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Storia sull'inverno 3/4 anni Lettura 7 min.

Nilo e il suo primo inverno

Nilo, un piccolo drago blu, scopre l'inverno nel bosco e decide di affrontare la stagione da solo, indossando il suo cappellino e la sciarpa. Mentre esplora il paesaggio innevato, impara a seguire il suo coraggio e a fare nuove scoperte.

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Un piccolo drago blu di nome Nilo, con ali morbide e occhi scintillanti, si trova in un paesaggio invernale. Ha un sorriso gioioso e curioso, indossa un berretto rosso con un pon-pon e una sciarpa che fluttua dolcemente nel vento. Vicino a lui, un uccello grigio e bianco di nome Cip, con piume morbide, lo guarda con un'espressione amichevole, i suoi occhi brillano di curiosità. Il paesaggio è un magnifico bosco innevato, con alberi coperti di neve scintillante, i cui rami si piegano sotto il peso della neve. Il terreno è coperto da uno spesso strato di neve immacolata, dove si vedono chiaramente le impronte di Nilo. Nilo, meravigliato dalla bellezza dell'inverno, si prepara a fare un passo nella neve, pronto a esplorare il suo ambiente magico e scoprire le meraviglie della stagione. segnalare un problema con questa immagine

Nel bosco vicino alla montagna viveva un piccolo drago blu di nome Nilo.

Nilo aveva le ali morbide, gli occhi grandi e un nasino lucido che faceva un po' di fumo quando fuori faceva freddo.

Una mattina Nilo si svegliò nel suo letto di foglie.

Si stirò le ali, sbadigliò piano e guardò fuori dalla piccola finestra della sua grotta.

Tutto era bianco.

Gli alberi erano bianchi.

Le rocce erano bianche.

Perfino il sentiero davanti alla sua casa era bianco e lucente.

Nilo sussurrò:

«Oh… cosa è successo al bosco?»

Si avvicinò alla finestra. Il vetro era freddo sulla fronte.

Dal cielo cadevano piccole cose leggere, tutte uguali, tutte diverse.

Fiocchi di neve.

«È inverno…» mormorò.

Aveva già sentito questa parola.

Mamma Drago gliel'aveva spiegata.

Ma era la prima volta che lo vedeva così bene.

Nilo sentì il cuore battere un po' più veloce.

Era bello e strano insieme.

Il mondo sembrava nuovo.

Posò le zampine a terra e pensò:

“Voglio vedere da vicino. Posso provarci da solo. Posso essere coraggioso.”

Lentamente aprì il baule dei vestiti.

Dentro c'erano una sciarpa rossa, un cappellino con un pompon e dei guantini piccoli, cuciti da Mamma Drago.

Nilo li guardò e sorrise.

Era abituato a chiedere aiuto per tutto.

Ma quel giorno voleva provare a fare da solo.

Prima infilò il cappellino.

Un po' storto.

Lo aggiustò con le zampine.

Poi mise la sciarpa.

Fece un nodo semplice.

Non era perfetto, ma teneva caldo.

Alla fine mise i guantini, uno, poi l'altro, piano piano.

«Ce l'ho fatta» disse piano.

Sentì un piccolo orgoglio caldo nel petto, come una fiamma dolce.

Uscì dalla grotta.

L'aria era fresca e pizzicava il naso.

Il suo fiato diventava una nuvoletta bianca.

Nilo abbassò lo sguardo.

Sotto le zampe, la neve faceva “scric scric”.

La toccò con un dito.

Era fredda, ma morbida.

Fece un passo.

Poi un altro.

Poi un altro ancora.

Ogni passo era un piccolo coraggio.

Guardò gli alberi intorno a sé.

I rami avevano cappelli di neve.

Sembravano tutti un po' addormentati e tranquilli.

Gli venne un'idea.

“Forse anche io posso fare qualcosa di nuovo in inverno” pensò.

Provò a sbattere le ali.

La neve gli cadde addosso a piccoli sbuffi.

Rise.

La sua risata si perse tra gli alberi e sembrava più lieve del solito.

Più in là, vide le impronte di qualche animaletto.

Zampette piccole che andavano e venivano.

«Chissà chi è passato di qui» sussurrò.

Non aveva paura.

Sentiva che il bosco lo conosceva e lo proteggeva.

Decise di seguire un sentiero di impronte.

Camminò piano, ascoltando il rumore della neve.

Scric scric… scric scric…

Arrivò vicino a un cespuglio.

Sotto il cespuglio, un uccellino grigio e bianco lo guardava curioso.

«Ciao» disse Nilo.

La sua voce era gentile.

«Ti chiami?»

«Cip» rispose l'uccellino, inclinando la testina.

«Io sono Nilo» disse il piccolo drago.

«Sto imparando l'inverno.»

Cip cinguettò piano, come una risatina.

«Anch'io conosco l'inverno. Vedi? Io mi gonfio tutte le piume. Così sto al caldo.»

Nilo sorrise.

«Io mi metto cappello, sciarpa e guantini. Così non ho freddo.»

Rimasero insieme qualche momento.

Il bosco era silenzioso, ma non faceva paura.

Si sentiva solo il fruscio dei fiocchi e il piccolo cinguettio di Cip.

Poi Nilo pensò:

“Mi piacerebbe tornare a casa da solo. Posso farlo. Con calma.”

Salutò Cip con un piccolo inchino.

«Vado alla mia grotta. A dopo.»

Cip fece un giro in aria e volò via tra i rami.

Nilo si guardò intorno.

Tutto era bianco, ma lui riconobbe un grande albero storto.

Lo aveva visto tante volte.

Vicino a quell'albero c'era il sentiero per la sua casa.

“Seguo l'albero storto. So dove andare” pensò.

Camminò piano, senza correre.

Ogni tanto guardava le sue impronte.

Erano come una fila di piccoli timbri sul foglio bianco della neve.

“Queste sono le mie tracce” pensò.

“Posso vedere dove sono stato. Posso trovare la strada.”

Quando arrivò alla grotta, il cielo era già un po' più scuro.

In inverno, la sera arriva presto.

Nilo entrò, si tolse il cappellino e la sciarpa da solo.

Mise i guantini ad asciugare su una piccola pietra calda.

Dentro la grotta c'era una luce dolce.

C'era anche un odore buono di tisana alle erbe.

Nilo si preparò una tazza.

Versò piano, senza fare cadere niente.

Si sedette su un cuscino morbido e bevve a piccoli sorsi.

La bevanda era calda e dolce.

Gli scaldava pancia e cuore.

Pensò al bosco bianco.

Ai suoi passi nella neve.

Alla sua sciarpa legata da solo.

All'albero storto che gli aveva mostrato il sentiero.

A Cip con le piume gonfie.

Sentì che l'inverno non era solo freddo.

Era anche un tempo lento.

Un tempo per stare al caldo.

Per guardare.

Per imparare a fare le cose da soli, pian piano.

Quando ebbe finito la tisana, gli venne un po' di sonno.

Si preparò il letto di foglie, aggiunse una copertina soffice.

Lo fece da solo, con cura.

Poi andò alla finestra un'ultima volta.

Fuori il bosco era silenzioso e bianco.

Il cielo era scuro, ma non troppo.

Alcune stelle brillavano piano.

Un fiocco di neve si posò sul vetro.

Si sciolse lentamente, come un piccolo saluto.

Nilo chiuse gli occhi un istante e immaginò il bosco in tutte le stagioni.

Lo vide bianco d'inverno.

Poi verde in primavera, con i fiori.

Giallo d'estate, con il sole.

Rosso e arancione in autunno, con le foglie che cadono.

Si sentì tranquillo.

Ogni stagione aveva qualcosa di bello.

In ogni stagione lui poteva crescere un pochino.

Imparare una cosa nuova.

Fare un passo in più da solo.

Tornò al suo letto.

Si sdraiò, si coprì bene.

La grotta era calda e silenziosa.

Prima di chiudere gli occhi, pensò al bosco d'inverno.

Agli alberi con il cappello di neve.

Alle sue impronte morbide.

A Cip che volava tra i rami.

Quell'immagine era calma e luminosa dentro di lui.

La tenne stretta nel cuore, come una piccola luce.

«Domani farò un altro piccolo passo» mormorò.

Poi il respiro di Nilo divenne lento e regolare.

Si addormentò piano, sereno, pronto a sognare l'inverno e tutte le stagioni che sarebbero arrivate, una dopo l'altra, dolci e piene di nuove scoperte.

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Grotta
Caverna naturale in cui si può entrare.
Fiocchi di neve
Piccole particelle bianche che cadono dal cielo quando fa freddo.
Scialle
Un pezzo di stoffa che si indossa per coprire le spalle.
Impronte
Segni lasciati dalle zampe o dai piedi su una superficie.
Gonfiare
Riempire d'aria qualcosa per farlo diventare più grande.
Tisana
Una bevanda fatta con erbe, fiori o frutta, solitamente calda.
Cappello
Un copricapo che si indossa sulla testa.

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