Capitolo 1: La Pasticciera di Pozioni
In un piccolo villaggio chiamato Stravaganzetta, dove anche le galline portavano il cappello e i gatti parlavano in rima, viveva una bambina di nome Celestina. Celestina aveva sette anni, i capelli ricci come le onde del mare e un sorriso che faceva venire voglia di mangiare gelato anche ai giorni di pioggia!
Celestina non era una bambina come le altre, perché in Stravaganzetta nessuno era proprio normale. Ma Celestina aveva una particolarità tutta sua: ogni volta che provava a usare la magia, succedevano cose... ehm, un po' strane.
Un giorno, mentre preparava una pozione per rendere i fiori blu ancora più blu, ci mise per sbaglio una piuma di gallina ballerina invece di un petalo di rosa.
“Pozione di colore, fa' il tuo dovere!”
disse Celestina, agitando la bacchetta.
BOING! Dal pentolone esplose una nuvola di polvere viola che fece diventare tutti i fiori… a pois! E non solo: anche il suo gatto, Piumino, ora aveva le orecchie a pois e sembrava molto confuso.
“Celestinaaa, hai di nuovo pasticciato?” gridò la signora Marzapane dalla finestra, mentre il suo cappello iniziava a ruotare come una trottola per colpa di una folata magica.
Celestina rise. “Ops! Ma almeno ora i fiori non sono noiosi!”
La mamma di Celestina arrivò di corsa, con i capelli tutti spettinati da un colpo di vento magico. “Tutta colpa della magia capricciosa! Meglio andare a comprare una pagnotta prima che il panettiere si trasformi in una rana per sbaglio.”
Mentre usciva di casa, Celestina notò un biglietto infilato sotto lo zerbino. Lo prese e lo lesse a voce alta:
“Cercasi: aiutante coraggiosa per la più epica delle missioni. Presentarsi al Bosco dei Pancake a mezzogiorno. Si offre ricompensa (forse). Firmato: Il Mago Confuso.”
Celestina strabuzzò gli occhi. “Un'avventura? Sììì! Magari stavolta la magia funziona come dovrebbe!”
Capitolo 2: Il Bosco dei Pancake e le Ranocchie Canterine
Celestina arrivò al Bosco dei Pancake con il suo fedele Piumino, che ancora si grattava le orecchie a pois. Il bosco profumava di sciroppo d'acero e ogni tanto una foglia cadeva fischiettando Mozart.
Davanti a una quercia con le radici a zig-zag, si trovava il Mago Confuso, che indossava un mantello fatto di tovaglioli e cappello pieno di posate. Stava cercando di chiudere una valigia che traboccava di libri, pentole e... calzini spaiati.
“Ah! Sei tu la candidata?” chiese il mago, sbirciando Celestina sopra gli occhiali che scivolavano continuamente sul naso.
“Sono qui per l'avventura!” disse Celestina con entusiasmo.
“Perfetto! Dobbiamo salvare la mia Bacchetta Bisbetica. È scappata ieri dopo che le ho chiesto di pulire la stanza. Ora corre libera nel Bosco delle Rane Canterine. Senza di lei, ogni mia magia va... ehm... come dire... a farsi una passeggiata!”
Celestina annuì, anche se non era sicura di capire tutto. Ma un'avventura era sempre un'avventura, anche se partiva con una bacchetta disubbidiente.
Entrarono insieme nel Bosco delle Rane Canterine. Ogni tanto una rana saltava su una foglia cantando a squarciagola: “La la la! Io sono bella, sono verde come una mela!”
Celestina scoppiò a ridere. Piumino cercò di cambiare il colore dei suoi pois cantando anche lui, ma invece fece comparire un fiore sulla propria coda.
D'improvviso, la Bacchetta Bisbetica balzò fuori da un cespuglio, correndo come un topolino spaventato. Il mago la rincorse ma scivolò su una lumaca da corsa, finendo dritto in una pozzanghera di cioccolata.
Celestina si avvicinò alla bacchetta e sussurrò: “Non vuoi tornare a casa? Ti prometto che ti farò una torta magica!”
La bacchetta tremolò, fece qualche piroetta nell'aria e si avvicinò a Celestina, che la afferrò al volo.
“Hai un vero talento!” disse il mago, ancora ricoperto di cioccolata. “Magari non quello per la magia, ma di sicuro per convincere le bacchette ribelli!”
Capitolo 3: Il Disguazzamagie e la Giostra dei Miracoli
I tre – Celestina, il mago e Piumino a pois – tornarono verso il villaggio, ma nel mezzo del sentiero trovarono un cartello che diceva: “Pericolo! Disguazzamagie in libertà!”
Un Disguazzamagie era una creatura stramba, simile a una grossa papera fluttuante, che amava mescolare tutte le magie fino a farle diventare un'unica, gigantesca confusione. Eccolo, proprio lì davanti a loro, che mangiava una nuvola come fosse zucchero filato!
Celestina provò a fermarlo: “Ehi, signor Disguazzamagie, puoi lasciarci passare?”
La creatura rispose con un rutto arcobaleno e poi lanciò una magia: ora, ogni passo che facevano, le loro scarpe suonavano come trombette e saltavano da sole!
“Aiuto!” gridò Celestina, mentre rimbalzava come una pallina. “Mago Confuso, che facciamo?”
Il mago cercò di leggere le istruzioni per “Disinvorticare i Disguazzamagie” dal suo libro, ma il libro si trasformò in una pizza e iniziò a volare via.
Piumino ebbe un'idea: “Miao! Forse il Disguazzamagie vuole solo divertirsi! Facciamogli vedere la Giostra dei Miracoli!”
Celestina si illuminò: “Che bella idea!”
Con la bacchetta bisbetica, Celestina agitò le braccia (sperando che la magia facesse qualcosa di buono stavolta): “Che le giostre compaiano, che la noia vada via!”
All'improvviso, apparve una giostra colorata e sgangherata: una tazza da tè che girava, un cavalluccio a dondolo che faceva le pernacchie e un trenino che andava avanti solo se si dicevano scioglilingua.
Il Disguazzamagie si lanciò sulla giostra, felice come una rana in un secchio d'acqua, e dimenticò subito di mescolare le magie. Persino il libro-pizza tornò libro (un po' unto, ma leggibile).
Così, tra una risata e una trombetta, Celestina e i suoi amici si liberarono dalla strana magia delle scarpe.
Capitolo 4: Un Eroe a Pois
Tornati finalmente a Stravaganzetta, il sole splendeva e tutti, persino le galline con il cappello, volevano sapere cosa fosse successo.
Celestina raccontò la sua avventura, saltando qua e là nei particolari, facendo ridere tutti con le sue gaffe magiche e le poesie delle rane canterine.
Il Mago Confuso, felice di avere di nuovo la sua bacchetta (che adesso sembrava molto più contenta), ringraziò Celestina con un abbraccio e le diede una vera ricompensa: una scatola di cioccolatini che si raddoppiavano ogni volta che qualcuno diceva “per favore” (ma solo una volta al giorno, per non esagerare!).
Anche Piumino fu felice: le sue orecchie tornarono normali, ma ogni tanto compariva ancora un pois, così, per ricordare che la magia capricciosa può essere molto più divertente della perfezione.
Da quel giorno, Celestina fu conosciuta come “l'Eroe a Pois”, la bambina che non aveva paura di trasformare i pasticci in feste, né le bacchette ribelli in amiche per la pelle.
E mentre il sole calava sopra Stravaganzetta, una nuova scritta apparve sotto lo zerbino di Celestina:
“Nuova missione: cercasi eroina coraggiosa. Portare con sé: tanta fantasia e un sorriso. Firmato: Il Mondo Pazzerello.”
Celestina rise, pronta per una nuova, straordinaria (e un po' bisbetica) avventura!