Capitolo 1 – Il mistero del biglietto scomparso
Era una mattina allegra nella scuola di Giada, Viola e Sofia. Le tre bambine erano amiche da sempre e amavano giocare insieme nell'ampio atrio prima che suonasse la prima campanella. Quel giorno però c'era aria di mistero: Sofia non trovava più il suo biglietto della mensa. Il biglietto era molto importante, senza di lui, Sofia non avrebbe potuto pranzare con le altre.
— Ragazze, il mio biglietto della mensa è sparito! — disse Sofia con gli occhi grandi e un po' preoccupati.
Giada sorrise e si avvicinò a lei. — Niente paura! Facciamo come i veri detective e lo troviamo insieme.
Viola le guardò seria, accarezzando la sua treccia. — Prima di tutto dobbiamo raccogliere gli indizi.
Le tre bambine si misero sedute su una panchina dell'atrio. Intorno a loro c'erano altri bambini che ridevano e giocavano. Un raggio di sole filtrava dalle grandi finestre e illuminava il pavimento a scacchi. L'atrio era pieno di voci, ma loro erano concentrate soltanto sul mistero.
— Quando hai visto il biglietto per l'ultima volta? — chiese Giada, sfoderando il suo taccuino finto, una piccola agenda con sopra degli adesivi.
Sofia pensò un attimo. — Stamattina, in classe. L'ho messo nella tasca del mio zaino, sono sicura.
— E dopo? — domandò Viola, che sapeva ascoltare come una detective vera.
— Poi sono venuta qui, nell'atrio, con voi — rispose Sofia. — E quando ho cercato il biglietto per mostrarvelo… non c'era più!
— Quindi — concluse Giada — il biglietto si è perso mentre venivi qui, o è ancora nello zaino ma nascosto. Dobbiamo controllare.
Viola si avvicinò allo zaino di Sofia e lo aprì piano piano. Iniziò a cercare tra i quaderni, il portapenne rosso, le carte dei fazzoletti e il piccolo portachiavi a forma di orsetto. Ma il biglietto non c'era davvero.
— Niente biglietto — disse Viola.
Giada chiuse gli occhi per un secondo, proprio come aveva visto fare agli investigatori nei cartoni animati.
— Dobbiamo seguire le tracce. Ricordiamo: sei venuta dall'aula qui. Cosa hai fatto nel mezzo?
Sofia arricciò il naso. — Ah, mi sono fermata vicino all'acquario per guardare i pesci. Ho messo lo zaino sulla panca e… ho parlato con Matteo.
— Potrebbe essere successo lì! — esclamò Giada.
Le tre amiche si guardarono negli occhi. Era il momento di agire.
Capitolo 2 – Indizi nell'atrio
Senza perdere tempo, le tre detective corsero verso l'acquario dell'atrio. I pesci colorati nuotavano piano tra le piante e le bolle d'aria. Sulla panca proprio lì davanti, c'erano ancora alcune cose abbandonate da altri bambini: una sciarpa arancione, un vecchio quaderno e… niente biglietti.
Viola guardò sotto la panca. — Qui non c'è niente di niente.
Giada, invece, notò una macchia di carta vicino al grosso vaso delle piante. Si avvicinò, si piegò sulle ginocchia e scoprì che era solo una figurina appiccicata al pavimento.
Sofia aveva uno sguardo triste, ma Giada le prese la mano. — Non scoraggiarti! Se non è qui, dovremmo parlare con Matteo. Magari ha visto qualcosa.
Matteo era poco lontano, intento a scambiare figurine con altri bambini.
— Matteo! — lo chiamò Viola — Hai visto per caso un biglietto della mensa vicino all'acquario?
Matteo si grattò la testa. — Forse ho visto un foglietto per terra, ma pensavo fosse una pubblicità. Era bianco con delle scritte blu?
Sofia annuì veloce. — Sì! Il mio biglietto è proprio così!
— Allora… penso di averlo visto la signora Carla, la bidella, prenderlo con la scopa e buttarlo nel cestino!
Le amiche si guardarono con uno sguardo di speranza e corsero veloci verso il cestino più vicino all'acquario.
Capitolo 3 – La soluzione geniale
Il cestino era pieno di cartacce e fazzoletti. Giada si fece coraggio e, con le mani coperte da un fazzoletto, iniziò a cercare tra la carta.
— Eccolo! — gridò a un tratto Sofia, tenendo in mano un foglietto bianco con la scritta “Mensa” in blu.
— Bravissima Sofia! — disse Viola battendo le mani.
Giada rise. — Siamo un vero team! Abbiamo trovato il biglietto grazie a tutti: Sofia che ricordava bene, Matteo che ci ha dato l'indizio, e noi che abbiamo pensato insieme.
Sofia pulì un po' il biglietto dalla polvere. — Grazie ragazze. Senza di voi non ce l'avrei mai fatta!
Viola abbracciò le amiche. — Quando si lavora insieme, si risolvono anche i misteri più difficili.
Poco dopo, la signora Carla vide le bambine vicino al cestino e si avvicinò gentilmente.
— Tutto a posto qui, detective? — chiese con una strizzatina d'occhio.
Le tre risero e dissero “Sì, signora Carla!”.
Capitolo 4 – Un arrivederci sereno
La campanella suonò, era il momento di entrare in classe. Sofia teneva stretto il suo biglietto della mensa, ora ancora più prezioso.
— Prometto che da oggi sarò più attenta — disse sorridendo.
— E se succede ancora… ci pensiamo noi! — rispose Giada, facendo l'occhiolino alle amiche.
Viola si voltò verso l'atrio luminoso. — Qui ogni giorno può succedere qualcosa di speciale, vero?
Le tre si abbracciarono e si avviarono verso la porta della loro classe. Mentre camminavano, sapevano di poter risolvere qualsiasi mistero, se restavano unite. E con un ultimo sorriso, salutarono l'atrio che ormai conoscevano così bene.
— Ciao, piccolo mistero — bisbigliò Sofia, felice e serena.
E il sole, attraverso la finestra, sembrava salutare anche loro, pronto a illuminarle in mille nuove avventure.