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Storia sulla festa della mamma 5/6 anni Lettura 11 min.

Un picnic per la mamma

Luca e i suoi amici organizzano un picnic speciale per la festa della mamma, mettendo insieme cibo, risate e un regalo creato con il cuore. Insieme, imparano che i piccoli gesti possono esprimere grandi sentimenti d'amore.

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Ci sono 4 bambini: - Luca: un ragazzo di 5 anni con capelli castani disordinati e occhi brillanti. Indossa una maglietta blu e pantaloni corti gialli. Si trova al centro, tenendo una grande cornice di cartone decorata. - Giulia: una ragazza di 5 anni con capelli biondi intrecciati e un sorriso splendido. Indossa un vestito a fiori colorati e un piccolo cappello di carta. È a sinistra di Luca, alzando le braccia in aria con entusiasmo. - Matteo: un ragazzo di 5 anni con capelli neri e lentiggini sul naso. Indossa una camicia a quadri rossi e pantaloni corti di jeans. È a destra di Luca, tenendo un piatto di frutta con fragole e mele. - Samuele: un ragazzo di 5 anni con capelli castani e occhiali rotondi. Indossa una maglietta verde e pantaloni beige. È seduto sulla coperta, ridendo e tenendo una bottiglia d'acqua. La scena si svolge in un giardino soleggiato, pieno di fiori colorati e alberi verdi. Una grande coperta a righe è stesa sull'erba morbida, con un cestino da picnic stracolmo di prelibatezze. Il cielo è blu con alcune nuvole bianche e soffici. I bambini stanno preparando un picnic a sorpresa per la festa della mamma, ridendo e divertendosi, mentre la mamma di Luca, in lontananza, li osserva con un sorriso affettuoso. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1

Luca si svegliò con il sole che faceva le puzzette di luce sulla sua finestra. Aveva cinque anni e un grande talento per le feste. Anche quando giocava con le costruzioni, ogni torre diventava una torta e ogni cavallo una candela. Quel mattino pensò subito: oggi è la festa della mamma. Oggi facciamo un picnic!

Corse in cucina d'estate, dove l'aria era profumata di basilico e limone. La cucina d'estate era una stanza luminosa con una finestra grande che guardava il giardino. C'erano piatti colorati, un tavolo di legno e una cassetta con erbe sul davanzale. Luca chiamò gli amici: Matteo, Samuele e Nico. Tutti e quattro avevano i capelli arruffati e gli occhi curiosi.

"Facciamo un picnic!", disse Luca con voce chiara.

"Facciamo un picnic!", ripeté Matteo saltando.

"Facciamo un picnic!", cantò Samuele battendo le mani.

Nico disse piano: "E con tante cose belle per la mamma."

Si misero al lavoro come una piccola squadra. Matteo era bravo a scegliere i frutti. Samuele era forte e portava il cestino. Nico raccontava barzellette e faceva ridere tutti. Luca guidava con le sue idee di festa. Ognuno aveva un ruolo e ogni ruolo era importante.

Mentre cercavano tovaglioli e panini, la porta della cucina si aprì. Entrò una bambina con una maglietta a fiori: Giulia. Aveva un cappellino fatto con una foglia e tante idee nello zainetto. Era vicina di casa e tutti la conoscevano per i suoi disegni e i suoi piccoli regali.

"Ciao!", disse Giulia. "Posso aiutarvi? Ho tante cose piccole e carine."

"Eh sì!", rispose Luca. "Vieni, vieni. Facciamo un picnic per la mamma."

Giulia tirò fuori dallo zainetto una scatolina di bottoni colorati, una palla di lana gialla e una striscia di carta fiorita. I quattro ragazzi guardarono con occhi grandi. La cucina d'estate si riempì di profumo di pane e di allegria.

Capitolo 2

La lista delle cose da fare era semplice. Pane, frutta, una tovaglia, un piccolo regalo e un biglietto. Ma il biglietto doveva essere speciale. Luca aveva un'idea grande: "Facciamo una cornice!" Una cornice di cartone dove mettere il disegno della mamma. Giulia sorrise e disse: "Ho proprio il cartone giusto."

Trovarono una scatola grande e la tagliarono insieme. Non usarono coltelli, solo forbici piccole e attenzione. Matteo disegnò fiori sul cartone. Samuele incollò i bottoni colorati. Nico fece un piccolo buco e ci passò un nastro. Luca mise al centro un disegno grande dove la mamma sorrideva con un sole disegnato sopra la testa.

"La cornice è bellissima!", esclamò Giulia. "Potrebbe diventare un quadro-porta-baci." Tutti risero.

Poi venne il momento dei dolcetti. La cucina d'estate aveva un piccolo frigo con mele e fragole. Preparerono macedonia nel grande cestino. Giulia suggerì di aggiungere un pizzico di menta e un filo di miele. Matteo disse: "E io porto i panini con il formaggio." Samuele offrì una bottiglia d'acqua fresca, e Nico portò una coperta a righe.

Mentre lavoravano, successe qualcosa di buffo. Samuele accidentalmente rovesciò un vasetto di marmellata. La marmellata fece una scivolata lenta come una piccola cascata rossa sul tavolo. Tutti rimasero un po' sbalorditi. Poi scoppiarono a ridere. "È diventata una pozza di sole!", disse Luca, e con un cucchiaino la raccolsero in un vasetto pulito. Quel piccolo errore diventò un nuovo dolce: crostini con marmellata a forma di cuore.

La cucina d'estate era piena di rumori gentili: la forbice che taglia, il cucchiaio che mescola, le risate. Luca si accorse che Giulia aveva una scatola di carta con dentro piccoli bigliettini. Aprì uno e lesse una frase scritta con una matita colorata: "Le cose fatte con il cuore sono le più grandi." Luca sentì una luce nello stomaco, una luce dolce come caramelle.

Mentre avvolgevano il regalo con un pezzo di stoffa, Giulia propose di fare uno spettacolo piccolo, un momento speciale per la mamma. "Potremmo dire qualcosa di bello", suggerì piano. "Un discorsetto." Tutti si guardarono. Un discorso? Era una parola grande, ma la festa era una parola ancora più grande.

"Io non so parlare tanto", disse Matteo. "Io non so le parole giuste", aggiunse Nico. Samuele cominciò a contare i secondi come se fosse un tempo lungo. Luca mise la mano sul cuore. "Non serve tanto. Basta dire cose semplici. Basta dire grazie. Basta dire ti voglio bene."

Così provarono. Prima Lukas—scusa, Luca—provò a dire: "Mamma, grazie per i biscotti." Ma la mamma non era lì per ascoltare la prova. Ridacchiarono, ma capirono che il discorso poteva essere come una filastrocca dolce. Decisero di usare la cornice di cartone come un piccolo palco. Avrebbero messo la cornice davanti alla mamma e dentro ci sarebbe stato il loro disegno e le parole.

Prima di partire, Giulia tirò fuori dalle tasche un piccolo fiore di carta e lo mise nella cornice. "Un fiore che non appassisce", spiegò. Tutti annuirono. L'idea faceva sentire il gruppo più sicuro. Le piccole mani lavoravano insieme, e ogni mano aiutava l'altra.

Capitolo 3

Andarono nel prato dietro la casa. Il sole era una palla calda che rideva. Piantarono la tovaglia a righe sull'erba e sistemarono il cesto. La mamma di Luca uscì in giardino con un grembiule e un sorriso. Aveva gli occhi stanchi ma buoni. Sentì subito che qualcosa era diverso.

I quattro ragazzi si misero in cerchio. Luca prese la cornice di cartone. Tremava un pochino, ma non tanto. "Mamma", cominciò, "abbiamo fatto una festa per te." Fece una pausa. Giulia gli diede un piccolo sguardo incoraggiante. Matteo teneva la macedonia e stava attento a non farla cadere. Samuele teneva la coperta e guardava la mamma come se fosse una regina. Nico faceva i rumori degli animali per far ridere tutti.

"Sei la nostra mamma speciale", continuò Luca con voce piccola ma forte. "Sei come il sole nella cucina d'estate. Sei come la marmellata che si versa e fa ridere. Grazie per asciugare le lacrime e per fare i panini che sanno di abbracci." Le parole erano semplici. Erano poche. Erano vere.

Poi ci fu un piccolo colpo di scena dolce. La mamma si chinò, prese la cornice con delicatezza e la mise come se fosse una corona. "E voi siete i miei piccoli artisti", disse lei con gli occhi che brillavano come due fiocchi di luce. Tutti si sentirono importanti. Tutti si sentirono visti.

Luca non aveva preparato un discorso lungo; aveva preparato parole calde. Le parole non dovevano essere perfette. La mamma ascoltava e sorrideva. Quando tutti ebbero detto qualcosa — una frase, un grazie, una parola buffa — la mamma abbracciò ognuno. Poi, con voce roca ma felice, fece lei una piccola sorpresa: "Grazie a voi per questa festa. Grazie per la cornice, per la marmellata che è un cuore e per le risate." La sua voce era come un abbraccio grosso.

Dopo il discorso, fu il momento dei giochi e poi del cibo. Mangiarono panini con formaggio e fragole. Bevettero acqua fredda e si sporcacchiarono un po'. Samuele raccontò una storia di un gatto che voleva essere un cane. Matteo cantò una canzoncina inventata. Giulia mostrò un disegno dove la mamma aveva ali fatte di foglie.

In mezzo a tutto, Luca guardò la madre. Vide le sue mani che tremavano un poco, le rughe che erano linee di storie, e capì che ogni gesto della mamma era un dono. Si avvicinò, posò la testa sulla sua spalla e disse piano: "Ti voglio tanto bene." Tre parole semplici, dette come si dice una filastrocca. Anche la mamma sentì la cosa profonda e sorrise sotto la bocca.

Alla fine, quando il sole cominciava a fare la bua dietro gli alberi e le ombre diventavano lunghe e morbide, i bambini e la mamma si misero comodi sulla coperta. La cornice di cartone ora era appoggiata vicino alla testa della mamma come un piccolo trono. Tutti erano stanchi felici: le risate avevano fatto rumore, i passi avevano fatto cuscini di erba, le parole avevano fatto calore.

Giulia propose una cosa dolce: "Facciamo un sogno ad occhi aperti." Chiusero gli occhi un momento e immaginarono il prossimo picnic: un prato di fragole giganti, un fiume di limonata e una montagna di panini. Ridevano silenziosamente dentro, con i pensieri che volavano come palloncini.

La giornata finì con un piccolo riposo. La mamma sedette, i quattro ragazzi appoggiarono la testa sulle sue ginocchia e ascoltarono il suo respiro. Era un suono calmo, come una ninna-nanna fatta di vento. Luca pensò alla cucina d'estate, alla marmellata scivolata e alla cornice. Pensò alle mani che aiutano e alle parole che scaldano.

"Grazie", mormorò Luca, quasi un segreto. Lo ripeté dentro, tre volte per sentirlo bene: grazie, grazie, grazie. Il cuore era pieno. Anche la mamma sentì quel bisogno di dire grazie e lo disse piano: "Grazie a voi, piccoli miei." Il mondo per un attimo sembrò molto semplice: un prato, una coperta, e tante cose fatte col cuore.

E così, con la luce che si abbassava e le stelle ancora lontane, si addormentarono un pochino, incollati l'uno all'altro. La festa era stata fatta con piccole mani, tante idee e una spruzzata di coraggio. Avevano imparato che per dire "ti voglio bene" non servono parole grandi, ma gesti gentili, un cartone trasformato in cornice, una marmellata raccolta e un discorsetto improvvisato.

Il prato li tenne come un cuscino. La mamma li guardò dormir e pensò a quante feste avrebbe ancora fatto, e quante altre volte avrebbe sorriso per un panino con il cuore. I quattro amici si sentirono protetti, amati e leggeri come piume.

La giornata della festa della mamma si concluse così: con un respiro lento, un abbraccio che durava e un piccolo riposo ben meritato.

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Picnic
Un pasto consumato all'aperto, di solito su una coperta.
Cestino
Un contenitore di solito fatto di paglia o plastica, usato per portare cibo.
Cornice
Una struttura che contiene o incornicia un'immagine o un disegno.
Macedonia
Un'insalata di frutta mista, solitamente servita come dessert.
Grembiule
Un indumento che si indossa sopra i vestiti, per proteggere durante la cucina o il lavoro.
Abbraccio
Un gesto affettuoso in cui si stringe qualcuno a sé con le braccia.

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