Caricamento in corso...
Storia di supereroi 7/8 anni Lettura 11 min.

Vela Volta e il mistero delle luci impazzite a Lucelampo

Vela Volta e il robottino PLOP-7 devono affrontare un misterioso disturbo che fa impazzire le luci di Lucelampo, imparando a calmare la città e a cooperare per capire l’origine del problema.

Scarica questa storia in PDF

Ideale per condividere o stampare questa storia!

Scarica l'e-book (.epub)

Legga questa storia sul suo e-reader.

Una supereroina adulta, energica e sorridente, con mantello corto argentato scintillante, capelli rossi ricci raccolti in coda, maschera trasparente che lascia vedere vividi occhi verdi, posa un guanto luminoso su una scatola metallica per riparare un amplificatore, concentrata ma rassicurante; un piccolo robot rotondo chiamato PLOP-7, azzurro chiaro con occhi a stella e antenne corte, rotola accanto proiettando istruzioni luminose, curioso e gioioso; una bambina di circa 7 anni tiene la mano della madre, un po' preoccupata poi rasserenata, in piedi dietro una linea di sicurezza a osservare; la madre, donna di circa 35 anni, calma, leggermente in disparte tra altri abitanti attenti; ambientazione in un teatro all'aperto in un parco di magnolie con palco circolare in legno, file di sedie rosse e blu, ghirlande luminose e grandi proiettori colorati, alberi dai fiori rosa; scena principale: la supereroina ripara delicatamente una scatola metallica etichettata "Amplificatore" mentre il robot proietta istruzioni e gli abitanti, dietro una linea gialla, osservano sollevati in un'atmosfera calda, cooperativa e rassicurante. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: La guardiana dal mantello a scintille

Nella città di Lucelampo, i palazzi avevano finestre che sembravano occhi curiosi e le strade brillavano di piccole luci blu, perché sotto l'asfalto correvano cavi di energia pulita. In alto, tra due grattacieli, si mosse una figura con un mantello corto che frusciava come carta argentata.

Era Vela Volta, la supereroina più famosa del quartiere… e anche la più ironica. Era una donna adulta, alta e atletica, con capelli ricci color rame raccolti in una coda, una maschera trasparente che lasciava vedere i suoi occhi verdi, e guanti con minuscole lampadine che si accendevano quando usava i suoi poteri. Sul petto portava un simbolo a forma di spirale, come un vortice gentile.

Vela non volava: “saltava” con piccoli scatti di energia, come una molla luminosa. E quando atterrava, faceva sempre una battuta, anche se nessuno l'aveva chiesta.

Quella mattina, un ronzio strano attraversò l'aria. Dalla Piazza dei Pannelli Solari arrivò un rumore di voci: un gruppo di persone si era radunato davanti a un grande schermo cittadino che lampeggiava.

“Sta succedendo qualcosa!” gridò un signore con il cappello.

“Il sistema delle luci è impazzito!” disse una ragazza.

Le insegne cominciarono a cambiare colore tutte insieme: rosso, verde, giallo, come se la città stesse giocando a “Semaforo” senza regole. Alcuni bambini ridevano, ma molti adulti si preoccupavano.

Vela Volta atterrò su un muretto con un “fump” morbido e sollevò le mani.

“Ehi, Lucelampo!” disse, con la voce chiara. “Respiriamo come se stessimo spegnendo una candela gigante. Uno… due… tre.”

La gente la guardò. Qualcuno imitò il respiro. Poi un altro. E un altro ancora. In pochi secondi, il brusio diventò più calmo.

“Brava!” disse una mamma, stringendo la mano di suo figlio.

“Grazie,” fece Vela, “ma il vero superpotere qui è non spingersi come in una partita di rugby. Prudenza: è gratis e non pesa in tasca.”

Un bambino alzò la mano. “Vela, è un mostro nello schermo?”

Vela sorrise. “No, campione. Al massimo è un… capriccio elettronico. E i capricci, si sa, si calmano.”

Si avvicinò allo schermo e appoggiò un guanto sul bordo metallico. Le sue lampadine guizzarono. Vide un'icona che non conosceva: un piccolo pianeta con una faccia buffa e due antenne.

“Uh-oh,” mormorò. “Questo non è del nostro menù.”

Capitolo 2: Il messaggio dalla Nuvola Stellare

Vela fece scorrere le dita come se stesse accarezzando un gatto invisibile. Un riquadro si aprì, e uscì una voce allegra, un po' gracchiante:

“Salve! Sono PLOP-7, assistente spaziale della Nuvola Stellare! Ho inviato… ehm… per sbaglio un segnale di prova alla vostra rete luminosa. Ops!”

Sul grande schermo apparve un robottino tondo, con occhi a forma di stelle e una bocca che sembrava un adesivo.

La folla tornò a mormorare.

“Spaziale?” sussurrò un signore.

“È pericoloso?” chiese qualcuno.

Vela si voltò verso tutti e alzò un sopracciglio. “Pericoloso? Vediamo. Ha una faccia da… tostapane felice. Direi di no.” Poi indicò il robottino. “PLOP-7, giusto? Qui abbiamo una regola: prima si chiede, poi si lampeggia.”

“Capito! Scusa!” disse PLOP-7. “Non volevo spaventare nessuno. Io faccio test di amicizia interplanetaria.”

“Test riuscito a metà,” rispose Vela. “Hai trovato amici. Ora trova anche il tasto ‘calma'.”

PLOP-7 proiettò una mappa sulla piazza: linee di luce correvano sotto la città e si intrecciavano come spaghetti. Un punto lampeggiava vicino al Teatro all'Aperto, un grande palco circolare nel Parco delle Magnolie, dove la sera si facevano spettacoli con sedie colorate e un tetto di stelle vere.

“Là,” disse il robottino. “Il mio segnale si è agganciato a un vecchio amplificatore di suoni e luci. Se non lo scollegiamo con delicatezza, continuerà a far cambiare colore alle insegne.”

Vela annuì. “Delicatezza e prudenza: mi piace. È il mio genere.”

Una bambina tirò la manica di Vela. “Io ho paura che le luci si spengano e non troviamo casa.”

Vela si chinò, guardandola negli occhi. “Ascolta: anche se una luce si spegne, ci sono sempre altri modi. Ci sono le torce, le stelle, e soprattutto ci sono le persone che si aiutano. Ma noi faremo in modo che le luci restino accese, promesso.”

Poi si rialzò e parlò alla folla: “Tutti indietro di tre passi, per favore. Niente corse. Se avete bambini piccoli, mano nella mano. La città è più forte quando si muove con ordine.”

La folla obbedì, e Vela scattò verso il parco con una serie di balzi luminosi. PLOP-7 la seguì… non camminando, ma rotolando su un raggio di luce come su una pista da bowling.

“Non fare il birillo,” gli disse Vela.

“Non so cosa sia un birillo!” rispose PLOP-7, felice.

“Meglio così,” sospirò lei.

Capitolo 3: Il teatro sotto il cielo grande

Il Teatro all'Aperto era vuoto, ma non silenzioso: i fari sopra il palco facevano “zip-zap” e cambiavano colore, come se stessero provando costumi per uno spettacolo. Le sedie rosse e blu sembravano aspettare un pubblico.

Vela atterrò sul bordo del palco e si guardò intorno. “Ok, qui serve calma. E un pizzico di stile.”

Dietro il sipario leggero, trovò una scatola metallica con scritto “Amplificatore LuceSuono - Modello Antico ma Coraggioso”. Da una fessura uscivano scintille verdi, come lucciole in vacanza.

PLOP-7 si avvicinò. “È lì che il mio segnale ha fatto… boing.”

“Bene,” disse Vela. “Ma niente strappi. La prudenza è come allacciare le scarpe: se la salti, inciampi.”

Si tolse un guanto e prese un piccolo attrezzo dalla cintura: un “cacciavite-lampo” che emetteva un raggio sottile. Lo puntò sulla scatola.

“Prima regola,” spiegò ad alta voce, come se stesse insegnando a una classe. “Si spegne l'energia. Seconda regola: si controlla due volte.”

PLOP-7 fece comparire un interruttore olografico. “Ecco lo spegnimento in sicurezza!”

Vela lo premette. Le scintille diminuirono subito. “Perfetto. Ora apriamo.”

Dentro c'erano fili colorati e un piccolo cristallo che pulsava. Sul cristallo si vedeva l'icona del pianetino con le antenne.

“Ah,” disse Vela. “Ti sei appoggiato qui come un gattino su un cuscino.”

“È un cristallo di traduzione,” disse PLOP-7. “Serve per parlare con tante città. Ma qui ha trovato un amplificatore… e sta facendo il DJ.”

Vela rise. “Lucelampo non ha chiesto un concerto di semafori.”

Dal parco arrivarono alcune persone curiose, ma Vela alzò la mano. “Stop lì, amici! Guardate da lontano. È tutto sotto controllo, ma stare a distanza è una scelta intelligente.”

Un papà annuì. “Va bene! Ragazzi, restiamo dietro la linea.”

Vela collegò due fili con delicatezza e poi fece un gesto con il guanto luminoso. Le sue lampadine si accesero come una collana di stelle. Il cristallo smise di pulsare e diventò trasparente.

“PLOP-7,” disse, “ora tu rimandi il segnale a casa tua, con una nota: ‘Chiedere prima di lampeggiare'.”

“Messaggio pronto!” rispose il robottino. “E… grazie per non esserti arrabbiata.”

Vela chiuse la scatola. “Arrabbiarsi è facile. Riparare con calma è da eroi.”

In quel momento, i fari del teatro si accesero tutti insieme con una luce calda e dorata, come un applauso. Le insegne della città, in lontananza, tornarono al loro colore normale.

La gente nel parco cominciò a battere le mani. Un bambino gridò: “Brava Vela! Hai salvato le luci!”

Vela fece un inchino teatrale. “Merito anche del mio assistente… ehm… rotolante.”

“Rotolante è un titolo nobile?” chiese PLOP-7.

“Certamente,” disse Vela. “È il massimo che posso fare senza darti una corona.”

Capitolo 4: Un appuntamento per cooperare

Quando tutto fu stabile, Vela si sedette sul bordo del palco con le gambe penzoloni. Il cielo era azzurro chiaro, e una brezza muoveva le foglie delle magnolie. La folla, ormai tranquilla, tornò a sorridere.

La bambina che prima aveva paura si avvicinò con la mamma. “Vela, posso fare una domanda?”

“Solo se è una domanda curiosa,” rispose Vela.

“Come fai a restare calma?”

Vela indicò il petto, dove la spirale brillava piano. “Mi ricordo che ogni problema è come un nodo. Se tiri forte, si stringe. Se lo guardi e lo sciogli piano, si apre. E poi… respiro. Come abbiamo fatto in piazza.”

La mamma disse: “Grazie per aver calmato tutti. È stato importante.”

Vela annuì. “Proteggere una città non è solo fermare guasti. È aiutare le persone a sentirsi al sicuro.”

PLOP-7 si avvicinò, gli occhi a stella un po' più lucidi. “Io voglio imparare. Posso aiutare Lucelampo senza fare caos?”

“Certo,” disse Vela. “Ma con regole chiare. Prudenza, prima di tutto.”

Il robottino proiettò un piccolo calendario nell'aria. “Propongo un appuntamento di cooperazione: domani pomeriggio, qui al Teatro all'Aperto. Io porto un manuale di segnali gentili. Tu porti… la tua spirale eroica.”

Vela fece finta di pensarci, poi sorrise. “Accetto. Domani pomeriggio. E porterò anche una cosa fondamentale.”

“Cosa?” chiese PLOP-7.

“Biscotti,” disse Vela. “Perché la cooperazione funziona meglio con biscotti.”

La folla rise, come se la risata fosse una luce in più. Vela si alzò, fece un piccolo saluto militare e poi uno più buffo, con due dita sulla fronte.

“Lucelampo,” disse, “oggi avete visto che anche un errore dallo spazio si può aggiustare. Con calma, con attenzione, e aiutandosi. Ci vediamo domani per costruire qualcosa di ancora migliore. Insieme.”

E mentre la città tornava a brillare nel modo giusto, Vela Volta fece un ultimo balzo luminoso, lasciando dietro di sé una scia come una firma nel cielo: una spirale gentile, pronta per la prossima avventura.

Senza pubblicità 3€ al mese

Desidera una lettura senza interruzioni? Sostenga Oh My Tales, rimuova tutte le pubblicità e usufruisca di altri vantaggi inclusi a partire da 3€ al mese.

Vedi i piani e le tariffe
Condividere

segnalare un problema con questa storia

Cosa ne pensi di questa storia?

Esprimi la tua opinione assegnando un voto a questa storia in base a ciò che tu e/o tuo figlio hanno pensato. Grazie in anticipo!

Grazie! Il tuo voto è stato preso in considerazione!

Il quiz: hai capito bene la storia?

Crea una storia magica e unica per suo figlio!

Create un'avventura personalizzata in pochi minuti dove vostro figlio diventa l'eroe. Con il nostro strumento esclusivo, è facile, gratuito e divertente!

Creare una storia

Temi correlati a questa storia:

amicizia responsabilità città robot tecnologia

Scaricate questa storia:

Scarica questa storia in PDF Scarica l'e-book (.epub)

Ricevi nuove storie ogni domenica sera!

Ricevete 7 storie emozionanti e coinvolgenti, adatte all'età e ai gusti di vostro figlio, ogni domenica alle 17:00*. È gratuito e garantito senza spam!
*Email inviato alle 17:00, ora dell'Europa Centrale (CET).
Non amiamo neanche lo spam. Pertanto, ti invieremo solo storie. Potrai disiscriverti quando lo desideri.