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Storia su una paura da bambino 3/4 anni Lettura 6 min.

Emma e i mostri amici della notte

Emma, trasferita nella sua nuova cameretta e triste per il pupazzo lasciato, incontra piccole creature sotto il letto che la aiutano, passo dopo passo, a trasformare la paura in gioco.

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Bambina di 4 anni, viso rotondo, capelli corti castano chiaro, occhi grandi e lucenti, espressione timida e curiosa, stringe un pupazzo non preferito sul petto seduta su un letto con coperta pastello; papà (~35) dal volto dolce e barba leggera accovacciato a destra con una torcia gialla che sorride rassicurante; mamma (~33) coi capelli raccolti e sguardo tenero in piedi vicino alla porta con una valigia aperta e la mano sul montante del letto; Muffo sotto il letto, testa rotonda pelosa blu-grigio, grandi occhi luminosi e naso a bulbo, timido e malizioso che emerge guardando la bambina; Pinna uscita dall'armadio, corpo morbido a righe rosa e bianco con zampette come calzini che saltella al piede del letto danzando; stanza nuova con pareti color crema, lampada da comodino che diffonde luce arancione calda, finestra socchiusa con tenda che ondeggia, tappeto soffice a righe, peluche sparsi e valigia vicino all'armadio; scena notturna dolce e rassicurante in cui la bambina, inizialmente preoccupata, scopre due creature amiche che trasformano l'ombra sotto il letto in gioco. segnalare un problema con questa immagine

Parte 1

Emma ha tre anni. Ha i capelli corti e occhi curiosi. Stanotte deve dormire nella sua cameretta nuova. La mamma ha portato la valigia. Il papà ha acceso una lucina. La finestra è socchiusa. Il letto è morbido.

Emma stringe il pupazzo, ma non è il suo pupazzo preferito. Il suo pupazzo preferito è rimasto nella casa vecchia. "Mi mancherà", pensa Emma. Sente un nodo nel petto. È una piccola paura. La mamma la guarda e sorride piano.

"Vuoi che torniamo a prenderlo domani?" chiede la mamma.

"Sì," dice Emma, con voce sottile. "Lo voglio con me."

La luce è piccola. L'ombra del lampadario danza sul muro. Emma vede forme tranquille. Ma qualcosa sotto il letto sembra muoversi. No, non è il pupazzo. È un'ombra che fa un piccolo suono: "bouu". Emma trattiene il respiro.

"Non ti preoccupare," dice il papà. "Facciamo un gioco."

Il papà si siede vicino al letto. Prepara la torcia. La mamma accende la musica dolce. Emma si sente un po' coraggiosa. Ma la nostalgia per il pupazzo la rende ancora triste.

Parte 2

Il gioco si chiama "Conto fino a cinque". Tutti insieme contano.

"Uno."

"Due."

"Tre."

"Quattro."

"Cinque!" E alla fine fanno un piccolo applauso.

Poi il papà chiede: "Chi è sotto il letto?"

Emma guarda e sussurra: "Non lo so. È un mostro?"

"Possiamo scoprire insieme," dice la mamma.

Il papà mette la torcia e la punta verso il sotto del letto. Esce una piccola faccia pelosa. Fa "bouu" un'altra volta. Emma salta sul cuscino. Ma la faccia sorride. Ha due occhi grandi e un naso buffo.

"Mi chiamo Muffo," dice la creatura con voce nasale. "Mi piace fare le ombre."

"Sei un mostro?" chiede Emma.

"Forse," risponde Muffo. "Ma sono un mostro timido."

Emma pensa al suo pupazzo lontano. Sente ancora il vuoto nel cuore. "Mi mancano le mie cose," dice. "Mi mancano la copertina e il mio cuscino."

Muffo si avvicina con delicatezza. "Anch'io a volte lascio le mie cose," dice. "A volte lascio il mio cuscino nella grotta e mi manca."

Emma sorride un poco. Condivide il suo sentirsi con qualcuno.

La mamma suggerisce un altro gioco. "Facciamo il passo piccolo," dice. "Un passo alla volta."

Emma allunga una mano. Tira fuori Muffo da sotto il letto. Muffo è morbido e un po' peloso. Non fa paura. Si mette sul cuscino vicino a Emma. "Grazie," dice Muffo.

Poi, dalla finestra, arriva un altro suono. "Brrr." Un'altra creatura sbuca dall'armadio. Ha le zampette come calzini. "Io sono Pinna," dice allegra. "Vengo a giocare."

Emma ora non è sola. Le creature non sono spaventose. Sembrano buffe. Fanno piccoli balletti. Si rotolano sul tappeto. Emma ride. La nostalgia per il pupazzo non sparisce, ma si addolcisce. Sa che domani lo rivedrà.

Parte 3

La notte avanza pian piano. La luce piccola crea figure gentili. Le creature sotto il letto si trasformano nella mente di Emma. Non sono più mostri cattivi. Sono amici con grandi occhi lucenti e sorrisi strani.

"Possiamo fare un picnic sotto le coperte?" propone Pinna.

"Sì!" risponde Emma. Porta una tazza di plastica. Gioca a servire il latte immaginario. Le creature fanno finta di mangiare biscotti invisibili.

Ogni volta che Emma sente un fruscio, non si spaventa. Chiede. Le creature rispondono. "Cos'è questo rumore?" chiede Emma.

"È il vento che canta," dice Muffo.

"È il guanto del pupazzo," dice Pinna ridendo.

Emma prende un respiro profondo. Ripensa a quando ha lasciato la casa vecchia. Le mancano le stanze, i libri sullo scaffale, il suo pupazzo sul cuscino. È normale sentire nostalgia. La mamma la abbraccia. "Brava," sussurra. "Sei molto coraggiosa."

La notte scorre. Emma prova a fare cose nuove. Spegne la lucina per un momento. Poi la riaccende. Si mette il ditino tra le coperte. Ogni piccolo gesto è un passo. Ogni passo è una vittoria.

"Domani andremo a prendere il pupazzo," promette il papà. Emma chiude gli occhi. Immagina il pupazzo nel bagagliaio. Sente calore nel cuore.

Prima di dormire, Muffo e Pinna fanno un piccolo spettacolo. Cantano una canzoncina lenta. Le loro voci sono buffe e dolci. Emma ride piano. Poi sbadiglia.

"Buonanotte," dice la mamma.

"Buonanotte," mormora Emma.

La stanza è silenziosa. Le creature si sdraiano sul tappeto. Le ombre diventano forme morbide. Emma sente la nostalgia, ma anche la gioia. Ha affrontato la paura. Ha provato, un passo alla volta. Ha trasformato il mostro in un amico buffo.

Quando si addormenta, sogna il suo pupazzo che danza con Muffo e Pinna. Vede il pupazzo ridere. Si sveglierà felice domani. Ha imparato che si può avere paura. Ma con calma, con persone care e con piccoli passi, la paura diventa gioco.

La notte è dolce. Emma dorme serena. Le creature ridacchiano piano. La casa nuova è piena di nuovi abbracci.

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Cameretta
La stanza piccola dove i bambini dormono e giocano.
Valigia
Una borsa grande dove si mettono i vestiti per viaggiare.
Lucina
Una luce piccola che aiuta a non fare buio nella stanza.
Socchiusa
Quando qualcosa è aperto solo un po', non tutto.
Morbido
Tenero al tatto, che fa piacere toccare o abbracciare.
Pupazzo preferito
Il giocattolo che il bambino ama di più e porta sempre con sé.
Nodo
Una sensazione stretta nel petto quando si prova tristezza o paura.
Nostalgia
Il sentimento che si ha quando si pensa a qualcosa che manca e si vorrebbe indietro.
Applauso
Battere le mani insieme per dire che qualcosa è bello o bravo.
Torcia
Una luce portatile che si tiene in mano per vedere nel buio.
Pelosa
Che ha tanti peli morbidi, come un animale o una coperta.
Grotta
Un piccolo posto buio e chiuso, come una caverna dove si nasconde qualcosa.
Cuscino
La cosa morbida su cui si appoggia la testa per dormire.
Armadio
Il mobile dove si mettono i vestiti e le cose della stanza.
Tappeto
Una stoffa grande sul pavimento dove si gioca o si cammina.
Fruscio
Un suono leggero come quando qualcosa si muove piano tra stoffe o carta.
Sbadiglia
Aprire la bocca piano perché si è molto stanchi o si vuole dormire.

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