Mattina in fattoria
La luce del mattino entra piano nella cucina della fattoria. Sara, una giovane contadina, lega i capelli e infila gli stivali. Fuori l'aria profuma di terra umida e di erba.
“Mamma, posso venire con te?” chiede Luca, il fratellino, stringendo il suo peluche.
“Certo,” dice Sara. “Oggi prepariamo i cestini per l'AMAP. Sono famiglie che ricevono le verdure della nostra fattoria. Così mangiano cose buone e fresche.”
Luca annuisce. “Come una sorpresa?”
“Una sorpresa piena di colori,” sorride Sara.
In cortile li aspetta papà con una cassetta vuota. “Buongiorno, squadra,” dice. “Prima gli animali, poi l'orto.”
Le galline fanno “coccodè” e corrono verso Sara. Lei apre il pollaio con calma. “Buongiorno, signore galline.” Raccoglie le uova una per una, tiepide tra le mani. Luca le guarda con occhi grandi.
“Perché sono calde?” domanda.
“Perché erano sotto la gallina,” spiega Sara. “Le uova si prendono con delicatezza, così non si rompono.”
Poi vanno dalle capre. Una capra bianca allunga il muso. Sara le accarezza il collo. “Questa è Nuvola. Le piace essere salutata.” Riempie la mangiatoia con fieno che profuma di sole.
Luca ride. “Nuvola mastica piano piano!”
“Gli animali hanno i loro tempi,” dice Sara. “Noi li rispettiamo. In fattoria si lavora, ma si ascolta anche.”
Quando tutto è a posto, l'orto li aspetta. Le foglie brillano di gocce. Si sentono api leggere e un vento gentile.
Nell'orto: lavoro e piccoli imprevisti
Sara prende un cestino di vimini. “Guarda qui: insalata, carote, zucchine, pomodori. Oggi mettiamo un po' di tutto nei cestini dell'AMAP.”
Luca si china vicino a una fila di carote. “Le carote sono arancioni anche sotto?”
“Sì,” dice Sara. “Ma prima sono nascoste. Le tiriamo su con cura.” Sara afferra il ciuffo verde e tira. La carota esce dalla terra con un suono morbido. La terra fa un odore buono, come pioggia e bosco.
“Posso provare?” chiede Luca.
“Puoi aiutarmi con quelle piccole,” risponde Sara. “E poi le sciacquiamo.”
Luca tira una carota e fa “oh!” perché è cortissima. Sara ride piano. “Ogni carota è diversa. Anche le piccole sono buone.”
Poi passano alle zucchine. Sara le stacca con un coltellino, senza strappare la pianta. “Così la pianta resta felice e continua a fare frutti,” dice.
D'improvviso una nuvola copre il sole. Si sente un “plin, plin” leggero. Arriva una pioggerellina.
Luca stringe il peluche. “Si bagna tutto?”
Sara guarda il cielo. “È solo una doccia veloce. La pioggia aiuta l'orto. Noi mettiamo il cappuccio e andiamo nel capanno a preparare i cestini. Va bene?”
“Va bene,” dice Luca, rassicurato.
Nel capanno c'è un tavolo grande. Sara appoggia le verdure. Le pulisce con una spazzolina. “Vedi? Prima si toglie la terra. Poi si controlla che sia tutto bello.”
Papà porta una cassetta di mele. “Profumano!” dice Luca.
“Le mele sono per la merenda delle famiglie,” spiega Sara. “E anche per noi, dopo.”
Sara mette sul tavolo i sacchetti di carta. “Ogni cestino dell'AMAP deve essere vario. Un po' di foglie verdi, un po' di cose che crescono sotto terra, un po' di frutta. Così si mangia in modo completo.”
Luca ripete: “Var-io.”
“Bravo,” dice Sara. “E non dimentichiamo un mazzetto di basilico. Profuma d'estate.”
La pioggia finisce. Fuori torna la luce.
I cestini dell'AMAP e le domande dei piccoli
Nel pomeriggio arrivano alcune persone a prendere i cestini. Salutano con voci tranquille. Sara consegna i sacchetti uno alla volta.
“Questo è il vostro,” dice. “Insalata, carote, zucchine, pomodori, uova e basilico. Le mele sono in fondo.”
Una bambina piccola guarda il sacchetto. “Le carote le hai tirate tu?”
“Sì,” risponde Sara. “E Luca mi ha aiutata.”
Luca si sente importante. “Ho trovato anche una carota piccolina!”
Tutti ridono dolcemente.
Quando i cestini sono quasi finiti, Sara si siede su una panca vicino al cortile. Ci sono alcuni bambini con le loro famiglie. Il sole scende e fa un colore arancione sui muri.
Sara dice: “Adesso possiamo fare un momento di domande. Chi vuole chiedere qualcosa sulla fattoria?”
Una voce timida: “Le galline dormono la notte?”
“Sì,” risponde Sara. “Dormono nel pollaio, al sicuro, tutte vicine.”
Un altro bambino: “Perché lavori tanto?”
Sara guarda le sue mani un po' sporche di terra. “Perché la terra ci dà da mangiare. Io la curo, e lei mi ringrazia con verdure e frutta. E poi mi piace nutrire le persone.”
Luca chiede: “E la famiglia?”
Sara lo prende vicino. “La famiglia è la mia squadra. Papà aiuta, e io aiuto papà. E anche tu aiuti. In fattoria nessuno fa tutto da solo.”
Una mamma domanda: “Cosa fai quando piove?”
Sara sorride. “Ci adattiamo. A volte si semina prima, a volte si raccoglie dopo. La natura parla, e noi ascoltiamo.”
I bambini annuiscono. Il vento porta un profumo di basilico e di fieno. Le persone salutano e vanno a casa con i cestini.
La sera, Sara chiude il pollaio e dà l'ultimo sguardo all'orto. La terra è scura e calma. “Buonanotte,” sussurra.
A casa, Luca sbadiglia. “Domani facciamo ancora i cestini?”
“Domani ci sarà un altro lavoro,” dice Sara. “In fattoria ogni giorno è diverso, ma il cuore è sempre lo stesso: cura, pazienza, e amore.”
Luca si addormenta sereno. E anche Sara, stanca ma felice, sente dentro una pace dolce, come un campo che riposa sotto le stelle.