Marta è una giovane donna. Indossa una divisa blu. Ha scarpe comode e un cappello leggero. Sul petto brilla una piccola stella. È lucida come una goccia al sole. Marta sorride allo specchio e dice: "Buongiorno, città". Marta è una poliziotta. Aiuta tutti. Ascolta tutti. Protegge con gentilezza. Alla cintura ha una radio che fa bip bip. Nella tasca ha un blocchetto e una penna. Ha anche un fischietto piccolo come un uccellino.
La città si sveglia. Il cielo è rosa come una pesca. Il bar profuma di pane. Le vetrine si accendono piano. Marta cammina nella piazza. Saluta: "Buongiorno!" I bambini salutano. Un cane scodinzola. Le strisce sono bianche come zucchero. Il semaforo fa luce rossa, poi verde. Marta guarda e pensa: io aiuto, io ascolto, io spiego. Sempre con calma.
Vicino alle strisce c'è Leo, con la sua mamma. Tiene una palla rossa. Marta si avvicina e dice: "Pronti ad attraversare?" Leo annuisce. Marta indica il semaforo. "Rosso: aspettiamo. Verde: andiamo. Guardiamo a sinistra. Guardiamo a destra. Tenere la mano è sicuro." Leo sorride. La palla resta stretta al petto. Tutti passano piano. Marta soffia un fischio breve. Le auto si fermano. "Grazie," dice la mamma. "Prego," dice Marta.
Un signore con il cappello cerca la biblioteca. Sembra un po' confuso. Marta chiede: "Posso aiutare?" Il signore sorride timido. "Mi sono perso." Marta tira fuori il blocchetto. Disegna una piazza quadrata e un albero. Disegna una freccia. "Si va di là, poi giri vicino all'albero grande. È facile." Il signore dice: "Grazie, agente." Marta risponde: "Io sono Marta. Buona lettura!" Il signore va tranquillo. Cammina sicuro. Il suo passo diventa leggero.
La radio fa bip. Non c'è fretta. Non c'è rumore forte. È solo una voce gentile. Dice che tutto va bene. Marta sorride. La giornata continua calma. Una bambina perde un guanto giallo. Marta lo vede. Si inchina, lo raccoglie. "Ecco il tuo guanto," dice. "Grazie!" dice la bambina. Il guanto torna a scaldare la mano.
Davanti alla biblioteca arriva la signora Lina. È su una sedia a rotelle lucida. Vuole entrare, ma la rampetta è occupata. C'è uno scooter fermo proprio lì. Marta si avvicina. Parla piano, come una carezza. "Buongiorno, signora Lina. Aspetti un momento con me. Lo sistemiamo subito." Chiama il ragazzo dello scooter. È un fattorino con la giacca arancione. "Ciao," dice Marta. "Possiamo spostare lo scooter, per favore? Questa è una piccola strada per le ruote. È importante lasciarla libera." Il ragazzo arrossisce. "Scusa, non ci ho pensato." Sposta lo scooter con cura. "Grazie," dice Marta. "Così tutti passano. Le ruote hanno bisogno di spazio. Come i piedi." La signora Lina sorride. "Che brava," dice. "Ti accompagno fino alla porta?" chiede Marta. "Che gentile," risponde lei. Vanno insieme, piano piano. Le ruote salgono leggere sulla rampetta. Dentro profuma di libri. "Buona lettura, signora Lina." "Grazie, Marta. A presto!"
Marta guarda il marciapiede. È pulito come una tovaglia bianca. Vede un cartello un po' storto. Lo raddrizza. Chiama l'ufficio e dice: "Il semaforo vicino alla scuola lampeggia. Potete controllare?" La voce risponde: "Sì, Marta. Arriviamo." Marta pensa: prevenire è prendersi cura prima. È come sistemare un cuscino prima del sonno.
Un nonno e un bimbo passano in bici. Il bimbo ha il casco. Marta alza il pollice. "Bravo!" dice. Il bimbo ride. "La sicurezza è come un abbraccio," spiega Marta. "Ti tiene bene." Una signora chiede la strada del mercato. Marta indica con la mano. "Sempre dritto, poi a sinistra alla fontana." La signora dice "Grazie". Marta risponde "Prego" e sorride.
Il sole scende piano. Il cielo diventa arancio dolce. La piazza si fa quieta. Le luci si accendono come stelle piccole. Marta passa di nuovo davanti alle strisce. Controlla. Tutto è in ordine. Respira profondo. La radio fa un ultimo bip gentile. "Buon lavoro," dice una voce. "A domani," risponde Marta.
Rientra in ufficio. Posa il cappello. Scrive due righe sul blocchetto: oggi ho ascoltato, oggi ho spiegato, oggi ho aiutato. Le parole stanno sul foglio come semi. Cresceranno domani.
A casa, Marta prepara una tisana. La città è calma. Fuori, una finestra si chiude piano. Dentro, la stanza è calda. Marta sussurra: "Buonanotte, città. Domani sono qui." Chiude gli occhi. È serena. Anche la città riposa, al sicuro e tranquilla.