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Fantasy umoristico 7/8 anni Lettura 13 min.

La torta della felicità e le avventure strampalate di Sgambettolandia

In Sgambettolandia, Ginevra, Tobia e Ludovico intraprendono un'avventura per recuperare la Torta Reale della Felicità, scomparsa e indispensabile per mantenere la gioia nel regno. Durante il loro viaggio, incontrano personaggi strambi e affrontano sfide magiche, scoprendo l'importanza dell'imprevisto e dell'amicizia.

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Ci sono 3 personaggi: Ginevra, una ragazza di circa 10 anni con capelli ricci e un vestito rosa a pois viola, che tiene una bacchetta magica scintillante e sorride felicemente; Tobia, un ragazzo di 9 anni con occhiali rotondi e un cappello a righe colorate, che porta uno zaino pieno di oggetti magici e osserva curiosamente; Ludovico, un ragazzo di 10 anni con capelli castani arruffati e una maglietta verde, che ha un'espressione maliziosa e tiene una piuma magica che fa starnutire gli altri. I tre amici sono in piedi accanto a una cascata incantevole, dove l'acqua sale verso il cielo come un arcobaleno. Bolle di sapone fluttuano intorno a loro e fiori colorati ridono sullo sfondo. La scena principale mostra Ginevra, Tobia e Ludovico che ridono insieme mentre cercano di non cadere nell'acqua che sale, circondati da creature fantastiche come renne con corna di caramelle e uccelli dalle piume multicolori, creando un'atmosfera gioiosa e magica. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1: Il magico, strambo Regno di Sgambettolandia

Nel regno di Sgambettolandia, tutto era un po' più strano del solito. Le strade erano fatte di gelatina blu che faceva rimbalzare chiunque ci camminasse sopra, i lampioni sputavano bolle di sapone invece di luce, e i fiori ridevano quando qualcuno li annusava. Tutti si erano abituati a queste meraviglie, ma nessuno era come il trio di amici più famoso della città: Ginevra, Tobia e Ludovico.

Ginevra aveva una bacchetta magica rosa a pois viola che ogni tanto decideva di lanciare incantesimi da sola, soprattutto quando non serviva. Tobia era l'inventore del gruppo e portava sempre con sé uno zaino pieno di oggetti magici inutili, come la sua famosa “piuma solletico-automatico” e un cappello che cambiava colore quando qualcuno diceva la parola “banana”. Ludovico, invece, aveva un talento molto particolare: riusciva a parlare con gli oggetti... che però spesso gli rispondevano con indovinelli sciocchi.

Un giorno, mentre i tre amici stavano rincorrendo una farfalla a strisce che cantava “La cucaracha”, una nube di fumo profumato avvolse la piazza centrale. Dalla nube sbucò fuori il Gran Ciambellano, il consigliere più buffo del re. Indossava una tunica a quadretti e scarpe che squittivano come paperelle ad ogni passo.

— Bambini! — gridò il Gran Ciambellano, inciampando nella sua sciarpa lunghissima. — Il regno ha bisogno di voi! La mitica Torta Reale della Felicità è sparita!

— Torta? — chiese Tobia, con gli occhi che brillavano più della sua torcia magica (che però illuminava solo l'interno delle sue tasche).

— Senza la Torta della Felicità, nessuno potrà più ridere e ballare! — spiegò il Gran Ciambellano preoccupato. — E senza risate, i fiori smetteranno di ridere, le bolle di sapone scoppieranno tristi, e il re si trasformerà in uno starnuto gigante per colpa di un vecchio incantesimo!

— Non possiamo permettere che il re diventi uno starnuto gigante! — esclamò Ludovico, mentre il suo cinturone magico si srotolava da solo.

— Vi affido la missione di recuperare la Torta Reale — disse solennemente il Gran Ciambellano, porgendo loro una mappa. Ma la mappa aveva un piccolo difetto: era scritta in rima!

— Oh no, le mappe in rima danno sempre indicazioni strane — sospirò Ginevra, ricordando della volta in cui erano finiti in una grotta piena di gelato alla senape.

Ma il trio era pronto. Armati di coraggio, bacchetta ballerina, oggetti buffi e tanta fantasia, si incamminarono verso la prima tappa: la Foresta del Sottosopra, dove ogni cosa aveva la testa in giù.

Capitolo 2: La Foresta del Sottosopra e la Rana Filastrocca

Appena entrati nella Foresta del Sottosopra, i tre amici sentirono subito qualcosa di strano: camminavano con i piedi per aria! In quella foresta, la gravità funzionava solo a metà e tutti sembravano fluttuare come palloncini.

— Guarda! Una rana con il cappello! — esclamò Ludovico, indicando un ranocchio verde seduto su una foglia... o forse era una foglia seduta sul ranocchio, nessuno lo sapeva con certezza.

La rana li squadrò e gracchiò:

— Se volete la Torta trovare,

la mia filastrocca dovete indovinare!

Se sbagliate, vi farò il solletico,

e riderete fino all'infinito!

Ginevra si fece avanti, con la bacchetta che già iniziava a scintillare senza motivo.

— Siamo pronti! — disse, anche se non era proprio sicura.

La rana iniziò:

— Ha le piume e non sa volare,

ama nuotare e gracidare...

— Facile! — gridò Tobia. — È la nonna di Ludovico!

Ludovico scoppiò a ridere, ma la rana si sistemò il cappello e scosse la testa.

— Riprova, amico mio! — disse, mentre la bacchetta di Ginevra lanciava nell'aria coriandoli profumati di pizza.

— È... una papera? — provò Ludovico.

— Quasi! Ma la risposta è... io! — gracidò la rana tutta contenta.

— Ma come? — chiese Ginevra, stupita.

— Qui tutto funziona un po' così! — rispose la rana, saltellando su e giù, o forse su e su, chi poteva dirlo.

Poi, come premio, diede loro una piuma magica.

— Questa vi servirà per superare la Cascata All'indietro!

Mentre uscivano dalla foresta, Tobia notò che la sua piuma solletico-automatico era scomparsa. Al suo posto, ora aveva una piuma che faceva starnutire chiunque la toccasse. Ludovico, curioso, la sfiorò appena e “Ecciùùùù!” fece tremare le fronde degli alberi.

— Forse questa piuma sarà utile... o forse ci farà solo starnutire per tutto il viaggio! — ridacchiò Ginevra.

Capitolo 3: La Cascata All'indietro e il Drago delle Caramelle

Seguendo la mappa in rima (“Se la torta vuoi trovare / la cascata devi scalare / ma attenzione, cammina all'indietro / o cadrai nel secchio del nettare amaro!”), arrivarono davanti alla Cascata All'indietro. L'acqua, al posto di cadere, saliva verso il cielo formando una lunga lingua d'arcobaleno.

— E adesso come facciamo? — chiese Tobia, osservando una trota che faceva le bolle in su.

— La piuma! — suggerì Ludovico. — Forse ci farà volare come degli uccellini!

Ginevra agitò la bacchetta e urlò: — Piuma, portaci su!

La piuma si mise a vibrare e... fece starnutire tutti e tre. “Ecciù, ecciù, ecciù!” risuonarono nella vallata, e improvvisamente, ogni starnuto li faceva balzare più in alto! Saltando di starnuto in starnuto, raggiunsero la cima della cascata in un tripudio di nasi rossi e risate.

Sulla cima, una grotta profumava di zucchero filato. All'interno, un drago dormiva profondamente, avvolto in una montagna di caramelle gommose. Il drago non era pericoloso, ma aveva un problema: russava così forte che faceva rotolare le caramelle fuori dalla caverna.

— Sembra simpatico! — sussurrò Ludovico.

— Sì, ma dobbiamo passare senza svegliarlo — disse Ginevra, mentre la sua bacchetta lanciava scintille a forma di lecca-lecca.

Ma proprio mentre si avvicinavano in punta di piedi, Tobia inciampò su una caramella rotante e... “PLOF!” cadde su una montagna di marshmallow.

Il drago si svegliò di colpo, con gli occhi grandi come due tazze di cioccolata calda. Sbatté le ali e, invece di sputare fuoco, lanciò una pioggia di coriandoli e palloncini colorati.

— CHI MI DISTURBA MENTRE SOGNO DI MIELE? — ruggì... anzi, cantilenò il drago, perché aveva una vocina buffa.

— Siamo amici! Non volevamo svegliarti! — disse Ludovico, mentre il cappello di Tobia diventava improvvisamente a pois per la paura.

— Avete qualcosa di dolce da offrirmi? — chiese il drago, affamato.

Ginevra frugò nella tasca e trovò una caramella al gusto di broccoli (gli oggetti magici erano proprio strani a Sgambettolandia). Gliela porse.

Il drago la assaggiò e fece una smorfia così buffa che i bambini dovettero trattenere le risate.

— Bleah! Ma che bontà... strana! — disse, leccandosi i baffi. — Per voi, ho un indizio! Per trovare la Torta Reale, dovete seguire la strada delle formiche cantanti fino al Castello degli Sbadigli.

— Grazie, signor Drago! — esclamarono tutti in coro, mentre il drago tornava a dormire, questa volta russando a ritmo di samba.

Capitolo 4: Il Castello degli Sbadigli e la Torta Reale

La strada delle formiche cantanti era tutta un concerto: “La-la-la-pan-di-spagna! La-la-la-crema-chantilly!” I tre amici camminavano ridendo, ballando e starnutendo ogni tanto per colpa della piuma.

Arrivarono finalmente al Castello degli Sbadigli, un castello che sbadigliava davvero: le torri si allungavano e si accorciavano, le finestre si aprivano da sole, e le porte cigolavano come se fossero troppo stanche per rimanere chiuse.

Davanti al portone, uno gnomo sonnacchioso li fermò:

— Per entrare, dovete raccontare la barzelletta più buffa che conoscete — disse, sbadigliando così forte che una farfalla gli entrò in bocca e uscì dall'orecchio.

Tobia, con il cappello che ora era a righe, si fece avanti.

— Che cosa fa una mucca quando suona il campanello? — chiese.

Lo gnomo ci pensò su, poi scosse la testa.

— Muuu-suona!

Lo gnomo scoppiò a ridere così forte che il portone si spalancò da solo. I bambini entrarono nel castello, che all'interno era ancora più bizzarro: scale che salivano da sole, tappeti che facevano il solletico ai piedi, e quadri che facevano le smorfie.

— Dobbiamo trovare la Torta Reale! — disse Ginevra, guardando la mappa che ora si era trasformata in un fazzoletto che starnutiva ogni volta che la piegavano.

In cima alla scalinata più lunga, trovarono una sala piena di dolci di ogni tipo, ma al centro brillava la Torta della Felicità. Era enorme, scintillante, e profumava di tutte le cose buone: cioccolato, fragole, vaniglia e un pizzico di pepe magico.

Ma davanti alla torta c'era il Guardiano delle Pasticcerie Perdute: un gattone grassottello con un grembiule a pois e un cucchiaio di legno magico.

— Per prendere la torta, dovete rispondere a questa domanda — miagolò il gatto. — Cosa rende felice Sgambettolandia?

Ginevra, Tobia e Ludovico si guardarono. Pensarono alle risate, alle magie che non funzionavano mai come dovrebbero, ai giochi, agli amici, ai dolci strani, alle piume che facevano starnutire, e a tutte le avventure vissute insieme.

— L'imprevisto! — urlarono insieme. — A Sgambettolandia siamo felici perché ogni giorno è una sorpresa, anche quando tutto va storto!

Il gattone sorrise, batté il cucchiaio e la Torta Reale si sollevò, fluttuando dolcemente verso di loro.

— Esatto! La gioia di Sgambettolandia è l'imprevedibilità! Prendete la torta e riportatela al re!

Capitolo 5: Il ritorno e la grande festa

Con la Torta Reale tra le mani, i bambini uscirono dal castello, accolti da una pioggia di coriandoli lanciata dalle formiche cantanti. Scesero la cascata all'indietro starnutendo, attraversarono la Foresta del Sottosopra camminando sulle mani (perché era più divertente), e tornarono nella piazza centrale, dove tutta Sgambettolandia li stava aspettando.

Il Gran Ciambellano li accolse con un inchino (inciampando di nuovo nella sciarpa). Il re, che stava per trasformarsi in uno starnuto gigante, tornò subito normale non appena annusò il profumo della Torta della Felicità.

— Siete i nostri eroi! — gridò il re, con la corona che si inclinava per l'emozione.

— Volevo solo dire che la torta è molto più grande di me — disse Ludovico, mentre la bacchetta di Ginevra lanciava una pioggia di coriandoli profumati di pizza sopra tutti.

Tobia, con il cappello che ora cambiava colore a ogni risata, propose:

— Facciamo una festa grandissima! Invitiamo tutti: fiori, rane, draghi, formiche e anche le piume starnutine!

E così fu: la piazza si riempì di musica, balli, dolci buffissimi (compresa la torta al gusto di broccoli, amatissima solo dai draghi), e risate a non finire. Persino la rana scrisse una nuova filastrocca in loro onore, e il drago ballò la samba con il Gran Ciambellano sulle spalle.

Da quel giorno, Sgambettolandia fu ancora più stramba, più felice e più imprevedibile. E i tre amici capirono che, anche se i poteri magici erano un po' storti e gli oggetti magici avevano sempre effetti strani, l'importante era affrontare tutto insieme... con una risata pronta in tasca!

E se vi capiterà di passare da Sgambettolandia, attenti alle piume magiche: potrebbero farvi starnutire e finire, per sbaglio, in mezzo a una danza di rane con il cappello!

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Gran Ciambellano
Il consigliere più importante del re, spesso molto buffo e strano.
Strambo
Qualcosa di strano, bizzarro o insolito.
Incantesimi
Magie o formule magiche che si usano per ottenere effetti speciali.
Imprevedibilità
La qualità di qualcosa che non si può prevedere o anticipare.
Filastrocca
Una poesia o una rima semplice e divertente, spesso usata per intrattenere i bambini.
Grembiule
Un indumento che si indossa sulla parte anteriore del corpo, usato per proteggere i vestiti durante il lavoro o la cucina.

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