Mina ha tre anni e oggi ha sentito una parola nuova: solidarietà. La mamma gliel'ha spiegata mentre tagliava le carote, dicendo: “Solidarietà vuol dire aiutarsi e stare insieme con il cuore.” Mina guarda la mamma con i suoi grandi occhi curiosi. Le piace questa parola, suona come una carezza.
Oggi in casa c'è un profumo diverso. Mina vede la mamma che prepara tante ciotole colorate. Il sole entra dalla finestra e disegna quadratini dorati sul pavimento. Mina cammina a piedi nudi, sentendo il fresco sotto le dita. Il Ramadan è iniziato, dice la nonna, e la casa sembra ancora più piena di magia.
Mina vuole aiutare. Prende un cucchiaio grande e prova a mescolare la zuppa. Il cucchiaio è pesante e la zuppa fa una piccola onda. “Attenta, Mina!” sorride la mamma. “Mescoliamo insieme, una mano per una!” Così, Mina e la mamma fanno girare la zuppa in tondo, in tondo, e ogni giro Mina ride un po', perché la zuppa fa le bolle e sembra che canti una canzone segreta.
La nonna arriva con un cesto di datteri. Sono piccini e dolci, luccicano come caramelle. Mina ne prende uno tra le dita e lo annusa. “Posso assaggiare?” chiede. La nonna ride, le fa l'occhiolino. “Aspettiamo insieme il tramonto, piccola mia, poi tutti insieme gusteremo i datteri.” Mina si siede vicino al cesto. Accarezza i datteri come fossero piccoli tesori. Il tempo passa piano quando si aspetta qualcosa di buono.
Fuori, il cielo si colora di rosa e arancione. Mina guarda dalla finestra. Vede i vicini che portano dolcetti e pane. La porta di casa si apre, entrano profumi nuovi, voci allegre, sorrisi. “Solidarietà,” pensa Mina, “è quando tutti si aiutano e si portano cose buone.”
Tutti si siedono attorno al tavolo. Mina ha davanti la sua ciotolina e il cucchiaio piccolo, quello con il coniglietto azzurro. La mamma serve la zuppa, la nonna distribuisce i datteri. Il papà sorride e dice: “Mina, hai aiutato a cucinare. Siamo fieri di te!” Mina si sente felice, come se avesse una stellina nel cuore.
La cena comincia. Tutti assaggiano la zuppa e fanno “Mmm!” Mina ride. “Anche la zuppa ride con noi!” dice. Il papà la guarda e fa il verso della zuppa: “Glub-glub!” Tutti ridono. L'atmosfera è calda, le luci sono soffuse, la tavola è piena di bontà.
Durante la cena, Mina vede che la sua amica Samira è un po' triste. Forse le manca la sua mamma che è ancora al lavoro. Mina prende un dolcetto dal suo piattino e lo porge a Samira. “Per te, così sorridi!” Samira la guarda e il suo viso si illumina. La mamma sussurra: “Questa è solidarietà, Mina.”
Dopo la cena, la nonna racconta una storia. Parla di una luna che abbraccia il mondo mentre i bambini dormono. Mina ascolta, stringendo forte il suo peluche. Sente il cuore leggero, la pancia calda di zuppa, la mano della mamma nella sua.
Prima di dormire, Mina pensa a tutto quello che ha imparato. Solidarietà è cucinare insieme, aspettare insieme, condividere dolcetti e sorrisi. È guardare il cielo cambiare colore, sentire il profumo del pane appena sfornato, ascoltare una storia con chi si vuole bene.
La notte scivola piano nella cameretta di Mina. Le luci della città brillano lontano. Mina chiude gli occhi. Sa che domani ci sarà ancora tanto da condividere, cucinare, scoprire. E nel suo sogno, la zuppa canta, i datteri danzano, e la parola solidarietà brilla come una piccola luna nel cuore.