Capitolo 1 - La Tazza Magica della Nonna Pina
Era una mattina allegra nel piccolo villaggio di Pratallegra. Il sole ballava sui tetti e i fiori ridevano nel giardino. Nel cortile della casa di Nonna Pina, due bambini stavano saltellando: Nina, con i suoi capelli rossi come le fragole mature, e Leo, con gli occhi brillanti come caramelle azzurre.
Nina aveva sei anni (anzi, quasi sei e mezzo, come ripeteva spesso), Leo ne aveva appena compiuti sei. Erano amici inseparabili e sempre pronti a combinare qualche buffo pasticcio.
Nina saltellò fino al tavolo della colazione. “Leo, secondo te, perché la tazza di Nonna Pina è così grande?”
Leo rise. “Forse per metterci dentro tutta la magìa del mondo!”
Nonna Pina, che li ascoltava, sorrise dietro i suoi grandi occhiali. “Miei piccoli monelli, c'è più magia in questa tazza di quanto immaginiate.”
Nina e Leo si guardarono con occhi spalancati. “Davvero?” chiesero insieme.
Nonna Pina fece l'occhiolino. “Ma certo! Questa è la Tazza Magica. Però, attenzione: la magia fa un sacco di scherzi!”
I bambini si avvicinarono piano, piano. La tazza sembrava una tazza normale, con i disegni di gattini e stelline. Ma quando Nina toccò il manico, sentì una specie di pizzicorino sulle dita.
“L'hai sentito anche tu?” chiese sussurrando.
Leo annuì. “Forse la tazza ci vuole parlare!”
La tazza non rispose, ma fece un piccolo balzello: clink! E cadde sul lato, facendo uscire una nuvolina di bollicine colorate.
Nina rise forte. “Hai visto? È una tazza saltellina!”
Nonna Pina rise anche lei. “Bambini, oggi vi lascio la Tazza Magica. Ma attenti ai pasticci!”
I due amici si guardarono, emozionati e un po' timorosi. Cos'avrebbero fatto con una tazza che faceva magie? E soprattutto… che tipo di magie avrebbe combinato?
Capitolo 2 - Lo Starnuto delle Bollicine
Nina prese la tazza con tutte e due le mani. “Che succede se ci metto dentro un biscotto?”
Leo rispose, tutto serio: “Forse il biscotto diventa enorme. O forse ci saluta!”
Nina mise un biscotto dentro la tazza. Subito si sentì un “Pfff!” e delle bollicine blu uscirono dalla tazza, girando per la stanza.
“Attenzione!” gridò Leo. “Le bollicine vogliono scappare!”
Una delle bollicine si posò sul naso di Nina. “Ehi!” rise lei, “fa il solletico!”
Leo cercò di acchiappare una bollicina. “Vieni qui, birichina!”
Ma le bollicine erano più veloci di lui. Cominciarono a svolazzare ovunque: una si infilò dentro la scarpa di Leo, un'altra si nascose nel cappello di Nonna Pina, una terza si posò sulla coda del gatto Tommaso. Tommaso starnutì: “Miao… AH-CHOO!”
Dal suo starnuto uscirono altre bollicine, questa volta verdi a pois gialli. Nina e Leo ridevano così tanto da avere il singhiozzo.
Nina si fermò e disse: “Forse la magia della Tazza Magica è… fare bollicine birichine!”
Leo scosse la testa. “No no, la magia è… farci ridere!”
In quel momento, la tazza fece un altro “Clink!” e cominciò a saltellare sulla tovaglia.
“Corriamo!” gridò Nina, “Nonna Pina ci aveva avvertito: la magia fa scherzi!”
Si misero a rincorrere la tazza che saltellava e faceva “plink plink plink” sul tavolo. Ogni volta che atterrava, faceva uscire una nuova bollicina con un suono diverso: plop, plim, plong. Sembrava una piccola orchestra pazzerella.
Nonna Pina li osservava divertita. “E adesso, chi è che comanda qui, la tazza o voi?”
Leo rispose: “Nessuno comanda! Qui si gioca!”
Capitolo 3 - Il Gatto Incantato e il Biscotto Scomparso
Le bollicine svolazzavano ancora nella stanza. All'improvviso, una si posò proprio sul biscotto che Nina aveva messo nella tazza. Puff! Il biscotto sparì nel nulla.
Nina sgranò gli occhi. “Leo! Il biscotto è sparito!”
Leo guardò nella tazza: c'era solo un po' di polvere di biscotto, ma niente biscotto.
Tommaso il gatto si avvicinò con aria misteriosa. “Miao…” fece, e si mise a miagolare davanti alla tazza.
“Secondo me, Tommaso sa dove è andato il biscotto,” sussurrò Nina.
Leo si chinò all'orecchio del gatto. “Tommaso, hai visto il biscotto?”
Tommaso rispose con un altro starnuto: “Miao… ATCHUM!”
Dal suo starnuto, questa volta, uscì una miniatura di biscotto che cominciò a correre sul pavimento come un topolino.
“Ehi!” gridò Nina, “Il biscotto scappa!”
Leo rincorse il mini-biscotto, ma quello era più svelto. Saltava e faceva capriole, lasciando una scia di briciole magiche che brillavano come stelline.
“Prendiamolo, prima che scappi sotto il divano!” gridò Leo.
Nina allungò la mano e afferrò il biscotto proprio mentre stava per infilarsi nella ciabatta di Nonna Pina.
“Preso!” esultò Nina.
Leo rise: “Questo sì che è un biscotto birichino!”
Tommaso il gatto si accovacciò accanto a loro, soddisfatto. Poi si leccò i baffi e chiuse gli occhi: “Miao… la magia è più buona dei biscotti!”
Nina posò il biscotto nella tazza e disse una filastrocca che si era inventata all'istante:
“Tazza magica, tazza birichina, fa' tornare il biscotto a misura di bambina!”
La tazza fece un “Puff!” e il biscotto tornò normale. Solo che adesso aveva la faccia di un gattino sorridente.
Leo batteva le mani: “Hai visto, Nina? Ora è un biscotto-Felino!”
Nonna Pina arrivò con il suo sorriso dolce. “Mi sa che avete scoperto il segreto della Tazza Magica: qui la fantasia fa tutto quello che vuole!”
Capitolo 4 - L'Incantesimo della Risata
Il sole stava scendendo e la stanza si era riempita di luce dorata. Nina e Leo si sedettero vicini, con la Tazza Magica in mezzo a loro.
“Cosa succede se chiediamo alla Tazza una magia solo per noi?” chiese Leo piano, quasi in un sussurro.
Nina chiuse gli occhi e disse: “Tazza magica, regalaci una magia di amicizia!”
La tazza tremolò, poi cominciò a cantare una canzoncina buffa: “Plim plom plum, amicizia e allegria, qui la magia è una compagnia!”
I bambini si guardarono e scoppiarono a ridere. Anche Tommaso il gatto si mise a ballare, goffo e felice, tra le bollicine rimaste.
Nonna Pina si avvicinò e abbracciò i due bambini. “La magia più grande è quella che avete voi: la fantasia, la voglia di ridere, e la gioia di stare insieme.”
Nina e Leo si strinsero forte la mano. “Siamo stati bravi con la Tazza Magica?”
Nonna Pina fece l'occhiolino. “Avete fatto la cosa più magica che c'è: avete portato il sorriso in tutta la casa!”
Leo si mise a saltare. “Allora domani possiamo giocare ancora?”
Nina rise: “E magari chiedere alla Tazza di trasformare le carote in caramelle!”
Tommaso miagolò piano: “Miao… purché domani non facciate sparire la mia pappa!”
Tutti risero ancora, mentre le ultime bollicine colorate brillavano nell'aria. La Tazza Magica rimase lì, tranquilla, pronta per il prossimo scherzo.
E mentre il sole tramontava, Nina e Leo capirono che la magia più bella era… ridere insieme, anche quando la tazza non saltella più.