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Storia di sfida impossibile 9/10 anni Lettura 6 min.

La ghianda d'oro di Zipp

Zipp, uno scoiattolo curioso, prova diversi stratagemmi nel magico Giardino delle Meraviglie per raggiungere la misteriosa Ghianda d'Oro, imparando e adattandosi con l'aiuto degli amici a ogni nuovo tentativo.

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Zipp, piccolo scoiattolo antropomorfo dal pelo nocciola brillante e grande coda folta a scopa, espressione determinata e radiosa, salta con entrambe le zampe per afferrare una grande ghianda d'oro che rotola su un petalo; un grande albero ibrido “Giglio-Cespuglio” dal tronco rugoso e sorridente, foglie che girano come giostre e inclinato all'indietro come se si stesse sbellicando dal ridere con foglie scintillanti in movimento; una piccola arnia di api amiche gialle e nere con ali traslucide che svolazzano in cerchio sopra Zipp creando una ghirlanda d'aria; animali secondari: un riccio con gli occhiali seduto su una pietra sorpreso a mani sulle guance, una rana musicista verde su una foglia che suona un tamburello e formiche che tamburellano in fila su una radice; il giardino è un paesaggio fiabesco e colorato con campanule sospese, funghi a righe che cambiano colore, un sentiero di pietre cantanti e erbe multicolori ondeggianti, luce calda dorata del tramonto, ombre lunghe e riflessi luccicanti; scena principale: azione dinamica e comica del salto in cui Zipp afferra la ghianda d'oro mentre il grande albero ride e la folla animale acclama — movimento, risate rappresentate da linee curve, petali e foglie in rotazione, atmosfera gioiosa e trionfante. segnalare un problema con questa immagine

La promessa dell'ultima ghianda

Nel Giardino delle Meraviglie tutto era possibile tranne, si diceva, prendere la Ghianda d'Oro. Pendeva in cima al Giglio-Cespuglio, un albero che rideva quando gli tocchi le foglie e girava come una giostra. Il protagonista era un piccolo scoiattolo chiamato Zipp, pelliccia color nocciola, coda piumata come una scopa sorridente. Zipp era veloce, curioso e convinto che nulla fosse davvero impossibile — solo difficile e divertente.

Ogni mattina Zipp saltellava tra i fiori che suonavano campanelli e i funghi che cambiavano colore. La Ghianda d'Oro brillava dall'alto come una caramella proibita. Gli altri abitanti del giardino scuotevano la testa: "Impossibile", diceva il riccio con gli occhiali. "Troppo alto", sussurrava la rana cantastorie. Ma Zipp aveva promesso a se stesso che un giorno l'avrebbe presa e avrebbe raccontato la storia.

Il primo tentativo: corri e spera

Zipp partì sprintando. "Più veloce!", si ripeté come un tamburo. Saltò da radice a radice, schivò petali rotanti e scivolò sopra un tappeto di foglie danzanti. Arrivato all'albero, però, il Giglio-Cespuglio iniziò a ruotare più forte. Le foglie si chiusero come ventagli e una risatina d'aria spinse Zipp lontano, facendolo finire dentro un cespuglio di luci luccicanti. La Ghianda rimase là, a ondeggiare. Zipp uscì dal cespuglio tutto rimbalzante, con i peli in disordine e una piccola lucina attaccata alla coda. "Almeno sono arrivato più veloce di ieri", disse, sperando che valesse qualcosa.

Il secondo tentativo: ingegno con un palloncino

Non si perse d'animo. Zipp pensò: se correre non bastava, allora proviamo a volare. Raccattò petali gonfiabili, due baccelli d'aria e un nastro di ravanello. Le amiche api aiutarono a gonfiare il palloncino; il bruco prestò la colla di foglia. Salì sul palloncino come su una poltroncina e, con un "Forza!" si lanciò verso l'alto. All'inizio tutto andò bene: il palloncino sfiorava le foglie e Zipp poteva quasi toccare la Ghianda. Ma il Giglio-Cespuglio, a cui piaceva cambiare musica, fece un giro a tempo di maracas e il palloncino urtò un nido di baciapiume. Un soffio di piuma lo fece scendere come una palla di gomma. Zipp atterrò sul sentiero dei sassi canticchianti, stropicciato ma ridendo. "Più veloce, più alto!" disse, asciugandosi un punto di polvere magica.

Il terzo tentativo: la macchina del rimbalzo

Zipp si mise a costruire. Ogni oggetto nel giardino era un pezzo: un carapace vuoto d'insetto diventò trampolino, una conchiglia fu pistone, e le radici del vecchio salice furono molle. Gli amici guardarono increduli mentre il meccanismo prendeva forma nel prato. "Sembra un caffettiera che salta", disse la rana ridendo. Zipp provò: si mise sul trampolino, premette la conchiglia e... boing! Volò più veloce che mai, schizzando verso la Ghianda d'Oro. Sembrava fatto: quasi la toccò, ma l'albero, geloso della sua Ghianda, soffiò una folata di profumo che appiccicò le mani di Zipp alla superficie lucida della ghianda. Rimasero incollati come caramelle. Il trampolino lo rimandò giù con un capogiro da circo. Zipp scese ridendo, con le mani piene di profumo fruttato. "Un altro passo", sospirò.

Il quarto tentativo: la strategia delle risate

Zipp capì che la Ghianda non voleva essere presa con forza, ma con allegria. Allora decise: la farei ridere. Radunò il coro delle formiche tamburellanti, il gruppo dei lombrichi saltimbanco e la giuria dei fiori burloni. Cominciarono a suonare, a scricchiolare e a raccontare barzellette che facevano piegare i rami. Zipp, in cima a una foglia-laboratorio, lanciò una palla di piume e un ombrellino danzante. Il Giglio-Cespuglio, che non aveva mai sentito così tanto ridere, cominciò a rotolare dolcemente dal ridere. La Ghianda, scossa dalle risate, si staccò un pochino dal ramo. Zipp afferrò il gambo con entrambe le zampe e... scivolò via come una barca su una puree di mele. Il gambo risputò la ghianda, che cadde rotolando sul petalo di una margherita gigante. Zipp corse più veloce che mai — più veloce di prima, con le gambe che facevano trampolini — e afferrò la Ghianda d'Oro!

Il racconto da raccontare

Tutto il giardino esplose in applausi di foglie. Zipp teneva la Ghianda d'Oro, ma non la mise in tasca. La portò al centro del prato, la posò su un piattino di corteccia e iniziò a raccontare come l'aveva ottenuta: corse, palloncini, macchine rimbalzanti e, alla fine, le risate. Gli animali ascoltarono a bocca aperta, ridendo delle cadute e dei tentativi sempre più veloci. Zipp spiegò che non era stato il modo più elegante, né il più prevedibile, ma era stato adattabile: quando una strada non funzionava, ne provava un'altra, trasformando ogni sbaglio in gioco.

La luce del tramonto fece brillare la Ghianda e gli occhi di Zipp. "Questa non è solo una ghianda", disse, "è una storia." E così ogni sera, nel Giardino delle Meraviglie, gli animali si riunivano attorno a Zipp che narrava le sue avventure: i tentativi affannati, i piani buffi e la grande risata finale. La Ghianda d'Oro restò sul piattino, non come trofeo, ma come promemoria che l'adattabilità trasforma l'impossibile in una storia da raccontare.

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Ghianda d'Oro
Una ghianda speciale e brillante, come un piccolo premio prezioso nel racconto.
Giglio-Cespuglio
Un albero immaginario che sembra un giglio e un cespuglio insieme.
Cespuglio
Un insieme di piante basse con tanti rami e foglie attorcigliate.
Luccicanti
Che brillano con piccole luci o riflessi, come qualcosa che scintilla.
Pistone
Una parte che si muove dentro una macchina, spinge e tira per farla funzionare.
Molle
Oggetti flessibili che saltano o tornano alla forma dopo essere stati premuti.
Superficie
La parte esterna o superiore di qualcosa, dove si può toccare.
Trampolino
Una tela o struttura elastica che fa rimbalzare chi ci salta sopra.
Appiccò
Ha reso qualcosa attaccato o colloso, come quando qualcosa resta fermo e aderisce.
Folata
Un colpo d'aria breve e forte, come un soffio improvviso.
Canticchianti
Che stanno cantando o facendo piccoli suoni musicali ripetuti.
Piattino
Un piccolo piatto, spesso usato per sostenere o contenere qualcosa.
Adattabile
Capace di cambiare modo di fare le cose per riuscire meglio.
Promemoria
Qualcosa che serve a ricordare una cosa importante più tardi.

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