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Storia di supereroi 7/8 anni Lettura 9 min.

Fulminea e il mistero delle luci scomparse

A Luminaria la supereroina Fulminea indaga su misteriose sparizioni legate a un robot e, con l’aiuto dei cittadini, trasforma il problema in un’occasione di creatività e collaborazione.

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Fulminea, una supereroina sorridente dagli occhi verdi e capelli castani ricci, in costume che cambia colore e grande mantello giallo, illumina la scena con gesti che lanciano lampi soffusi; un ragazzo di circa 10 anni corre ridendo con un grande aquilone viola; la panettiera, donna calda e rotonda con grembiule infarinato, porge un vassoio di biscotti a forma di stella; l’elettricista, uomo magro con occhiali, sistema i proiettori arcobaleno su una scala; RobyBum, un robot giocoso con bracci a molla e LED, danza al centro proiettando motivi luminosi; un pappagallo colorato lancia coriandoli attorno a Fulminea; il tutto in un teatro all’aperto sotto un cielo stellato con gradinate di legno piene, lanterne calde e decorazioni di cartapesta, in uno spettacolo comunitario festoso, luminoso e collaborativo. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 – Un giorno brillante a Luminaria

Era una mattina scintillante nella città di Luminaria, dove il sole dipingeva d'oro le strade e il vento portava l'odore del pane appena sfornato. Ma ai bambini e agli adulti che passeggiavano tra le aiuole si sarebbe detto che la città brillasse un po' di più quel giorno: forse perché in giro c'era Fulminea, la supereroina dal sorriso più luminoso e il mantello più colorato che ci fosse.

Fulminea, il cui vero nome era Viola Fulgeri, aveva capelli castani e ricci, occhi verdi pieni di scintille e un costume che cambiava colore a seconda della luce. Il suo mantello, invece, rimaneva sempre giallo brillante come il sole. Aveva poteri elettrici, ma soprattutto aveva una mente ingegnosa e una risata contagiosa che metteva allegria a tutti.

Mentre camminava tra le bancarelle del mercato cittadino, Fulminea si fermò ad aiutare un gruppo di bambini che cercavano di capire come far volare un aquilone.

“Proviamo a mettere le stecche così, guardate!” disse, prendendo in mano l'aquilone viola che sembrava non voler saperne di decollare.

“E adesso?” chiese uno dei bimbi, con gli occhi pieni di speranza.

“Correte forte e pensate a qualcosa di bello!” rise Fulminea, dando una spinta gentile all'aquilone che, come per magia, si sollevò alto, danzando tra le nuvole.

“Wow! Grazie Fulminea!” urlarono i bambini, battendo le mani.

Viola si voltò per andare, quando improvvisamente sentì una voce allarmata provenire da una panettiera preoccupata.

“Scusami Fulminea, hai visto il mio aiutante? Doveva portarmi la farina ma non è ancora tornato!”

Fulminea si voltò di scatto. Non era la prima persona che sentiva parlare di sparizioni strane in città. Solo il giorno prima, una signora aveva perso il suo pappagallo e un elettricista era sparito per qualche ora.

“Non preoccuparti, lo troverò in un battibaleno!” assicurò la supereroina, accendendo una scintilla nei suoi occhi verdi. “Ho già sentito di altri che sono svaniti. Devo indagare!”

E così, con il mantello al vento e un sorriso rassicurante, Fulminea partì veloce come il lampo.

Capitolo 2 – Indizi e scoperte

Fulminea decise di iniziare la sua indagine dal parco, dove l'aiutante della panettiera era stato visto l'ultima volta. Con i suoi sensi acuti, cercò tracce e ascoltò i racconti dei passanti.

Una bambina con due trecce le si avvicinò correndo: “Fulminea, ho visto una cosa strana! Un fascio di luce blu si è posato proprio lì, accanto a quella panchina, e poi... puff! Il signore è sparito!”

“Grazie piccola detective, sei stata bravissima a osservare!” rispose Fulminea, accarezzandole la testa.

Analizzando il luogo, Fulminea notò delle piccole impronte luminose che andavano verso il teatro all'aperto della città. Sapeva che quel teatro era famoso per i suoi spettacoli pieni di colori e di effetti speciali.

“Il teatro! Forse qualcuno ci sta giocando un brutto scherzo…” pensò ad alta voce.

Mentre si avvicinava, sentì una voce robotica provenire da dietro il sipario: “Benvenuta Fulminea, ti aspettavamo!”

“Ehi!” gridò, saltando sul palco. “Chi sei? Dov'è la gente che è sparita?”

Una figura comparve tra le tende: era RobyBum, il robot dei giochi di luce, sempre gentile e buffo, con le sue braccia a molla e il cuore di LED colorati.

“Oh, Fulminea! Non te la prendere,” si scusò RobyBum con voce tremolante. “Non volevo che nessuno si preoccupasse. Stavo solo cercando aiuto per preparare lo spettacolo di questa sera… Ma il mio telecomando si è inceppato e ho inavvertitamente teletrasportato qualcuno dentro il camerino magico! Nessun pericolo, te lo giuro!”

Fulminea rise di cuore: “RobyBum, tu e la tua tecnologia! Aiutami ad aprire il camerino, così liberiamo tutti, e magari la prossima volta chiedi una mano invece di rapire mezzo quartiere!”

Insieme, risero, e con uno scatto delle sue dita Fulminea usò il suo potere per riattivare il telecomando di RobyBum. Si udì uno “ZAP!” e improvvisamente, dal camerino magico, uscirono l'aiutante della panettiera, il pappagallo e persino l'elettricista.

“Siamo salvi!” gridarono tutti insieme, visibilmente sollevati.

Capitolo 3 – Il mistero della creatività

Una volta risolto il pasticcio, la città tornò a respirare. Ma Fulminea sapeva che c'era ancora qualcosa da capire. Perché RobyBum aveva tanto bisogno d'aiuto?

Insieme al robot, si sedettero su una panchina tra le luci del teatro.

“Volevo creare uno spettacolo che nessuno avesse mai visto,” spiegò RobyBum con le lucine degli occhi che cambiavano colore. “Tutti mi dicono che i miei show sono belli, ma io volevo fare qualcosa di… di straordinario! Ma da solo non ci riesco.”

Fulminea pensò per un attimo, poi sorrise gentile: “La creatività è come una scossa elettrica: a volte serve qualcuno che ti aiuti a farla partire! Nessuno deve lavorare da solo per creare qualcosa di meraviglioso. Finché ci aiutiamo, troviamo le idee più sorprendenti!”

“Sì! Facciamo uno spettacolo insieme,” aggiunse una voce allegra: era la panettiera, seguita da tutti quelli che erano appena usciti dal camerino magico.

E così, in men che non si dica, tutti si misero all'opera. L'elettricista costruì delle luci color arcobaleno, la panettiera preparò biscotti a forma di stella, i bambini crearono costumi fantasiosi con carta e stoffa, e Fulminea usò i suoi poteri per illuminare il palco come se fosse giorno anche di notte.

Tra una risata, un “attenti che il pappagallo scappa!” e una battuta su biscotti troppo dorati, la città di Luminaria si trasformò in un laboratorio di idee.

Capitolo 4 – Lo spettacolo sotto le stelle

Arrivò la sera. Il teatro all'aperto era pieno di gente curiosa, tutti con il naso all'insù e i cuori pieni di entusiasmo.

“Signore e signori!” annunciò Fulminea, microfono alla mano, “Benvenuti allo spettacolo più luminoso, creativo e… accidentato di tutta Luminaria!”

Il pubblico rise, e lo spettacolo cominciò. RobyBum ballava con le sue braccia a molla, le luci arcobaleno danzavano sul palco, i bambini facevano una sfilata con i costumi scintillanti e persino il pappagallo recitava la sua parte, lanciando coriandoli colorati.

Ogni numero era una sorpresa: i biscotti della panettiera avevano all'interno piccoli foglietti con battute buffe, l'elettricista faceva saltare piccoli fulmini colorati in aria, e Fulminea raccontava storie piene di coraggio e allegria.

Tutti ridevano, battevano le mani, si prendevano per mano. Nessuno si sentiva solo, perché tutti avevano scoperto che insieme si può creare qualcosa di straordinario, molto più che da soli.

Capitolo 5 – Il fuoco di campagna urbano

Alla fine dello spettacolo, mentre la notte calava morbida sulla città, Fulminea ebbe un'altra idea.

“Venite tutti in piazza!” annunciò. In un attimo, la gente accorse, e al centro della piazza comparve, grazie ai poteri di Fulminea e all'ingegno dell'elettricista, un grande fuoco di campagna urbano: un cerchio di luci calde e sicure che illuminava i volti felici di tutti.

Attorno a quel fuoco luminoso, la città di Luminaria cantò, raccontò barzellette e condivise sogni. RobyBum improvvisò una canzone, il pappagallo fece il buffone, e la panettiera tirò fuori un vassoio di biscotti ancora caldi.

Un bambino guardò Fulminea e chiese: “Sei la nostra supereroina perché sei coraggiosa?”

Fulminea gli sorrise e rispose: “Sapete qual è il mio vero superpotere? Essere creativa insieme a voi! Quando ci mettiamo tutti insieme, anche le idee più pazze possono diventare realtà.”

Le stelle brillavano sopra la città e, tra una storia e una risata, tutti si sentirono un po' supereroi. Perché a Luminaria, la luce più forte veniva dall'amicizia e dalla fantasia.

E mentre l'ultimo biscotto spariva e le luci si affievolivano piano, Fulminea sussurrò: “Domani sarà un altro giorno per essere coraggiosi… e creativi!”

E così, per le strade di Luminaria, si diffusero sogni pieni di energia e fantasia, pronti per nuove avventure.

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Scintillante
Che brilla tanto e riflette luce in modo vivace.
Aiuole
Piccoli spazi con fiori o piante lungo le strade o nei parchi.
Mantello
Grande pezzo di stoffa che si porta sulle spalle, come un vestito speciale.
Ingegnosa
Che trova idee furbe e intelligenti per risolvere un problema.
Contagiosa
Che si diffonde facilmente, come una risata che fa ridere anche gli altri.
Scintille
Piccole luci o punti luminosi che appaiono come piccole stelle.
Inceppato
Bloccato o fermo perché qualcosa non funziona bene.
Teletrasportato
Spostato subito da un luogo a un altro senza camminare.
Camerino magico
Piccolo spazio dietro il palco che sembra avere qualcosa di strano.
Piccole impronte luminose
Segni sul terreno che brillano e mostrano dove qualcuno è passato.
Pasticcio
Una situazione disordinata o combinata male, che crea confusione.
Affievolivano
Diventavano più deboli o meno forti, specialmente per la luce o il suono.

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