Caricamento in corso...
Storia sulla neurodiversità 7/8 anni Lettura 10 min.

La volpe HPI e il freno a piuma

Nello, una giovane volpe con una mente brillante e iperattiva, cerca di trovare un equilibrio tra le sue idee veloci e il desiderio di essere compreso dai suoi amici del bosco. Con l'aiuto di Nora, una tartaruga saggia, impara a rallentare e a comunicare meglio, mentre preparano insieme la Festa delle Lucciole.

Scarica questa storia in PDF

Ideale per condividere o stampare questa storia!

Scarica l'e-book (.epub)

Legga questa storia sul suo e-reader.

Una giovane volpe arancione brillante, Nello, con grandi occhi luminosi e un sorriso timido, è seduta su un tronco d'albero caduto, tenendo una piuma morbida sul cuore, il suo sguardo pieno di speranza e curiosità. Accanto a lui, una tartaruga dal sorriso caloroso, Nora, con un guscio verde decorato con motivi dorati, lo incoraggia con uno sguardo rassicurante, le sue zampe appoggiate sul tronco. Sullo sfondo, un gruppo di animali del bosco, come uno scoiattolo dai peli setosi, Pina, e una piccola coniglietta dalle grandi orecchie, Luna, si trovano vicino a un muro colorato che hanno appena dipinto, i loro volti brillanti di gioia ed eccitazione. Il luogo è una radura soleggiata, circondata da alberi maestosi con foglie dorate, con lucciole scintillanti nell'aria, creando un'atmosfera magica. La scena principale mostra Nello e i suoi amici mentre condividono idee per il loro murale, illustrando la bellezza della collaborazione e dell'ascolto, con colori vivaci e sorrisi radiosi su tutti i volti. segnalare un problema con questa immagine

Il bosco e la testa veloce

Nello era una giovane volpe con alto potenziale intellettivo (HPI). La sua testa correva veloce come un vento allegro tra gli alberi: notava dieci colori nel muschio, contava le gocce di rugiada, faceva domande una dietro l'altra. “Perché il ruscello canta? Perché le foglie danzano?” chiedeva ogni mattina. A volte le sue parole uscivano prima ancora che finisse di pensare. Eppure, il suo sogno era semplice: vivere tranquillo come gli altri del bosco, giocare, aiutare, ridere senza sentirsi “troppo”.

Quel giorno il Bosco dei Sussurri preparava la Festa delle Lucciole. “Che bello!” esclamò Nello. “Potremmo dipingere un grande murale sul tronco caduto, con tutte le case degli animali.” Le sue idee spuntavano come funghi dopo la pioggia.

“Calma, Nello,” sorrise Pina lo scoiattolo. “Prima decidiamo insieme.”

“Già,” aggiunse Luna la lepre. “Facciamo una lista.”

“Lista? Ho già tre liste in testa!” disse Nello, ridendo. Poi si zittì. A volte gli sembrava che il suo cuore a molla non avesse un tasto “pausa”. “Vorrei saper rallentare,” mormorò tra sé. “Posso farcela?”

Mentre tutti cercavano i colori, una tartaruga dal sorriso gentile si avvicinò. “Ciao, io sono Nora,” disse. “Ti ho visto pensieroso.”

“Ciao, Nora. Ho la testa che corre. È come se fossi sempre in gara con me stesso,” spiegò Nello. “Ma voglio stare bene con i miei amici, senza correre sempre.”

Nora annuì piano. “Io sono bravissima a rallentare. Se vuoi, ti mostro il mio trucco: un freno morbido, come una piuma.”

“Un freno a piuma?” Nello inclinò la testa, curioso.

“Vedrai,” sorrise Nora. “Si impara insieme.”

Il freno a piuma

Il giorno dopo, gli amici si radunarono intorno al tronco caduto per dipingere il murale. Nello aveva preparato mille idee. “Facciamo un fiume che brilla! E un ponte di foglie! E stelle di giorno! E—”

“Ehm,” tossicchiò Pina, “non tutti capiamo così in fretta. Possiamo scegliere una cosa alla volta?”

Nello si morse il labbro. “Scusate. Ecco… userò il freno a piuma.” Guardò Nora. Lei annuì, posandogli sul dorso una piuma trovata a terra.

“La regola è semplice,” disse Nora. “Quando senti che i pensieri corrono, appoggi la piuma sul petto, fai un respiro, e scegli una sola idea da condividere.”

“Posso provarci,” disse Nello. Pose la piuma sul petto. “Respiro… Va bene: cominciamo con il fiume che brilla.”

“Perfetto!” esclamò Luna. “Io dipingo le onde.”

“E io raccolgo il blu,” disse Pina, saltellando.

Tutto filava liscio, finché arrivò Timo il tasso con i vasetti di colore. “Ehi, chi guida?” chiese.

Nello, felice, rispose: “Possiamo fare turni, io ho già in mente l'ordine ottimale: fiume, case, stelle—”

Timo si strinse nelle spalle. “Sembra che Nello voglia comandare.”

In quel momento, Nello stava usando il freno a piuma e si era messo in silenzio per ascoltare. Ma Pina sentì solo la parola “comandare” e sussurrò a Luna: “Allora è vero. Nello decide tutto lui.”

Nello captò i loro sussurri e il suo cuore sobbalzò. “Oh,” pensò, “non volevano che parlassi così tanto. Allora è meglio che non parli proprio.” E smise di dire la sua. Si allontanò un pochino, con il pennello a mezz'aria.

“Va tutto bene?” gli chiese Nora, avvicinandosi.

“Credo di aver rovinato tutto. Non voglio essere un capo. Voglio solo aiutare. Forse non so come si fa,” mormorò Nello.

Nora scosse la testa. “Sembra un malinteso. Vieni, facciamo un patto di parole chiare.”

Il malinteso si scioglie

Nora radunò tutti intorno al tronco. Mise al centro una pigna lucida. “Questa è la pigna-parola,” spiegò. “Chi la tiene parla. Gli altri ascoltano. Così ognuno ha il suo tempo.”

Pina prese la pigna. “Io… non volevo offenderti, Nello. A volte quando dici tante cose, mi confondo. Ho pensato che volessi decidere per tutti.”

Nello prese un respiro e la pigna. “Mi dispiace se vi ho fatto sentire così. A volte, per via del mio HPI, le idee arrivano come un fiume in piena. Sto imparando a usare il freno a piuma. Se parlo troppo, ricordatemelo con un sorriso. E se mi fermo in silenzio, non è per tirarmi indietro. È perché sto scegliendo le parole.”

Timo si grattò il naso. “Allora ho capito male. Scusa, Nello. Posso aiutarti a scegliere i colori per il tuo fiume che brilla?”

“Certo!” Nello sorrise, sollevato. Sentì dentro di sé non una corsa, ma un vento buono. La sua mente, più che un treno impazzito, gli parve un aquilone pieno di idee: poteva volare alto, ma anche scendere piano, se qualcuno teneva il filo insieme a lui.

“Ho un'idea,” disse Nora, passando la pigna a Luna. “Facciamo un semaforo di parole. Verde: parla liberamente. Giallo: una alla volta. Rosso: respiro e silenzio.”

“E facciamo anche un posto per pensare,” aggiunse Luna. “Una pietra comoda, la chiameremo panchina-pensiero.”

“Così nessuno si sentirà in mezzo alla corsa,” concluse Pina.

Tornarono al murale, con la pigna-parola e il semaforo di parole disegnato su una foglia. Nello, con il suo aquilone di idee, propose: “Posso tenere il filo del fiume, ma voi mi dite quando alzarlo o abbassarlo?”

“Affare fatto,” disse Timo, ridendo. “Io faccio le sponde.”

Dipinsero insieme: Nello guidò il luccichio dell'acqua, Pina aggiunse piccole ghiande sulle rive, Luna dipinse stelle minuscole che si specchiavano, Timo stese il fondo scuro. Ogni tanto la pigna passava di zampa in zampa. Ogni tanto il semaforo segnava rosso, e tutti respiravano. Era strano, eppure dolce.

“Vedi?” sussurrò Nora a Nello. “La tua testa piena di razzi buoni sa anche planare.”

Nello arrossì sotto il pelo. “Grazie, Nora. Non sapevo di poter essere così… normale. Normale come me.”

Un sogno che si avvicina

La sera, il murale brillava davvero. Il fiume pareva muoversi quando le lucciole passavano. Le case degli animali spuntavano tra i colori. C'era perfino una piccola panchina-pensiero, dipinta vicino a una betulla.

“È bellissimo,” disse Pina, con gli occhi lucidi. “Sembra che il bosco abbia il suo sorriso.”

“È il sorriso di tutti,” rispose Nello. “Quando ci ascoltiamo, i colori si mischiano bene.”

“Domani sarà la Festa delle Lucciole,” ricordò Luna. “Porteremo qui i cuccioli a guardare.”

Nora si avvicinò a Nello. “Come ti senti?”

“Come un aquilone con il filo sicuro,” ridacchiò Nello. “Posso volare e posso fermarmi. E posso cambiare direzione senza perdere me stesso.” Pensò un attimo. “Sai, avrei un sogno. Vorrei creare un Club delle Idee Lente e Vivaci. Un posto dove chi corre e chi cammina siede insieme. Dove c'è sempre una pigna-parola e una panchina-pensiero.”

“Che sogno splendido,” disse Nora. “E non è lontano. Guarda.” Indicò gli amici che ridevano, stanchi e felici. “Il club è quasi già qui.”

Nello guardò il murale e poi il cielo. “È vero,” disse piano. “Domani, alla festa, possiamo mettere un cartello: ‘Benvenuti al Club delle Idee Lente e Vivaci'. Insieme impariamo i passi di tutti.”

“E le ali di tutti,” aggiunse Pina, appoggiando la pigna sulla testa di Nello.

Quella notte, Nello dormì ai piedi del tronco dipinto. Sognò un sentiero che partiva dal murale e diventava una strada morbida, con luci di lucciole come lampioni. Sognò amici di ogni ritmo: talpe attente, cince curiose, ricci timidi, cervi gentili. Tutti camminavano, qualcuno correva, qualcuno si fermava a guardare una foglia. In mezzo al sentiero, una piuma gigante indicava “qui si può rallentare, qui si può volare”.

Quando il primo raggio di sole lo risvegliò, il sogno sembrava ancora lì, vicino, appena dietro la betulla. Nello si alzò, posò la piuma sul petto, e sorrise.

“Buongiorno, bosco,” disse. “Oggi il mio sogno si avvicina.”

Pina sbucò da un ramo. “Allora preparo il cartello?”

“E io il tavolo del club!” gridò Timo, portando due tronchetti.

“E io il filo per l'aquilone,” disse Nora, con calma luminosa.

Nello guardò gli amici e il murale. Si sentiva rispettato e pronto a rispettare, felice di scegliere il suo passo e di ascoltare quello degli altri. Il suo aquilone di idee si alzò appena, giusto quanto bastava per vedere più lontano. Poi scese piano, in tempo per il primo abbraccio della giornata.

E, tra un respiro e una risata, il bosco capì che ogni differenza è un colore. E che il segreto è dipingerli insieme, con un freno a piuma in tasca e il cuore aperto.

Senza pubblicità 3€ al mese

Desidera una lettura senza interruzioni? Sostenga Oh My Tales, rimuova tutte le pubblicità e usufruisca di altri vantaggi inclusi a partire da 3€ al mese.

Vedi i piani e le tariffe
Condividere

segnalare un problema con questa storia

Cosa ne pensi di questa storia?

Esprimi la tua opinione assegnando un voto a questa storia in base a ciò che tu e/o tuo figlio hanno pensato. Grazie in anticipo!

Grazie! Il tuo voto è stato preso in considerazione!

Il quiz: hai capito bene la storia?

Intellettivo
Relativo all'intelligenza e alla capacità di apprendere.
Potenziale
La capacità di svilupparsi o di migliorare in futuro.
Malinteso
Un'incomprensione o un errore di interpretazione.
Semaforo
Un dispositivo che segnala quando è possibile procedere o fermarsi.
Panchina
Un lungo sedile, solitamente posizionato nei parchi o nei luoghi pubblici per sedersi.
Freno
Un dispositivo che serve a rallentare o fermare un movimento.

Crea una storia magica e unica per suo figlio!

Create un'avventura personalizzata in pochi minuti dove vostro figlio diventa l'eroe. Con il nostro strumento esclusivo, è facile, gratuito e divertente!

Creare una storia

Scaricate questa storia:

Scarica questa storia in PDF Scarica l'e-book (.epub)

Ricevi nuove storie ogni domenica sera!

Ricevete 7 storie emozionanti e coinvolgenti, adatte all'età e ai gusti di vostro figlio, ogni domenica alle 17:00*. È gratuito e garantito senza spam!
*Email inviato alle 17:00, ora dell'Europa Centrale (CET).
Non amiamo neanche lo spam. Pertanto, ti invieremo solo storie. Potrai disiscriverti quando lo desideri.