Capitolo 1: Il cappello che voleva volare
Nel villaggio strambo di Magilandia, viveva un cappello magico di nome Pillo. Pillo era un cappello viola, con una stoffa morbida e un pompon tutto scompigliato. Pillo voleva diventare un grande mago, ma ogni volta che provava a fare una magia... succedeva qualcosa di buffo.
Un giorno Pillo si svegliò con una grande idea. “Oggi volerò!” disse allegro, saltando sullo specchio.
Vicino a lui c'era il suo amico, la sciarpa parlante Gorgò, lunga e verde come un prato bagnato. Gorgò rise piano. “Pillo, sei sicuro? L'ultima volta che hai provato a volare, sono piovuti popcorn per due ore!”
Pillo girò il suo pompon. “Questa volta sarà diverso, lo sento.”
Gorgò si attorcigliò due volte per l'emozione. “Va bene, io guardo! Ma stai attento, eh?”
Pillo allora prese fiato, agitò le sue falde e pronunciò la formula magica: “Zuppetta, zuppetta, dammi una spinta perfetta!”
Puff! Invece di volare, Pillo cominciò a saltellare su e giù come una molletta impazzita.
Gorgò rideva e rideva: “Pillo, sembri un palloncino che ha perso la strada!”
Pillo si fermò, il pompon divenne tutto stropicciato. “Forse... devo cambiare formula.” Allora ci riprovò: “Soffietto, soffietto, fammi andare in alto come un galletto!”
Puff! Questa volta, invece di volare, dal suo pompon uscirono tante farfalle di zucchero che svolazzavano dappertutto.
“Hai visto, Gorgò? Ho creato farfalle dolci!” disse Pillo orgoglioso.
Gorgò saltellò felice intorno alle farfalle. “Posso assaggiarne una?”
Pillo rise: “Certo! E magari anche un'altra magia...”
Capitolo 2: La magia che fa ridere
Pillo e Gorgò erano circondati dalle farfalle di zucchero. Dal cassetto arrivò la vocina timida del calzino Muffù. “Che succede qui fuori?”
“Sto provando a volare, Muffù!” spiegò Pillo. “Ma per ora ho fatto solo farfalle di zucchero.”
Muffù rotolò verso di loro, con la sua punta tutta storta. “Posso aiutarti? Posso saltare con te!”
Pillo guardò i suoi amici. “Sì, proviamoci insieme!”
Così Gorgò si avvolse attorno al cappello, Muffù saltò in cima e tutti dissero: “Volare, volare, senza scivolare!”
Puff! Invece di volare, tutto il prato si riempì di bolle profumate. Le bolle facevano “glip glop” e scoppiettavano, lasciando nell'aria un dolce odore di biscotti.
Gorgò rincorreva le bolle e rideva: “Pillo, la tua magia non va mai dritta, ma è sempre la più divertente!”
Pillo rise anche lui. “Forse non sono bravo a volare, ma sono bravissimo a fare cose buffe!”
Muffù saltò dentro una bolla gigante e, per un attimo, sembrò fluttuare. “Guardate, sto volando davvero!”
Tutti batterono le falde, le frange e i pompon.
Poi arrivò il vecchio guanto Pizzicò, che aveva il dito sempre in su. “Cos'è tutto questo chiasso?”
Pillo spiegò: “Sto facendo magie, ma non funzionano come voglio…”
Pizzicò sorrise. “A Magilandia la magia è sempre un po' scherzona. Ma basta che vi divertite!”
Capitolo 3: Una magia perfetta
I quattro amici si misero seduti insieme tra le bolle e le farfalle di zucchero.
Pillo disse piano: “Forse la magia migliore è stare insieme e ridere.”
Gorgò annuì. “A me piacciono le tue magie, Pillo. Ogni volta succede qualcosa di nuovo!”
Muffù saltellò: “Anch'io! Ogni giorno è una sorpresa.”
Pizzicò, il guanto, spalancò il palmo. “Allora, perché non proviamo una magia tutti insieme? Una magia di amicizia.”
Così si strinsero tutti vicini e dissero a voce alta: “Abracadabra, sorridi ogni giorno!”
Una nuvola di coriandoli colorati scese dal cielo e tutti risero felici, abbracciati.
Pillo guardò i suoi amici e disse: “Magia o no, il mio cuore vola ogni volta che siamo insieme.”
E così, anche senza volare davvero, erano più in alto che mai.