Parte 1
C'era una volta un bimbo piccolo, si chiamava Leo. Leo aveva tre anni. Leo amava il carnevale. Amava i colori. Amava la musica. Amava le risate.
La piazza era un mare di coriandoli. C'erano cappelli strani. C'erano piume leggere. C'erano tamburi che battevano un ritmo dolce. "Bum, bum, clap!" diceva la banda. Leo ballava. Leo saltellava. Leo teneva la mano della mamma. La mamma sorrideva. Tutto era caldo e allegro.
Leo cercava un oggetto speciale. Un maschera speciale. "Voglio un maschera che brilla," disse Leo. "Voglio un maschera che canta," disse ancora. La mamma lo mise sulla punta dei piedi. "Cerchiamo insieme," disse lei.
Parte 2
Camminarono tra le bancarelle. Una signora offriva stelle di carta. Un signore aveva palloncini a forma di cane. Un gruppo di bambini suonava maracas. La musica girava come una giostra. Leo ascoltava. Leo seguiva il suono.
"Scusa!" disse Leo a una maschera di leone. "Hai visto un maschera che brilla?" La maschera di leone scosse la testa. "Prova laggiù," ruggì piano, e batté le zampe al ritmo.
Poi incontrarono una vecchia scatola. La scatola era nascosta sotto un tavolo. Aveva nastri rosa. Aveva fiocchi verdi. Leo spalancò gli occhi. "Forse è qui," sussurrò.
Dentro la scatola c'erano tanti piccoli maschere. Maschere di carta. Maschere di cartone. Maschere con fiocchi. Ma nessuna brillava come Leo voleva. Leo fece una faccia triste. La mamma lo abbracciò. "Non ti preoccupare," disse piano. "Il carnevale è pieno di sorprese."
Poi, una musichetta diversa suonò. Era una canzone lenta e buffa. La canzone sembrava chiamare. Seguendo la melodia, videro un carretto colorato. Sul carretto sedeva una nonna con una scatola di stoffa. La scatola tremolava. Brillava un pochino.
"Questo è il mio carretto dei sogni," disse la nonna con voce dolce. "Vuoi guardare?" Leo annuì, occhi grandi. La nonna tirò fuori una maschera piccola. Era semplice, ma quando Leo la toccò, la maschera luccicò come una stella.
"È la tua?" chiese la mamma. Leo sorrise senza dire una parola. La maschera cantò un piccolo verso. Leo ballò. Tutti intorno applaudirono piano.
Parte 3
La maschera era speciale perché faceva ridere. Faceva piccole bolle di luce quando Leo rideva. La musica riprese allegra. Leo portò la maschera per tutta la festa. Stringeva la mano della mamma. Condivideva sorrisi con gli altri bambini.
Alla fine del giorno, il sole calò dolce. I coriandoli sembravano piume nel vento. Leo era un po' stanco. "È stato bello," disse sognante. La mamma lo prese in braccio. La maschera riposava accanto a lui.
Prima di addormentarsi, Leo sussurrò: "Grazie, carnevale." La maschera brillò ancora un pochino. E la notte cadde dolce come una coperta. Leo dormì sorridendo. Tutto era calmo. Tutto era felice.