Oggi è Carnevale. In piazza c'è musica: tum-tum, tin-tin! Le bandierine ballano nel vento. I coriandoli fanno pio-pio come pioggia di colori.
Lina ha tre anni e indossa una maschera da farfalla viola. Teo ha tre anni e porta un cappello da leone con una criniera morbida. Si tengono per mano. Ridono e saltellano.
“Guarda, Teo!” dice Lina. “Tutto brilla!”
“Sì!” dice Teo. “Sembra una festa di stelle!”
Davanti a loro c'è un grande arco con scritto: “Sfilata dei Piccoli”. Sotto l'arco c'è un tavolo con una signora gentile e una scatola piena di numeri.
“Bambini,” dice la signora, “chi vuole partecipare prende un numero e lo appende qui, sul nastrino del costume.”
Lina spalanca gli occhi. “Io! Io!”
Teo annuisce forte. “Anch'io!”
La signora sorride e porge due cartoncini. Uno dice 8, l'altro dice 9. Sono rossi e lucidi.
Lina prende il numero 8. Teo prende il numero 9.
“Adesso lo appendiamo,” dice Teo, serio come un piccolo leone.
Ma… oh-oh. Il nastrino di Lina è nascosto sotto le ali della farfalla.
Lina prova e riprova. Le ditine sono piccole. Il numero fa “flip” e cade piano sulla sua scarpa.
“Ops,” sussurra Lina.
Teo si piega. “Non piangere. Lo facciamo insieme.”
Lina lo guarda. “Insieme?”
“Insieme,” ripete Teo.
Passa un clown con un naso rosso e un tamburello. “Tin-tin! Tin-tin!” canta. “Chi ha bisogno di una mano?”
“Lina deve appendere il numero,” dice Teo.
Il clown si mette in ginocchio. “Vediamo… uno, due… ecco il nastrino!” Poi tira fuori una piccola molletta a forma di stella. “Questa aiuta. È una stella gentile.”
Lina tocca la molletta. “È fredda?”
“Un pochino,” ride il clown, “ma è amica.”
Con la stella-molletta, il numero 8 si ferma bene sul nastrino. Lina batte le mani.
“Ce l'ho!” grida. “Ce l'ho!”
“Bravissima!” dice Teo. “Adesso tocca a me.”
Il suo numero 9 è facile. Però il cappello da leone scivola sugli occhi.
Teo fa un passo e… “Ohi!” ride. “Non vedo!”
Lina gli sistema il cappello piano piano. “Così. Ora sei un leone che vede.”
“Grrr… grazie,” dice Teo, e ride.
La musica cresce. Un gruppo di bambini passa con campanelli alle caviglie: din-don, din-don. Una signora fa bolle di sapone giganti. Le bolle volano lente, come palloni di vetro, e dentro c'è il cielo.
“Una bolla per noi!” dice Lina.
Il clown soffia: fuuuu. Una bolla grande grande li abbraccia quasi. Lina e Teo la seguono, senza correre, solo saltando piccoli salti.
Arriva il momento della sfilata. La signora del tavolo chiama: “Numero 8! Numero 9!”
Lina e Teo alzano le mani. “Siamo qui!”
Entrano nella fila. C'è un piccolo drago di cartone, una principessa con le scarpe blu, un astronauta con un caschetto di plastica.
Teo sussurra: “Ho un po' di tremolino nella pancia.”
Lina stringe la sua mano. “Anch'io. Ma è un tremolino felice.”
La banda suona: pa-pa-pà! E loro camminano piano. Un passo, un sorriso. Un passo, un saluto. I coriandoli fanno ancora pio-pio. La gente dice: “Che belli! Che bravi!”
Alla fine, sotto l'arco, il clown li aspetta. “Avete ballato con i numeri ben appesi! Brillano come due piccoli soli.”
Lina guarda il suo 8. Teo guarda il suo 9. Sono dritti, contenti, al loro posto.
“Carnevale è magia,” dice Lina.
“E la magia è meglio insieme,” dice Teo.
Quando il cielo diventa rosa, Lina e Teo mangiano una frittella calda. La zucchero fa “puff” sulle dita. La musica si fa dolce, come una ninna nanna che sorride.
“Domani ci sarà ancora festa?” chiede Teo.
“Un po',” dice Lina. “Ma oggi lo portiamo nel cuore.”
E tornano a casa tranquilli, con i numeri che frusciano piano, e con una luce colorata che li segue, leggera, leggera.