C'è un uomo che gioca a calcio. Si chiama Marco. Marco è grande e gentile. Ogni mattina si sveglia. Si mette le scarpe. Prende la palla. Va in campo con il suo amico.
Il lavoro di Marco è giocare. Si allena tanto. Corre piano. Poi corre più veloce. Passa la palla. Riceve la palla. Sorridono tutti. Il sole è caldo. L'aria è dolce.
Marco ascolta l'allenatore. "Stai calmo", dice l'allenatore. Marco ascolta. Fa il giro. Salta un po'. Si ferma. Respira. Aiuta i compagni. Dice "Bravo" quando un amico segna. Dice "Forza" quando un amico cade. Tutto è sereno.
Nel gioco Marco impara a dare la palla. Condivide. Non prende tutto. Aspetta il turno. Guarda il compagno. È un gesto gentile. È fair-play. Se la palla va fuori, tutti tornano a centro. Si stringono la mano. Si scusano se sbagliano. Tutto si sistema.
Marco cura il suo corpo. Mangia frutta. Beve acqua. Dorme bene. Si allena piano per non farsi male. Se sente dolore, si ferma. Un dottore arriva e guarda. Tutto va bene. Poi Marco torna a giocare, piano e felice.
La partita è un gioco. Ci sono bambini che guardano. I piccoli sorridono. Marco saluta. Fa un passaggio dolce. Fa un gol, ma applaude anche l'altro. Tutti ridono insieme. La sera Marco torna a casa. Si lava. Si mette il pigiama. Abbraccia chi ama. Chiude gli occhi.
La gentilezza e l'aiuto rendono grande il gioco.