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Storia su un'emozione 9/10 anni Lettura 7 min.

Martina e lo specchio delle emozioni

Martina scopre uno specchio magico che riflette le sue emozioni, in particolare la paura, e impara a affrontarla creando un buffo mostriciattolo di nome Paolino. Attraverso disegni e condivisione, diventa più coraggiosa e scopre il potere di parlare delle proprie emozioni.

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Una ragazza di 10 anni, di nome Martina, con capelli ricci castani e occhi pieni di curiosità, è seduta in un giardino soleggiato, circondata da fiori colorati. Ha un sorriso stupito e tiene una matita in una mano, mentre disegna un buffo mostro di nome Paolino su un foglio di carta. Accanto a lei, la signora Rosa, una donna anziana con capelli grigi e occhiali rotondi, osserva Martina con un sorriso benevolo, tenendo un annaffiatoio nell'altra mano. Il giardino è pieno di rose rosse brillanti e lavande viola, con uno specchio dorato al centro che riflette la luce del sole. Martina sta disegnando il suo mostro della paura, trasformando un'emozione spaventosa in una creatura divertente, mentre la signora Rosa la incoraggia con affetto. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Lo Specchio Misterioso

Martina aveva dieci anni, i capelli ricci color castagna e una grande curiosità per tutto ciò che la circondava. Un giorno, tornando da scuola, mentre camminava lentamente lungo il marciapiede, notò qualcosa di strano nel giardino della signora Rosa, la vicina anziana sempre sorridente. Tra le rose rosse e i cespugli di lavanda, c'era uno specchio incastonato in una vecchia cornice dorata. Non era uno specchio qualunque: sembrava brillare leggermente, anche se il sole ormai era scomparso dietro le nuvole.

Martina si avvicinò piano, attratta da quel bagliore. Si guardò dentro e, per un attimo, vide riflessa non solo la sua immagine, ma anche una figura piccola, fatta di ombra e luce, che la osservava con occhi grandi. Martina fece un passo indietro, il cuore che batteva forte.

“Ciao, specchio…” sussurrò. E lo specchio rispose! Una voce gentile e sottile disse: “Non temere, Martina. Io rifletto le tue emozioni. Vuoi vedere cosa succede quando provi paura?”

Martina sentì un brivido correre sulla schiena. Non era mai capitato di parlare con uno specchio magico. Eppure, invece di scappare, rimase lì, affascinata ma anche un po' spaventata.

Capitolo 2: Un Viaggio tra le Emozioni

Lo specchio cominciò a mostrare immagini strane: Martina che camminava da sola in una foresta nebbiosa, oppure seduta al buio nella sua cameretta durante un temporale. Ogni volta che vedeva qualcosa che la spaventava, l'ombra nel riflesso diventava più grande e scura.

“Perché la paura cresce così?” chiese Martina.

Lo specchio rispose: “La paura nasce quando immaginiamo che accada qualcosa che non conosciamo. Ma se la osservi, può diventare tua amica e aiutarti a capire meglio te stessa.”

Martina rimase a pensare. In effetti, quella mattina aveva avuto paura di parlare davanti alla classe, e la sera prima aveva sognato mostri sotto il letto. Ma ora, vedere la paura nello specchio la faceva sentire meno sola. Non era più solo un sentimento strano nella pancia; era qualcosa che poteva osservare, quasi toccare.

“Posso fare qualcosa per non farmi spaventare troppo?” domandò Martina.

“Certo!” rispose allegramente lo specchio. “Usa la creatività. Disegna la tua paura, raccontala a qualcuno, oppure dagli un nome buffo!”

Martina sorrise. “Allora, la mia paura di stanotte la chiamerò... Paolino il Mostriciattolo!” e si mise a ridere.

Capitolo 3: La Paura Diventa Colore

Il giorno dopo, Martina portò un quaderno e delle matite colorate davanti allo specchio. Si sedette sull'erba e iniziò a disegnare Paolino il Mostriciattolo: aveva occhi enormi, tanti denti storti, ma indossava delle buffe scarpe a pois. Mentre disegnava, raccontava allo specchio i suoi pensieri.

“Stanotte mi sono svegliata e pensavo ci fosse qualcosa sotto il letto, ma poi ho pensato che forse era solo Paolino che aveva paura del buio!”

Lo specchio ridacchiò leggero. “Vedrai che più lo disegni, più diventerà simpatico. E la paura... si trasformerà!”

Martina colorò Paolino di blu e viola. Alla fine il mostriciattolo sembrava più un amico immaginario che un vero mostro.

Decise di mostrare il disegno a sua mamma. “Mamma, guarda! Questo è Paolino, la mia paura di stanotte. Ma ora non mi spaventa più!”

La mamma la abbracciò, orgogliosa. “Hai trovato un modo bellissimo per affrontare la paura, tesoro. Vuoi raccontarmi cosa ti ha spaventata?”

Martina raccontò tutto, e parlando si sentì più leggera. Capì che parlare delle proprie emozioni aiutava a renderle meno grandi e spaventose.

Capitolo 4: Un Giorno Speciale a Scuola

Il lunedì, Martina portò il disegno di Paolino a scuola. Durante l'ora di arte, la maestra chiese ai bambini di disegnare un'emozione che avevano provato.

Martina alzò la mano. “Io ho disegnato la paura!” disse, mostrando Paolino a tutta la classe. Raccontò la storia dello specchio e di come aveva dato un nome alla sua paura.

Gli altri bambini si incuriosirono. Marco disegnò un tuono gigante che lo spaventava, ma gli mise un ombrello in mano. Giulia disegnò il buio, ma pieno di stelline colorate. Pian piano, tutti cominciarono a parlare delle loro paure, scoprendo che non erano soli.

La maestra sorrise. “Sapete, bambini, tutti abbiamo paura di qualcosa. Ma parlarne, disegnarle o inventare storie le rende più piccole e a volte persino divertenti!”

Martina era felice. Si sentiva coraggiosa, come se avesse vinto una piccola battaglia.

Capitolo 5: Un Nuovo Coraggio

Quella sera, Martina tornò davanti allo specchio magico. “Specchio, oggi sono stata coraggiosa. Ho parlato delle mie paure e le ho condivise con tutti. È stato bello!”

Lo specchio brillò più forte. “Vedi, Martina? La paura non va nascosta. Se impari a conoscerla, può diventare una forza. Ti aiuta a essere prudente, a chiedere aiuto, a crescere.”

Martina chiuse gli occhi e respirò profondamente. Sentì che dentro di sé la paura c'era ancora, ma ora aveva tanti colori e forme buffe. E sapeva che ogni volta che ne avrebbe avuto bisogno, poteva disegnarla, parlarne e soprattutto, non lasciarsi bloccare.

Quella notte, prima di addormentarsi, salutò Paolino il Mostriciattolo, che ora dormiva ai piedi del letto, tranquillo e felice. Martina sognò di volare sopra le nuvole insieme a lui, ridendo e giocando tra stelle lucenti.

Aveva imparato che la paura non è un nemico, ma una compagna di viaggio che, se ascoltata, può insegnare tanto. E il mondo, visto insieme a lei e a Paolino, sembrava ancora più colorato e meraviglioso.

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Cameretta
Una piccola stanza, solitamente utilizzata come camera da letto per bambini.
Brivido
Una sensazione di freddo o paura che attraversa il corpo.
Incastonato
Inserito o sistemato in modo da essere ben fermo in un altro oggetto.
Buffo
Qualcosa di divertente o strano che fa ridere.
Emozioni
Sentimenti che proviamo, come gioia, tristezza, paura, ecc.
Prudente
Essere attento e cauto, evitare situazioni pericolose.

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