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Storia sulla festa della mamma 5/6 anni Lettura 10 min.

Il coniglio Piuma e la festa della mamma

Coniglio Piuma organizza una festa per la mamma coinvolgendo gli amici del paese in preparativi fatti di piccoli gesti e creatività, scoprendo la forza della gentilezza e della solidarietà.

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Coniglio Piuma, un piccolo coniglio bianco dalle grandi orecchie e occhi lucenti, offre delicatamente una fetta di torta di carote decorata a Mamma Coniglia, una dolce coniglia beige seduta al tavolo con le mani vicino al cuore; intorno a loro gli amici — Topo Pepe, una piccola topo grigia che ride tenendo una scatola di biscotti, Nonna Tilda, una topolina anziana con gli occhiali che aggiunge decorazioni di carta, e Porcellino Berto, un maialino rosa timido con una tazza di tè — applaudono in un giardino luminoso con una lunga tavola dipinta pastello, tovaglie floreali, ghirlande di fiori di carta tra due alberi, cuscini sull'erba e lanterne che cominciano a brillare sotto un cielo rosa al crepuscolo, in uno stile cartoonesco dai colori pastello e atmosfera calda e accogliente. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1

C'era una mattina luminosa. Il sole faceva un piccolo sorriso tra le foglie. Coniglio Piuma si svegliò presto. Aveva le orecchie dritte e il cuore grande. Oggi era la festa della mamma, e Piuma voleva fare qualcosa di speciale.

Piuma amava incollare. Incollava foglie, petali, pezzetti di carta colorata e persino qualche fiocco di lana. Le sue zampe diventavano appiccicose e lui rideva. “L'arte dell'incolla-baci”, chiamava i suoi lavori. Pensava che ogni colla portasse con sé un abbraccio.

Andò in cucina e trovò Mamma Coniglia che preparava il tè con un profumo di vaniglia. Piuma le diede un bacio sulla guancia. “Buona festa, mamma!” disse con voce dolce. Mamma Coniglia sorrise e gli diede un grande abbraccio. “Vedrò cosa hai preparato,” disse lei, curiosa.

Piuma prese il cesto. Dentro c'erano foglie fresche, carta colorata, colla e una foto in bianco e nero della famiglia. Aveva anche un nastrino azzurro che aveva trovato nel baule dei ricordi. “Voglio fare qualcosa che renda felice mamma,” pensò. Camminando nel giardino raccolse anche petali rosa e una piccola piuma bianca che trovò vicino al ruscello. Si sedette sull'erba e cominciò a incollare con molta attenzione.

Mentre lavorava, il vicino, Topo Pepe, passò di corsa. Portava una scatola di biscotti. “Buona festa della mamma!” gridò. Piuma lo invitò a fermarsi. Insieme iniziarono a incollare foglie e petali su un grande cartoncino. Scoprirono che insieme si divertivano di più. Ridevano quando la colla faceva fili strani e quando una foglia si attaccava al naso di Topo Pepe. La solidarietà era come la colla: univa e riscaldava.

Capitolo 2

Dopo un po', Coniglio Piuma pensò che la casa avrebbe avuto bisogno di una sorpresa più grande. Andò a bussare alla porta di Nonna Tilda. Nonna Tilda era esperta di ricette dolci e di storie calde. “Ti aiuto volentieri,” disse Nonna con un sorriso. Prese un cucchiaio di legno e cominciarono a pianificare: un biglietto, una piccola corona di fiori di carta e un dolce speciale per la fine della giornata.

Piuma era generoso. Portò un pezzetto di pane al passerotto che aveva fame e aiutò Lucertola Lina a sistemare le sue scatole di colori. Ogni gesto era una colla invisibile che legava il paese. I vicini cominciarono a sapere della sorpresa per Mamma Coniglia. Ognuno portò qualcosa: petali, nastri, disegni e tanti sorrisi. La casa si riempì di voci basse e di risate leggere.

A un certo punto il cielo si fece nuvolo. Un vento birichino entrò dalla finestra e spostò i fogli. Piuma corse a chiudere la finestra e, nel suo slancio, si accorse che la camera dei giochi era stranamente ordinata. Era la stanza dove a volte regnava il caos: pupazzi in cima alla pila, costruzioni sparse e un mare di colori. Quel giorno, invece, tutto era al suo posto. Sperse un piccolo sussulto di stupore. “Che bello vedere una stanza così pulita,” disse tra sé.

Entrò nella camera e fece un giro con gli occhi. I cuscini erano in fila come piccoli plancton, i libri allineati come una fila di barche colorate. Anche il suo armadietto brillava. Piuma toccò un giocattolo e pensò che quella camera era pronta per accogliere la sorpresa. Si mise a lavoro con la sua colla, ma con molta attenzione: non voleva rovinare l'ordine appena trovato. Incollò un fiocco sul cuscino più grande e attaccò un petalo alla finestra per far entrare luce rosa.

Durante il lavoro arrivò una piccola complicazione. Il ruscello vicino aveva portato un pezzetto di carta attaccata al gambo di un fiore; la colla di casa faceva fatica a reggere il vento. Piuma provò a incollare, ma il petalo continuava a volare via. Ci provò una, due, tre volte. Quando stava per arrendersi, i suoi amici arrivarono in aiuto: Topo Pepe teneva il petalo, Nonna Tilda lo sosteneva con un nastrino, e anche il passerotto usò il suo becco per tenere fermo. Insieme riuscirono a fissarlo. Piuma guardò i volti amici e sentì un calore nel petto. La solidarietà aveva vinto il vento. Tutti applaudirono piano per non disturbare la casa.

Tornarono in cucina, dove Nonna Tilda mescolava zucchero e uova. Il profumo era un invito. Piuma aiutò a montare la crema. Le sue zampette, ancora un po' appiccicose per la colla, si muovevano con cura. La mamma entrò e rimase sorpresa: il tavolo era coperto di disegni e di una ghirlanda fatta con le foglie e i petali. “Ma cosa è tutto questo?” disse con gli occhi lucidi. Piuma le porse il biglietto. Sul biglietto aveva scritto, con un collage di piccole lettere incollate, parole semplici: “Grazie mamma. Ti vogliamo bene.”

Mamma Coniglia si sedette e prese Piuma in braccio. “È il regalo più bello,” mormorò. Ma la giornata non era ancora finita. C'era ancora una sorpresa per rendere la festa davvero speciale.

Capitolo 3

Il sole arrivò timido tra le nuvole e il paese si riunì nel giardino. C'era una tavola lunga come una striscia di arcobaleno. Tazze colorate, tovaglioli ricamati e la corona di fiori di carta al centro. Tutti erano pronti per la festa. Piuma guardava la mamma e desiderava che si sentisse amata come un grande abbraccio.

Prima di iniziare, Piuma si accorse che qualcuno era rimasto indietro: Porcellino Berto, che era un po' timido, stava guardando da lontano la scena. Piuma lo chiamò piano. “Vieni, Berto, siedi vicino a me.” Porcellino arrossì e si avvicinò. Piuma gli porse una fetta di pane dolce fatta da Nonna Tilda. “Condividere rende tutto più dolce,” disse Piuma. Berto sorrise e, con quel sorriso, si sciolse come zucchero nel tè.

La festa cominciò. C'erano canzoni dolci, racconti corti e tante risate. Mamma Coniglia ascoltava i piccoli versi che gli amici recitavano. Ogni parola era un petalo che cadeva dolcemente sul cuore. Piuma si sedette accanto a lei e prese la sua zampa. “Grazie per le storie della buonanotte,” disse con voce piccola. “Grazie per i baci sulle ginocchia quando cado.” Mamma Coniglia chiuse gli occhi e baciò la fronte di Piuma. Tutti sentirono la tenerezza, come una coperta calda.

Poi arrivò il momento del grande gesto: Piuma aveva preparato un piccolo spettacolo. Aveva costruito un teatrino con scatole colorate e aveva incollato sopra piccole immagini: il ruscello, il giardino, il nido del passerotto. Raccontò, a modo suo, la storia di come la mamma curava il bosco e come gli amici avevano aiutato a preparare la festa. Le parole erano semplici, ma piene di colore. A ogni scena, la mamma rideva o si commuoveva. Alla fine del piccolo spettacolo, tutti scoppiarono in un applauso dolce.

La giornata scorreva come miele. Il sole cominciò a scendere e il cielo si tinse di rosa. Era il momento del dessert, il pezzo finale che Piuma attendeva con trepidazione. Nonna Tilda aveva preparato una torta speciale: una torta alle carote con crema di vaniglia e una piccola decorazione fatta con petali di zucchero. La torta profumava di casa e di affetto. Piuma prese il primo pezzo e lo porse alla mamma. “Per te, mamma,” disse.

Mamma Coniglia assaggiò la torta e chiuse gli occhi. “È perfetta,” disse, con la voce che brillava. Poi, con un sorriso furbo, prese un cucchiaino e fece una piccola scherzetta: sporcò il naso di Piuma con un po' di crema. Piuma si guardò e scoppiò a ridere. Anche gli altri ridevano. Era una risata che univa, che tirava le corde del cuore.

La festa finì con un ballo lento sotto le prime stelle. Piuma danzò con la mamma, con i piedi che sfioravano l'erba. Il mondo sembrava un grande foglio colorato incollato con cura. Tutti si sentivano vicini e il piccolo paese brillava di affetto.

Quando la notte arrivò, Mamma Coniglia mise Piuma a letto nella sua camera, la stessa camera che era stata ordinata quel giorno. Piuma guardò i cuscini allineati e il piccolo fiocco incollato. Si sentì tranquillo e felice. “Grazie,” sussurrò all'orecchio della mamma. “Per tutto.”

Piuma chiuse gli occhi. Pensò alle mani che avevano aiutato, alle voci che avevano cantato e alla torta che aveva unito tutti. La sua colla preferita non era quella che usava per i fogli, ma quella che c'era tra gli amici: la gentilezza che tiene insieme ogni cosa. Sentì un caldo abbraccio che lo avvolse fino al sogno.

E la storia finì con un dolce ultimo ricordo: il sapore della torta nelle labbra, la fragranza del tè nella stanza e il sorriso della mamma ancora sul cuscino. In quella notte, con il cielo che faceva la guardia, tutta la casa sapeva che l'amore più grande si costruisce con piccoli gesti, una colla alla volta.

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Luminosa
Che ha molta luce, che brilla o è chiara.
Incolla-baci
Nome buffo per i lavori fatti con la colla, come piccoli abbracci su carta.
Colla
Sostanza che serve per unire due cose e farle restare attaccate.
Profumo
Odore piacevole che viene da un cibo, un fiore o una bevanda.
Ricordi
Immagini o pensieri delle cose che sono successe prima.
Solidarietà
Aiuto e gentilezza tra amici che si sostengono a vicenda.
Sussulto
Piccolo sobbalzo o sorpresa nel corpo e nel cuore.
Ordinata
Quando tutto è al suo posto, pulito e ben sistemato.
Birichino
Che fa piccole marachelle, un po' dispettoso ma simpatico.
Fragranza
Profumo delicato e piacevole che si sente nell'aria.
Trepidazione
Sentire emozione e un po' di attesa felice dentro.
Si commuoveva
Provare un sentimento dolce che fa venire gli occhi lucidi.
Applauso
Battere le mani per dire che qualcosa è piaciuto.
Decorazione
Oggetto o disegno messo per rendere una cosa più bella.

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