiglini lo salutarono con una carezza invisibile e uscirono dalla finestra, pronti per la prossima notte.
E sotto quel cielo finalmente sereno, tra sogni buffi e grommelini gentili, Tommaso si addormentò… con un piccolo sorriso che durò fino al mattino.