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Storia di Halloween 7/8 anni Lettura 9 min.

Spillo, Fiammino e il filo di luna

Nella notte di Halloween, un piccolo drago di nome Fiammino aiuta un riccetto spaventato di nome Spillo a ritrovare la sua tana, incontrando lungo il percorso strani amici e avventure magiche che scaldano i loro cuori. Insieme, affrontano il vento dispettoso e scoprono il potere dell'amicizia e della gentilezza.

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Un piccolo drago di nome Fiammino, con squame verdi brillanti e occhi scintillanti di curiosità, si trova al centro della scena. Sorride calorosamente, con le sue delicate ali ripiegate contro il corpo, mentre soffia scintille di cannella che illuminano l'aria intorno a lui. Alla sua sinistra, un riccetto di nome Spillo, con occhi rotondi e spine marroni, guarda Fiammino con meraviglia, un leggero sorriso sul volto. È rannicchiato in una grande zucca arancione, che brilla dolcemente sotto la luce della luna. Sullo sfondo, un gufo saggio di nome Olmo, con piumaggio bianco e occhi penetranti, si posa su un ramo, osservando la scena con un'espressione protettiva e benevola. Il decor è un bosco incantato, pieno di foglie dorate e lanterne a forma di zucca che scintillano nell'oscurità. La luna, rotonda e luminosa, illumina il sentiero tortuoso bordato di felci. La scena principale mostra Fiammino e Spillo che ridono insieme, circondati da una calda luce, mentre si preparano a celebrare Halloween, con bagliori di luce e ombre danzanti intorno a loro. segnalare un problema con questa immagine

La notte delle zucche amiche

Nella notte di Halloween, la luna era un grande biscotto di zucchero. Il bosco profumava di foglie bagnate e di zucca dolce. Le zucche-lanterna ridevano piano, con denti luminosi. Un gufo cantava “uhu, uhu”, come un tamburo morbido.

Tra le radici di un castagno viveva Fiammino, un piccolo drago dal muso caldo. Non sputava fuoco, ma scintille di cannella che non bruciavano nessuno. Gli piaceva illuminare i sentieri e far brillare le foglie.

Quella sera sentì un pigolio, un frullo, un “sniff sniff” impaurito. Fiammino alzò le orecchie. “Chi c'è?” domandò piano. Non voleva spaventare nessuno.

Dalla base di una zucca saltò fuori un riccetto. Aveva gli aculei arruffati e gli occhi rotondi come due gocce di rugiada. Tremava. “Mi chiamo Spillo,” sussurrò. “Il vento oggi è dispettoso. Mi spinge lontano. Io sono piccolo. Ho paura di perdere la mia tana.

Fiammino abbassò il muso. Soffiò una nuvola tiepida di cannella. L'aria profumò di torta. “Non sei solo, Spillo,” disse dolcemente. “Ti proteggo io. Ti accompagno alla tua tana. È Halloween. Le luci sono amiche.”

Una zucca-lanterna fece l'occhiolino. “Certo, certo!” squittì. “Seguite la mia bocca sorridente!”

Spillo fece un passetto. Poi un altro. Fiammino camminava al suo fianco, con le ali chiuse per ripararlo dal vento. “Se arriva un fruscio grande, io conto fino a tre,” disse Fiammino. “Uno, due, tre… e poi ridiamo!”

Spillo annuì. Il suo tremito diventò un friccicore curioso.

Ombre che giocano

Il sentiero era una coperta di foglie. Scricchiolavano come biscotti sotto le zampette di Spillo. “Che rumore!” disse il riccetto, fermandosi.

“È il bosco che mastica l'autunno,” spiegò Fiammino con un sorriso. “Vuole fare festa anche lui.”

Dal ramo di un abete scese un pipistrello con un cappellino di foglia. “Ciao, amici!” squittì. “Mi chiamo Ridolino. Posso fare strada? Conosco ogni curva dell'aria.”

“Benvenuto,” disse Fiammino. “Stiamo riportando Spillo alla sua tana. Il vento è un burlone.”

“Il vento è mio cugino,” rise Ridolino. “Gli piace fare scherzi. Ma se gli canti una canzone, si calma.” Il pipistrello fece un trillo: “Vento, vento, fa' piano, passa via dal mio sentiero!”

Un'ombra allungata scivolò dietro un masso. “Ehi,” mormorò Spillo. “C'è qualcosa là.”

Fiammino soffiò scintille di cannella. Le scintille caddero come neve dorata sull'ombra. L'ombra si srotolò e diventò un ramo con due foglie a forma di mani. “Buonasera,” frusciò il ramo. “Stavo provando a sembrare misterioso.”

Ridolino fece una capriola. “Bravo! Ma oggi è la notte della gentilezza spaventosa!”

“Posso aiutarvi?” chiese il ramo.

“Tenete lontane le foglie scivolose,” disse Fiammino. “Spillo ha zampette piccole.”

Il ramo fece un inchino e spazzò via un tappeto di foglie bagnate. “Passate, prego!”

Più avanti, un fantasmino di nebbia uscì da una pozzanghera. Aveva un nasino tondo e una risatina zuccherosa. “Bu!” disse piano. “Scusate, ho fatto paura?”

“Solo un po' di brividino,” rispose Spillo con un mezzo sorriso.

“Ti regalo un filo di luna,” disse il fantasmino. Dal suo dito di foschia tirò un filo chiaro e lo legò alla zampetta di Spillo. “Così non ti perdi. Luccica quando pensi ‘torno a casa'.”

“Grazie,” disse Fiammino. “Che idea brillante!”

Il vento dispettoso

La via si fece più fredda. Il vento cominciò a fischiare tra i rami, come un flauto birichino. Spillo si rannicchiò sotto l'ala di Fiammino. “Brr,” disse. “Sento i baffi dell'aria.”

“Facciamo squadra,” propose Fiammino. “Tre cose contro il vento: caldo, canto e coccole.”

Ridolino batterono le ali come tamburi. “Io canto!” E intonò una canzoncina buffa: “Vento, vento, balla piano, fai un giro e torna al piano.”

Le zucche-lanterna nelle radure risposero con luci lampeggianti, come applausi. Una zucca grande, con una cicatrice di luce sulla guancia, rotolò vicino. “Vi serve un riparo?” chiese con voce rotonda. “Sono spaziosa. Ho un cuscino di semi.”

Fiammino annusò. Profumo di vaniglia e terra bagnata. “Perfetto!” disse. Con cura, aiutò Spillo a entrare nella zucca. Dentro era tiepido, arancione e morbido. Il filo di luna si appese come una stellina al soffitto.

“E adesso, coccole,” disse Fiammino. Avvolse la coda attorno alla zucca, come una sciarpa. Soffiò una nuvola di cannella. Le pareti tremolarono di luce.

Il vento arrivò, fece “Ffff!” e provò a spingere. Ma la sciarpa di coda teneva. “Ehi,” disse il vento, “che bella canzone!” e si mise a fischiettare più piano.

Un gufo dal petto bianco atterrò sul tetto della zucca. “Mi chiamo Olmo,” disse con voce calma. “Vedo bene nel buio. La tana di Spillo è vicino al ruscello. Posso guidarvi lungo i sassi chiari.”

“Grazie, Olmo,” disse Fiammino. “Quando il vento si stanca, ripartiamo.”

Spillo, dal suo nido arancione, sbadigliò. “Mi sento al sicuro,” mormorò. “Odora di torta… e di amici.”

“È l'odore della solidarietà,” ridacchiò Ridolino, inciampando in una parola lunga. “Scusate, è un po' difficile. Ma è buona.”

Fuori, la nebbia danzò piano. Le ragnatele brillavano come fili d'argento. Il vento, addolcito dalla canzone, fece un ultimo inchino e scivolò tra le canne del ruscello.

La tana e un ultimo sorriso

Quando l'aria tornò quieta, Fiammino bussò alla zucca. “Pronti a ripartire?”

“Pronto!” disse Spillo, con gli occhi più coraggiosi. Uscì, scosse i suoi aculei come piccole molle, e il filo di luna brillò. Ridolino svolazzò davanti, Olmo volò in alto, e la grande zucca rotolò accanto come una lanterna ambulante.

Il ruscello cantava piano. Plin, plan, plin. I sassi erano freddi, ma il respiro di Fiammino li scaldava un poco. “Quasi arrivati,” disse Olmo. “Vedi quel cespuglio a forma di cuore? Dietro c'è la tua tana.”

Spillo corse, “tap tap tap”, e infilò il musino dentro. “Qui!” gridò felice. “La mia copertina di foglie! I miei semi! Il mio posto!”

Fiammino sistemò il nido. Aggiustò le foglie come un pasticcere che prepara una torta. “Più morbido qui, più caldo là,” mormorò. Soffiò l'ultima nuvola di cannella. La tana profumò di biscotti e di bosco.

Ridolino appese una foglia-lanterna sopra l'ingresso. “Così la tua casa sorride anche al buio,” disse.

Olmo portò due ghiande lucide. “Regali di buona notte,” disse.

Il fantasmino di nebbia riapparve dal ruscello. “Ho seguito il filo di luna,” spiegò. “Volevo vedere il finale.” Si avvicinò e fece “bu” piano, come un bacio. Spillo ridacchiò.

“Grazie a tutti,” disse il riccetto, con la voce che non tremava più. “Mi avete protetto. Io sono piccolo, ma con voi mi sento grande.”

“Gli amici fanno così,” disse Fiammino. “Si tengono vicini. Si scaldano il cuore.”

La luna salì ancora un poco, tonda e luminosa. Il bosco era pieno di suoni morbidi: il ruscello, il gufo, il fruscio delle foglie. Le zucche-lanterna chiusero un occhio, poi l'altro.

“Buona Halloween,” sussurrò Fiammino. “Che sia sempre dolce e un pochino frizzante.”

“Buona Halloween!” risposero Ridolino, Olmo, la grande zucca e il fantasmino.

Spillo si accucciò nella sua tana. Sospirò felice. Fiammino allungò una zampa e fece un cenno, come una coperta invisibile sopra il riccetto. “Se hai bisogno, chiamami,” disse piano.

“Lo farò,” rispose Spillo, già con gli occhi chiusi.

La notte li abbracciò tutti. Il filo di luna tremolò, poi restò fermo, puntino chiaro nel buio buono. Fiammino si voltò verso i suoi amici. Ridolino fece una capriola lenta. Olmo gonfiò il petto. La zucca lanciò una piccola risata arancione.

E la storia, come la fiamma gentile di una lanterna, si spense pian piano, lasciando nel bosco un profumo di cannella e la luce tranquilla di un ultimo sorriso.

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Zucche-lanterna
Zucche intagliate con facce disegnate, che vengono illuminate dall'interno per creare un effetto luminoso, tipiche di Halloween.
Frusciò
Suono leggero e sussurrante che si produce muovendo foglie o oggetti leggeri.
Scintille
Piccole particelle di luce che brillano e si muovono rapidamente, come quelle che si vedono quando si accende un fuoco.
Nebbia
Vapor acqueo che si forma nell'aria, rendendo l'atmosfera umida e visibile come una specie di velo bianco.
Tana
Luogo dove un animale vive e si rifugia, spesso sotterraneo o nascosto.
Cuscino
Oggetto morbido e imbottito utilizzato per sostenere la testa mentre si dorme o per rendere comodo un posto.

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