Capitolo 1: Un Nuovo Inizio a Boscoverde
Nel cuore della foresta di Boscoverde viveva un piccolo drago di nome Lillo. Lillo aveva le squame verdi come le foglie in primavera e grandi occhi gialli che brillavano di curiosità. Amava saltare tra i rami, rincorrere le farfalle blu e inventare giochi sempre nuovi con la sua coda lunga e flessibile.
Ma ultimamente, Lillo sentiva il suo cuore un po' pesante. Papà Drago e Mamma Draga avevano deciso di vivere in due tane diverse. All'inizio tutto sembrava confuso: due tane, due letti, due set di giochi… e molte domande nella testa di Lillo.
Un giorno, dopo aver trascinato il suo peluche preferito da una tana all'altra, Lillo sbottò: “Ma perché non possiamo stare tutti insieme come prima?”
Mamma Draga gli accarezzò la testa con la zampa morbida. “A volte, anche i draghi adulti hanno bisogno di cambiare strada. Ma ti vogliamo sempre bene, anche se abbiamo tane diverse!”
Lillo ascoltava, ma il suo cuore era ancora un po' triste. Si chiese se fosse l'unico drago a sentirsi così. Forse nel Boscoverde c'era qualcuno che poteva capirlo?
Un mattino, mentre Lillo stava disegnando nuvole con la coda sulla terra, vide un cartello colorato: “Gruppo di Amici per Draghetti del Bosco – Incontro Oggi!”
“Hmmm…” pensò Lillo, “magari posso trovare qualcuno che sa come mi sento.”
Capitolo 2: Il Gruppo degli Amici Speciali
Lillo arrivò al grande tronco cavo dove si teneva l'incontro, con il cuore che batteva come un tamburo. Dentro c'erano altri draghetti: uno con le corna storte, una con le ali arcobaleno, e persino un piccolo con le zampe tutte pelose.
La draghessa responsabile del gruppo, Zia Rubina, aveva il muso sempre allegro e un fazzoletto rosso a pois. “Benvenuto, Lillo!” esclamò. “Qui ognuno può raccontare come si sente. Nessuna emozione è sbagliata!”
All'inizio Lillo era un po' timido. Si sedette vicino a Fiammetta, una draghetta viola che stava abbracciando una pigna. Zia Rubina propose di presentarsi con una cosa che piaceva fare.
“Io sono Fiammetta e mi piace colorare le pietre.”
“Io sono Brontolo e adoro rotolarmi nel muschio!”
Quando fu il suo turno, Lillo disse: “Io sono Lillo e… mi piace inseguire le farfalle, ma ultimamente non mi sento molto allegro.”
Gli altri draghetti annuirono. “Anche a me manca stare tutti insieme come prima,” disse Fiammetta.
“Io mi arrabbio quando non capisco perché le cose cambiano,” aggiunse Brontolo.
Lillo sentì un piccolo sollievo. Non era il solo a sentirsi così! Zia Rubina sorrise. “Qui possiamo parlare di tutto. E possiamo anche inventare dei giochi per farci sentire meglio!”
Così, iniziarono un gioco speciale: la “Staffetta dei Sentimenti”. Ognuno diceva come si sentiva e passava una pietra luccicante al vicino. Lillo disse: “Oggi mi sento un po' triste, ma anche curioso.” Passò la pietra a Fiammetta, che aggiunse: “Io mi sento un po' spaventata, ma anche coccolata qui con voi.”
Alla fine del gioco, la pietra era diventata calda e luminosa di tutte le emozioni condivise. Lillo rise: “Questa pietra sembra più magica di prima!”
Zia Rubina annuì: “Quando condividiamo come ci sentiamo, anche le cose difficili diventano più leggere.”
Capitolo 3: Scoprire Nuove Forze
Passarono le settimane e Lillo iniziò a frequentare il gruppo ogni settimana. Ogni incontro era diverso: un giorno costruivano torri di sassi, un altro facevano la corsa delle code intrecciate, oppure inventavano canzoni buffe sulle loro famiglie.
Durante un laboratorio di disegno, Lillo disegnò la sua famiglia con tante linee colorate che andavano da una tana all'altra. “Anche se viviamo in tane diverse, siamo sempre collegati dai nostri sentimenti!” spiegò.
Gli altri draghetti applaudirono. Fiammetta gli diede un cinque con la zampa. “Sei proprio forte, Lillo!”
Zia Rubina insegnò ai draghetti una filastrocca speciale per i giorni tristi:
“Quando il cuore è pesante come un sasso,
parla con un amico e sentirai meno il masso!
Se la tristezza ti fa sentire solo,
ricorda: c'è sempre qualcuno che ti vuole bene, in volo!”
Lillo la imparò a memoria. Un giorno, quando si sentì triste tornando nella tana di papà, la recitò sottovoce e il cuore sembrò più leggero.
Papà Drago notò che Lillo era più sereno e curioso. “Come va, piccolo mio?” chiese.
“Va meglio, papà! Ho trovato amici che mi capiscono. E anche se non siamo più tutti insieme, mi sento ancora parte della nostra famiglia!”
Papà Drago sorrise e lo abbracciò forte. “Sono orgoglioso di te, Lillo.”
Capitolo 4: Un Bosco di Emozioni e di Speranza
Col tempo, Lillo imparò che era normale sentirsi tristi, arrabbiati o confusi quando le cose cambiavano. Ma capì anche che poteva sempre parlare dei suoi sentimenti, chiedere aiuto e trovare conforto negli amici.
Un giorno, durante la festa del Boscoverde, Lillo aiutò Zia Rubina a decorare il tronco cavo con fiori e nastri colorati. Invitò anche Mamma Draga e Papà Drago, che si salutarono con un sorriso gentile.
Durante la festa, Lillo prese la parola davanti a tutti. “Quando i miei genitori si sono separati, pensavo che fosse colpa mia o che non sarei più stato felice. Adesso so che non è così! Le cose sono diverse, ma posso essere felice lo stesso, con l'aiuto dei miei amici e della mia famiglia, anche se viviamo in tane diverse!”
Gli altri draghetti applaudirono e alcuni si asciugarono una lacrima di gioia.
Alla fine della giornata, Lillo guardò il cielo stellato e fece un respiro profondo. Sapeva che, anche se la sua famiglia era cambiata, il suo cuore era pieno di amore, amicizia e speranza.
E così, tra le risate, le corse e le storie condivise, Lillo scoprì che, anche nei momenti difficili, si può sempre trovare un modo per volare alto, soprattutto se si è insieme.