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Storia di sfida impossibile 9/10 anni Lettura 6 min.

Sansuga e la sfida impossibile del dojo delle lumache

Sansuga, una lumaca ottimista del Dojo della Pazienza, affronta la leggendaria Sfida Impossibile superando ostacoli buffi e incontrando strani personaggi grazie al suo ingegno e al buonumore.

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Una grande lumaca antropomorfa chiamata Sansuga, corpo rosa pallido e grande conchiglia arcobaleno lucida, sorride trionfante con le antenne alzate, tiene tra i tentacoli un piccolo pezzo di lattuga dorata scintillante e siede davanti a una roccia; a destra un grosso rospo anfibio verde oliva dagli occhi tondi e sorpresi ha appena fatto due salti gioiosi ed è su una pietra bassa; a sinistra un masso burbero con una piccola fessura da cui esce una luce dorata mostra un'espressione soddisfatta ed è dietro Sansuga; la scena è un piccolo dojo naturale sotto un grande fungo rosso a pois bianchi, su un tappeto di foglie verdi lucide e sabbia fine scintillante, luce calda di tardo pomeriggio, atmosfera di vittoria comica con espressioni esagerate stile fumetto, colori saturi e texture lucide sulla conchiglia. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 – Il dojo delle lumache pazienti

Nel centro di una radura verde, proprio sotto un grande fungo rosso a pois bianchi, sorgeva il Dojo della Pazienza. Qui non si allenavano ninja, guerrieri o monaci, ma… lumache! Non lumache qualsiasi, attenzione: lumache determinate, simpatiche e molto, molto lente. Tra tutte, quella più chiacchierona era Sansuga, una lumaca dal guscio arcobaleno, famosa per il suo ottimismo contagioso. Ogni giorno Sansuga dichiarava: “Oggi è il giorno della mia fortuna, lo sento nelle antenne!”

Un pomeriggio, mentre Sansuga organizzava una gara di slittino su foglia bagnata (sempre un successo nel dojo), il sensei Lumacone rotolò nel cortile con un annuncio: “Attenzione! Oggi è il giorno del Grande Sfida Impossibile!” Tutti i gusci sussultarono. Nessuno aveva mai superato il Grande Sfida: si diceva che fosse impossibile persino per uno scoiattolo iperattivo.

Sansuga, con un sorriso fino alle corna, alzò la voce: “Ci provo io! Perché la fortuna oggi mi guarda!” Gli amici risero: “Sansuga, la fortuna ti guarda spesso, ma tu la becchi mai?” Sansuga sgranò gli occhioni: “Solo perché corro piano!”

Capitolo 2 – La Sfida Impossibile Svelata

Nel grande dojo, Sensei Lumacone srotolò una pergamena lunga quanto un lombrico:

“Per superare la Sfida Impossibile, bisogna…

1. Attraversare il tappeto di sabbia scivolosa senza cadere nel buco degli sbadigli.

2. Convincere il rospo sonnecchioso a saltare due volte.

3. Trovare il minuscolo pezzetto di lattuga dorata nascosto sotto il masso smorfioso.”

Le altre lumache tremarono: il buco degli sbadigli inghiottiva chi si distraeva, il rospo sonnecchioso si muoveva solo con la luna piena, e la lattuga dorata… nessuno l'aveva mai vista!

Sansuga però si sfregò le antenne: “Tre ostacoli, tre colpi di fortuna! Parto subito!” Così, con una scia di bava brillante, si avvicinò al primo ostacolo: il temuto tappeto di sabbia.

Capitolo 3 – Il gioco dei quiproquò

Mentre Sansuga scivolava con cautela, il tappeto di sabbia cominciò a muoversi sotto di lei: era pieno di minuscoli insetti che facevano il solletico! Sansuga iniziò a ridere, scuotendo il guscio: “Ah-ah! Che tickle-tickle!” Così facendo, perse l'equilibrio e rotolò proprio… verso il buco degli sbadigli! Ma, colpo di fortuna, il buco era occupato da un lombrico addormentato che russava talmente forte da respingere chiunque.

Sansuga ruzzolò sul lombrico e atterrò dall'altra parte, sana e salva. Le sue amiche lumache, nascoste tra le foglie, trattenevano le risate: “Sansuga, sei più fortunata che abile!”

Senza perdersi d'animo, Sansuga si avvicinò al secondo ostacolo: il famoso rospo sonnecchioso, appollaiato su una pietra, con le guance gonfie e gli occhi a mezz'asta.

Capitolo 4 – La trovata ingegnosa

“Signor Rospo, vuoi saltare due volte per favore?” chiese Sansuga dolcemente. Il rospo sbadigliò, sbuffò e grugnì: “Salto solo se sento qualcosa di divertente…”

Sansuga ci pensò su. Poi, con voce squillante, iniziò a raccontare la barzelletta delle carote innamorate delle lumache. Il rospo fece una risatina. Sansuga allora imitò una rana starnutendo: “Co-co-co... ETCHÙ!” Il rospo, colto di sorpresa, fece un balzo per lo spavento… poi, divertito, ne fece un altro per giocare!

Le lumache spettatrici guardarono Sansuga con occhi sgranati: aveva convinto il rospo! Persino Sensei Lumacone applaudì con le corna.

Mancava solo la lattuga dorata sotto il masso smorfioso. Sansuga avvicinò il guscio luccicante al masso, che con aria impaziente borbottò: “Ugh, nessuno mi trova mai la lattuga! Che barba!”

Capitolo 5 – Una conclusione col cuore caldo

Sansuga osservò il masso e notò una minuscola fessura alla base. Infilando delicatamente la testa, sentì un profumino irresistibile. “Signor Masso, posso chiederti un favore?”

“Se mi gratti la schiena, ti aiuto!” sbuffò il masso. Sansuga, con la sua famosa scia scivolosa, cominciò a massaggiare il masso, che sussultò di piacere: “Ah, che meraviglia! Dai, cerca pure!”

Seguendo la scia luminosa della fortuna, Sansuga trovò finalmente il pezzetto di lattuga dorata incastrato nella fessura. Lo prese trionfante e lo portò davanti a tutti.

Sensei Lumacone le mise una medaglia di rugiada intorno al guscio: “Hai vinto, Sansuga! Ma soprattutto, hai provato, hai sbagliato, hai riso e ti sei rialzata. Il vero segreto è proprio questo.”

Le altre lumache applaudirono, e anche il rospo fece una capriola buffa. Sansuga arrossì fino alle antenne e dichiarò: “La fortuna si trova dove meno te l'aspetti… basta provarci e ridere degli inciampi!”

Da quel giorno, nel Dojo della Pazienza, si organizzò ogni settimana la Gara degli Sbagli Creativi, dove ogni errore era una nuova risata e ogni sfida impossibile diventava un gioco. E Sansuga, con il cuore caldo e il guscio lucido, continuò a vedere la fortuna in ogni avventura… soprattutto quando nessun altro la vedeva!

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