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Storia di cow-boy 3/4 anni Lettura 6 min.

Marco e le porte che cantano

Un cowboy di nome Marco attraversa una piccola città del deserto aiutando gli abitanti a sistemare porte e cerniere, mostrando pazienza, coraggio e il valore di non arrendersi.

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Un cowboy sorridente e determinato, viso abbronzato con lievi rughe, cappello di feltro marrone, camicia a quadri rossa e blu e stivali di cuoio consumati, tiene una piccola bottiglia d'olio e un panno e applica una goccia su una cerniera del saloon; la locandiera con capelli grigi raccolti in uno chignon, vestito crema e mani incrociate sorride riconoscente dall'anta; un bimbo di 7 anni coi capelli biondi spettinati e pantaloncini impolverati applaude a destra vicino al marciapiede; una bambina di 5 anni in vestito floreale e trecce brune imita il gesto con una bottiglia immaginaria seduta sui gradini; un grande cavallo grigio di nome Nuvola, criniera leggermente scompigliata, è legato a una trave e osserva la scena; strada di una piccola città del Far West con tavole di legno screpolate, facciate bronzate, polvere dorata nell'aria e sole basso che proietta lunghe ombre; atmosfera calda e tranquilla al tramonto mentre il cowboy lubrifica la cerniera per fermare il «scric» e i bambini guardano ammirati. segnalare un problema con questa immagine

Parte 1

C'era una volta un cowboy che si chiamava Marco. Marco aveva un cappello grande e stivali consumati. Aveva un cavallo paziente che si chiamava Nuvola. Marco amava la prateria. Amava il vento e il sole caldo.

Un giorno, Marco arrivò in una piccola città del deserto. Le case erano di legno. Le porte cigolavano. Le charniere delle porte facevano "scric". Facevano "scric" tutto il giorno. I bambini coprivano le orecchie e ridevano. Ma il suono non era bello.

Marco si avvicinò al saloon. Sentì il "scric" della grande porta. Guardò dentro. Vide il barista, una signora gentile, che cercava di far chiudere la porta. Marco capì subito cosa fare. La sua missione era chiara: doveva oliar le charniere delle porte.

"Posso aiutarvi?" chiese Marco con un sorriso.

"Sì, per favore", rispose la signora. "Le porte fanno tanto rumore."

Marco prese la sua sacca. Dentro c'era una piccola borraccia di olio, un panno e una chiave. Era tutto semplice. Marco era contento. Era pronto.

Parte 2

Marco cominciò dal saloon. Aprì la boccetta d'olio con cura. Mise qualche goccia sulle charniere. Passò il panno. La porta non fece più "scric". Fece un suono dolce: "sciii". Tutti applaudirono.

Poi Marco andò alla stazione di posta. La porta della posta era vecchia e pesante. Marco tirò, spinse e ascoltò il rumore. Poi si inginocchiò e studiò la charniere. Usò il panno. Mise l'olio. Provò ad aprire. La porta si mosse come una canzone. "Grazie!" dissero i postini.

Marco non si fermava. Camminò per la strada polverosa. Salutò i bambini che giocavano. Salutò il vecchio fabbro. Salutò la signora del forno. Ovunque c'era una porta che aveva bisogno di aiuto. Marco era devoto al suo compito. Era deciso. Non si dava per vinto.

A volte il vento alzava la polvere. A volte il sole scottava la pelle di Marco. Lui non si lamentava. Pensava che aiutare gli altri era più importante che avere caldo o fame. Questo lo rendeva felice.

Un signore sulla collina aveva una porta speciale. Era la porta della stalla. Dentro c'erano cavalli e pecore. La charniere era arrugginita. Marco guardò con attenzione. L'arrugginito era duro. Marco usò la chiave per svitare una piccola vite. Poi pulì bene. Poi mise l'olio con pazienza. Le gocce brillavano come piccole stelle. La porta si aprì leggera. I cavalli fece un piccolo nitrito felice.

"Sei davvero coraggioso", disse il contadino. "Hai pazienza e buon cuore."

Marco sorrise. Sentì calore nel petto. Era contento di aiutare.

Parte 3

Ma non tutte le porte erano facili. C'era una vecchia casa sul bordo del canyon. La casa aveva molte porte. Alcune non si aprivano. C'era una scala che cigolava, una finestra che si chiudeva piano e una porta che sembrava incollata. Marco guardò il canyon. Il vento cantava tra le rocce. Era una sfida grande. Marco alzò il suo cappello e disse: "Andiamo".

Entrò con cautela. Non c'erano pericoli. C'erano solo piccoli problemi da risolvere. Marco ascoltò il legno che lavorava. Usò l'olio, il panno e la sua intelligenza. Se una viteria era difficile, lui la girava piano. Se la charniere era stretta, lui mise una goccia in più e aspettò. A volte usava una piccola pietra per rompere la ruggine con delicatezza. Sempre con calma.

Mentre lavorava, raccontava storie ai bimbi della città. "Quando ero ragazzo", diceva, "ho imparato a non arrendermi." I bambini ascoltavano con gli occhi grandi. Ripetevano le parole. "Non arrendersi!" dicevano tre volte insieme. La ripetizione li faceva sentire al sicuro.

Alla fine, tutte le porte della casa si aprirono dolcemente. La casa sembrava svegliarsi. Le finestre cantarono con il vento. La scala non cigolò più. La famiglia che viveva lì arrivò e abbracciò Marco. Erano calmi e felici. Nessuno restò lontano o spaventato.

Marco si sedette sulla veranda. Nuvola si accucciò vicino. Il sole scendeva. I colori del cielo erano morbidi. Marco pensò alla giornata. Era stata lunga. Aveva fatto tante cose. Aveva mostrato coraggio, intelligenza e tanta voglia di aiutare.

"Grazie, Marco", disse il capo della città. "Sei stato devoto e gentile."

Marco arrossì un poco. Poi guardò i bambini. "Ricordate", disse con voce dolce, "una buona azione può cambiare una giornata."

I bambini ripeterono: "Una buona azione!" e batterono le mani.

La notte arrivò con stelle grandi e tranquille. La città dormì bene. Le porte non facevano più rumore. Tutti erano sereni.

Marco e Nuvola riposarono sotto il cielo. Il cowboy sentì il cuore leggero. Aveva aiutato la città. Aveva dato il suo lavoro con amore. Era felice. Domani avrebbe trovato nuove porte da aiutare. Ma per quella notte, tutto era calmo.

E così finisce la storia. Tutti dormivano tranquilli, con le porte che si aprivano piano e il vento che cantava dolce. Marco rimaneva il cowboy che sistemava le charniere, sempre pronto ad aiutare con coraggio e cuore.

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Prateria
Un grande campo con erba dove gli animali possono correre e il vento soffia.
Stivali
Scarpe alte che proteggono i piedi quando si cammina fuori.
Saloon
Un locale dove le persone si incontrano, mangiano e parlano in città.
Charniere
Pezzetti di metallo che aiutano la porta ad aprirsi e chiudersi.
Boccetta
Una piccola bottiglia dove si può mettere un liquido come l'olio.
Olio
Liquido scivoloso che aiuta le porte a muoversi senza rumore.
Arrugginita
Coperta di ruggine, cioè una patina rossa che rovina il metallo.
Ruggine
Polvere o crosta rossa che si forma sul metallo bagnato e vecchio.
Viteria
Insieme di viti e pezzi attorno alle porte o alle cose di legno.
Veranda
Uno spazio davanti alla casa dove ci si può sedere all'aperto.
Accucciò
Si mise comodo vicino a terra, rannicchiato come per riposare.
Nitrito
Il suono felice che fa un cavallo quando è contento.

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