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Storia sulla festa della mamma 7/8 anni Lettura 13 min.

Le Tre Stelline e la tavola che sorride

Mia e le sue amiche, Sara e Giulia, decidono di sorprendere le loro mamme preparando una festa speciale per la Festa della Mamma, decorando la tavola con cura e creando un mini album a fisarmonica ricco di ricordi. Mentre organizzano la sorpresa, scoprono l'importanza dei piccoli gesti e delle parole di affetto.

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Ci sono 3 personaggi: - Mia: una ragazza di 8 anni, con capelli ricci castani e occhi scintillanti. Indossa una maglietta a pois colorati e una gonna di denim, ed è in piedi al centro, tenendo un grande cartone bianco con scritto "Grazie, mamma". - Sara: una ragazza di 8 anni, con capelli biondi intrecciati e occhiali tondi. Indossa un vestito a fiori e si inclina leggermente in avanti, tenendo un mazzo di margherite colorate. Si trova a sinistra di Mia. - Giulia: una ragazza di 8 anni, con capelli castani lisci e una piccola treccia. Indossa una maglietta gialla e un pantaloncino di jeans. È a destra di Mia, mentre tiene un piccolo album fotografico a fisarmonica, con un grande sorriso sul volto. La scena si svolge in una cucina accogliente, illuminata da una luce dorata. Il tavolo è coperto da una bella tovaglia a quadretti rossi, decorato con piccoli mazzi di fiori e piatti colorati con frutta tagliata a forma di cuore. Sullo sfondo si vede un frigorifero decorato con disegni di bambini e una finestra aperta che lascia entrare un dolce raggio di sole. La situazione principale mostra le tre amiche mentre celebrano la festa della mamma, circondate da decorazioni colorate. Sorridono gioiosamente, pronte a rivelare la loro sorpresa alle mamme, con risate e gioia nell'aria. segnalare un problema con questa immagine

1. Una mattina di festa

La domenica si svegliò con un profumo di sole. Mia aprì gli occhi e sorrise. Era la Festa della Mamma. Si mise in piedi piano, sulle punte, come un gattino curioso. In cucina c'era un biglietto sul frigo: “Amore, dormo ancora cinque minuti. Mamma.” Mia ridacchiò. “Cinque minuti… o forse dieci!” disse tra sé.

Il telefono vibrò. Era il gruppo con le sue due migliori amiche, Sara e Giulia. Il gruppo si chiamava “Le Tre Stelline”. Il messaggio di Sara diceva: “Pronte per la sorpresa?” Giulia mandò dieci cuori e un disegno di una tazza. Mia rispose: “Sì! Apparecchiatura speciale. Vengo tra poco.”

Mia afferrò il suo cappellino a pois e uscì leggera, con le ciabatte che facevano flop flop nel corridoio. Alla porta accanto la aspettava Sara, con una mazzolina di margherite storte ma sorridenti. Giulia arrivò correndo con una borsa piena di nastri e un pacchetto di biscotti al burro. “Ho preso i biscotti che non sbriciolano troppo,” disse Giulia, poi aggiunse, ridendo: “Forse.”

“Il piano è semplice,” spiegò Mia. “Mettiamo la tavola con cura, come in una favola. Io mi occupo dei piatti e dei bicchieri. Sara, tu dei fiori. Giulia, tovaglioli e decorazioni.”

“E i biglietti?” chiese Sara, già con gli occhi luminosi.

“Alla fine,” disse Mia, stringendo le mani. “Una sorpresa nel cuore della tavola.”

Le tre amiche entrarono in casa di Mia. La mamma di Mia dormiva ancora sul divano, con un plaid azzurro e un sorriso piccolo. “Shhh,” sussurrò Mia. “Oggi noi tre siamo nuvole silenziose.”

“Nuvole di zucchero,” whisperò Giulia, e le tre trattennero una risata. La cucina era tranquilla, il tavolo di legno aspettava come un palco prima dello spettacolo. Le Tre Stelline si scambiarono uno sguardo: era iniziata la loro festa gentile.

2. Il tesoro pieghevole

Mia aprì il cassetto delle tovaglie. C'erano stoffe color crema, quadretti rossi, e un runner dorato che profumava di cedro. “Questo?” chiese, tenendo su il runner come una bandiera.

“Troppo serio,” disse Giulia. “Oggi ci vuole luce.”

“Quadretti rossi!” votò Sara, stringendo le margherite. “Sembrano un picnic in salotto.”

“Quadretti sia,” decise Mia. Stesero la tovaglia con gesti rotondi, lisciando le pieghe come onde calme. Poi Mia cercò i tovaglioli in un altro cassetto. Dentro c'erano anche nastri, bottoni, una vecchia scatola di latta. Quando la aprì, qualcosa cadde con un suono leggero, come un soffio.

“Cos'è?” chiese Giulia, chinandosi. Sul pavimento c'era un piccolo oggetto a fisarmonica, lungo come la mano di una bambina. Aveva la copertina rossa, un po' consumata.

Mia lo raccolse. “Sembra un album, disse. Lo aprì piano. Dentro c'erano minuscole foto, come finestre su giornate passate: la mamma che rideva con un cappello di carta, la mamma con Mia piccolissima sulla pancia, la mamma e nonna con le mani sporche di farina.

“Ehi, ma è un mini album a fisarmonica!” esclamò Sara. “Che cosa tenera!”

Mia lo guardò con attenzione, come si guarda una conchiglia. “Non sapevo di averlo,” sussurrò. “Forse la mamma l'ha fatto con nonna.”

Le tre amiche si sedettero un attimo, silenziose, come se anche loro fossero dentro una foto. “Potremmo metterlo al centro della tavola,” disse Giulia piano. “Come un piccolo cuore che si apre.”

“Che idea,” disse Mia, con gli occhi lucidi ma felici. “E facciamo anche dei bigliettini pieghevoli, a fisarmonica, con le nostre parole.”

“Parole di zucchero, non troppo appiccicose,” rise Sara.

“Parole vere,” disse Mia. “Corte ma coraggiose.”

Si misero all'opera. Giulia misurò i tovaglioli. “Li piego a ventaglio,” disse, muovendo le mani come ali. Sara fece piccole boccette di fiori con i vasetti vuoti dello yogurt. Mia pulì i bicchieri finché non brillarono come gocce di pioggia al sole.

Ogni gesto aveva una musica gentile. Il cucchiaio che tintinnava, il nastro che frusciava, le margherite che si sistemavano da sole, come se sapessero il loro posto. E ogni tanto il mini album a fisarmonica si apriva un po' sul tavolo, mostrando una foto diversa, e pareva dire: “Brave, continuate.”

3. La tavola che sorride

“Attente ai piatti,” disse Mia, portandoli uno alla volta. “Niente rumore.”

“Li mettiamo a distanza perfetta,” disse Giulia, e tirò fuori un righello di scuola. “Così è proprio elegante.”

Sara rise. “Un righello per la festa? Ma sì, perché no.”

Mia sistemò i piatti bianchi, poi i bicchieri trasparenti. “I bicchieri sono come casette per l'acqua,” disse, posandoli piano. “Devono stare comodi.”

“E i cucchiai?” chiese Sara.

“Di lato, come due delfini che nuotano,” disse Giulia, facendo onde con le mani.

Ogni posto aveva un tovagliolo a ventaglio, fermato da un nastro giallo. Al centro, una striscia di carta blu, come un fiume. Sul fiume, le boccette di fiori e il mini album a fisarmonica, aperto a metà, con le immagini che ridevano.

Entrò il gatto di casa, un tigrato un po' tondo. Si chiamava Pesto. “Pesto, ciao,” disse Mia. “Oggi sei invitato, ma non toccare i fiori.”

Pesto annusò le margherite, fece uno starnuto minuscolo, e si sdraiò sul tappeto, con la coda in forma di punto interrogativo. Le tre amiche risero in silenzio.

“E da mangiare?” domandò Sara. “Non possiamo cucinare cose difficili.”

“Frutta a cuori,” propose Giulia. “Basta il coltello di plastica.” Tagliarono le fragole a metà. “Sembra un cuore,” disse Sara, felice. Misero anche biscotti al burro su un piatto con un fazzoletto colorato. “Pochi,” disse Mia, “sennò la briciola fa festa da sola.”

“Bevande?” chiese Giulia.

“Acqua con rondelle di limone,” disse Mia. “Fa festa e ha il sole dentro.” Prepararono una brocca con fettine gialle che galleggiavano come piccole lune.

Poi vennero i biglietti. “Ognuna scrive un messaggio piccolo,” disse Mia, distribuendo cartoncini. “E lo pieghiamo a fisarmonica.”

Sara scrisse, con la lingua tra i denti: “Grazie per abbracci che riparano.” Giulia: “Mi piace quando canti la sera.” Mia guardò un attimo il mini album, poi scrisse: “Tu sei la mia casa che cammina.”

“Belli,” disse Sara, toccando il cartoncino come se fosse una foglia. “Mettiamoli vicino ai piatti, così si aprono come il sorriso.”

Mia fece un passo indietro. Guardò la tavola. Sembrava davvero sorridere. Le cose erano al loro posto, ma ognuna pareva dire “ciao” alle altre. La luce entrava dalla finestra e si sedeva a far colazione con loro.

“E ora?” chiese Giulia, stringendo i nastri avanzati.

“Ora andiamo a chiamare le mamme,” disse Mia. “Ma piano, senza spaventarle con troppa gioia tutta insieme.”

“Troppa gioia non spaventa,” disse Sara. “È una coperta calda.”

“Hai ragione,” disse Mia, e Pesto fece “mrrr” come se fosse d'accordo.

4. Il momento del grazie

Mia entrò in salotto, si chinò vicino alla mamma e sussurrò: “Mamma, c'è una sorpresa. Solo se vuoi aprire gli occhi piano piano.” La mamma aprì gli occhi, stiracchiò le braccia come un gatto e sorrise. “Buongiorno, piccola luce.”

“Buongiorno,” disse Mia. “Vieni con me.”

Sara e Giulia andarono a chiamare le loro mamme, che erano lì vicino, pronte a festeggiare insieme. Le tre donne arrivarono in cucina con passi lenti, curiosi. Quando videro la tavola, fecero un “oh” piccolo e rotondo, come una bolla di sapone.

“Ma che meraviglia,” disse la mamma di Mia. “Cos'è questo fiume blu?”

“È la strada delle cose belle,” disse Giulia.

“E questi fiori?” chiese la mamma di Sara.

“Sono margherite che hanno deciso di stare in piedi,” rispose Sara.

La mamma di Giulia indicò il mini album a fisarmonica. “Che tesoro. Da dove salta fuori?”

Mia lo accarezzò con un dito. “Era in una scatola. Forse l'hai fatto tu, mamma?”

La mamma di Mia si avvicinò. Guardò le foto una per una. I suoi occhi brillarono come una mattina d'acqua. “L'ho fatto con la nonna quando eri piccola,” disse. “Avevo quasi dimenticato. Ma non davvero, credo. Era qui.” Si toccò il cuore.

“Possiamo guardarle insieme?” chiese Sara.

“Sì,” disse la mamma di Mia. “E poi colazione.”

Si sedettero tutte, vicine vicine, come un mazzo di tante margherite. Ogni foto era una storia corta. “Qui ballavi con i calzini spaiati,” disse la mamma, ridendo. “Qui faceva freddo, ma noi ridevamo lo stesso.” Le bambine ascoltavano con la bocca un po' aperta, e Pesto faceva le fusa, felice del brusio dolce.

Poi venne il momento dei biglietti a fisarmonica. “Apriteli,” disse Giulia. Le mamme lessero piano. Qualcuna si asciugò una lacrima, ma una di quelle che brillano e scaldano. “Grazie,” disse la mamma di Sara. “Queste parole bastano per tutto il giorno.”

Mia guardò la sua mamma. “Ti piace?”

“Mi piaci tu,” rispose la mamma, “e tutto quello che esce dalle tue mani gentili.”

Fecero colazione. Le fragole a cuore sparirono a piccoli morsi. La brocca con le lune di limone si svuotò tra molte risate. I biscotti non si sbriciolarono troppo, solo quanto basta per far ridere Pesto quando gli andò una briciolina sul naso.

“Sa di festa semplice,” disse la mamma di Giulia. “La più bella.”

“Sa di noi,” disse Sara.

Quando i piatti furono quasi vuoti e la tavola ancora bella, Mia si alzò. “Manca solo una cosa,” disse. Tornò in camera e prese un cartoncino bianco, grande come due mani. Lo posò al centro della tavola, accanto al mini album a fisarmonica. Con un pennarello scrisse, con lettere un po' storte ma sicure: “Grazie, mamma. Oggi e sempre.”

“È la nostra carta di navigazione,” disse Giulia piano.

“È la coperta calda di cui parlavi,” aggiunse Sara.

La mamma di Mia lesse il cartoncino. Lo sfiorò con le dita come si accarezza una guancia. “Questo resterà qui,” disse, “finché i fiori profumeranno. E anche dopo, resterà nel cuore.”

La luce della finestra fece una passeggiata sulla tovaglia a quadretti. Il mini album brillò ancora un momento, come se battesse le palpebre. Pesto si stiracchiò e cambiò di nuovo la coda, questa volta a forma di punto esclamativo.

“Possiamo rifarlo domani?” chiese Giulia, ridendo.

“Ogni giorno è buono per dire ti voglio bene,” disse la mamma di Sara.

Mia prese la mano della sua mamma. “Allora oggi cominciamo,” sussurrò. “E non smettiamo più.” La casa respirò piano. La tavola, con il biglietto posato lì, sembrava davvero una bocca che sorride e dice: “Grazie.” E tutti, grandi e piccole, risposero con lo stesso sorriso. E fu festa, semplice e luminosa, come una mattina che non finisce in fretta.

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Fiori
Plurale di fiore, piante che producono petali colorati e profumati.
Tovagliolo
Pezzetto di stoffa o carta usato per pulire la bocca e le mani a tavola.
Tavola
Superficie piatta su cui si mangia, di solito fatta di legno o plastica.
Album
Raccolta di foto, spesso in un libro, che racconta una storia o un momento speciale.
Fragole
Frutti rossi e dolci, con semi sulla superficie, che crescono su piante basse.
Margherite
Fiori bianchi con un centro giallo, belli da vedere e spesso usati nei bouquet.

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