Un giorno inaspettato
Mentre il sole faceva l'occhiolino dietro una nuvola a pois, il coniglietto Tobia stava saltellando felice nel grande prato vicino al Bosco dei Sorrisi. Tobia era un coniglio tenero, con le orecchie lunghe e una passione per i sogni strani, soprattutto quelli che fanno ridere.
Quel mattino, però, accadde qualcosa di davvero insolito. Tobia inciampò su una carota gigante che, al posto di essere arancione, era a strisce colorate come una caramella. “Che buffa carota!” pensò Tobia, mentre la annusava. Ma appena la toccò, sentì un leggero fruscio, come di lucine che si accendono tutte insieme.
Davanti a lui, comparve all'improvviso una porta fatta di biscotti e zucchero filato. “Oh-oh! Questa non l'ho mai vista,” pensò Tobia, spalancando gli occhi. La porta si aprì piano piano, emettendo un suono simile a una risata di scoiattolo.
Senza pensarci troppo (perché pensare troppo fa venire le rughe alle orecchie, diceva sempre la nonna di Tobia), il coniglietto saltellò attraverso la porta misteriosa.
L'allée dei lampioni buffi
Tobia si trovò in un viale che non aveva mai visto prima: l'Allée dei Lampioni Buffi. I lampioni erano altissimi, ma al posto delle normali luci, avevano cappelli di ogni tipo: a cilindro, a piume, a pallina da tennis. E non solo! Alcuni parlavano tra loro, altri facevano le smorfie o si grattavano la testa con le loro luci ballerine.
Ogni passo di Tobia faceva tintinnare i lampioni, e ogni lampione rispondeva con una nota musicale diversa. Era tutto un concerto: do, re, mi, fa, sol, la, si! Tobia rideva così forte che le sue orecchie tremavano come gelatina.
Ad un tratto, vide per terra una palla lucida, tutta coperta di neve finta e brillantini azzurri: era una grande boule à neige! Sopra c'era scritto: “Scuotimi se hai coraggio!”
Tobia non aveva paura, ma aveva tantissima curiosità. E la curiosità, lo sapeva bene, è il pepe della vita dei coniglietti. Così prese la boule con le due zampette, la scosse forte-forte e… puff!
Dal centro della boule uscì una nuvola di neve che girava come una trottola, facendo ridere i lampioni che si misero a ballare. Tobia starnutì: “Etciù!” E con ogni starnuto, usciva una piccola farfalla di neve che volava intorno.
Una neve molto strana
La neve che scendeva dalla boule non era fredda, ma croccante come le patatine, e profumava di limone. Tobia ne assaggiò una scaglia e fece una smorfia: “Mmm… è buona!” Gridò, e tutti i lampioni risposero insieme: “Buona anche per noi!”
Alcuni lampioni allungarono i loro cappelli fino alla neve, raccogliendo le scaglie che piovevano leggere come piume. Poi, uno dei lampioni, quello con il cappello a pois blu, iniziò a raccontare una storia. Raccontava di un topo ballerino che danzava il tip tap sulle punte delle sue stesse orecchie.
Tobia ascoltava affascinato, mentre la neve speciale continuava a cadere. Pian piano, tutto il viale si coprì di fiocchi croccanti, e persino i fiori ai lati del sentiero cominciarono a ridere: ridevano così tanto che le loro corolle si agitavano come ventagli.
Improvvisamente, la palla di neve cominciò a saltare da sola, facendo giri su se stessa. “Adesso dove vai?” pensò Tobia. Ma la boule si fermò proprio davanti a lui e si aprì come una scatola a sorpresa. Da dentro uscì un piccolo uccellino giallo, tutto ricoperto di neve croccante.
“Ciao Tobia!” cantò l'uccellino con voce squillante, “Benvenuto nell'Allée dei Lampioni Buffi! Qui ogni desiderio un po' pazzo può diventare vero, ma solo per chi crede nel potere del sorriso.”
Tobia si grattò il naso, pensieroso. Poi fece la sua faccia più buffa, con la bocca a ciambella e le orecchie ben ritte. “Allora vorrei che tutti qui potessero saltare come un coniglietto per un minuto!” esclamò.
Salti, risate e ritorno
In un battibaleno, i lampioni saltarono giù dai loro basamenti. Paff! Puff! Sbuf! Saltavano come molle, alcuni anche a capriola, altri facevano piccoli salti timidi come le rane. Le luci ballavano, i cappelli si scompigliavano, i lampioni ridevano con un suono brillante: plin-plin-plin!
Anche i fiori provarono: saltarono così tanto che uno si mise la corolla come mantello, un altro si arrotolò su sé stesso come un gomitolo. L'uccellino giallo volava in cerchi, spruzzando altra neve croccante che sembrava zucchero filato.
Tobia saltava più alto di tutti, e ogni volta che toccava terra, faceva un piccolo “boing!” come una palla di gomma. Saltò e saltò, finché si sentì leggero come una piuma.
Dopo un po', la musica dei lampioni cominciò a rallentare. “È ora di calmarsi, amici!” disse l'uccellino con voce dolce. Tutti si sedettero, o si appoggiarono ai lampioni, che tornarono al loro posto. I fiori si sistemarono le corolle, i cappelli si raddrizzarono e la neve croccante si posò leggera come una carezza.
“Grazie Tobia,” disse il lampione a pois blu, “con il tuo sorriso ci hai regalato una giornata speciale.”
Tobia fece un inchino. Sentiva ancora il cuore che ballava, ma anche una dolce calma che scendeva piano piano, come quando la sera arriva e tutto si fa più tranquillo.
La porta di biscotto e zucchero filato apparve di nuovo. Tobia la attraversò con passo leggero e, puff!, si ritrovò nel prato dov'era iniziata l'avventura. La carota a strisce era scomparsa, ma un piccolo fiocco di neve croccante brillava ancora sulle sue zampe.
Tobia si sdraiò sull'erba, chiuse gli occhi e sorrise. Da lontano, sembrava di sentire ancora il tintinnio dei lampioni buffi, come una ninna nanna che accompagna i sogni più belli.
Nel Bosco dei Sorrisi, quando il vento è dolce e le stelle fanno l'occhiolino, c'è sempre spazio per un'avventura nuova… basta avere il coraggio di scuotere la propria boule à neige!