Capitolo 1 – La scomparsa della stella brillante
Tobia si svegliò di soprassalto. Dal suo letto, vide che la neve cadeva lenta fuori dalla finestra, coprendo il giardino di un soffice tappeto bianco. Era il 22 dicembre e la casa profumava già di biscotti alla cannella e cioccolata calda. Ma quella mattina, qualcosa non andava.
Mamma stava sistemando le luci sull'albero di Natale quando gridò: “Tobia! La stella dorata è sparita dalla scatola delle decorazioni!” Tobia corse in salotto, guardò la scatola e vide che tra le palline colorate e i nastri rossi mancava proprio la stella, quella che mettevano sempre in cima all'albero.
All'improvviso, notò un bigliettino minuscolo, scritto con una calligrafia buffa e storta: “Chi trova la stella, trova il sorriso. Seguimi se hai coraggio! — L.F.” Sotto la firma c'era un minuscolo disegno di un cappello a strisce rosse e verdi.
Tobia si grattò la testa. “L.F.? Forse... Lutin Farceur?” Sorrise, perché aveva sentito parlare dei piccoli folletti birichini che amavano fare scherzi a Natale. In quel momento, una risata squillante arrivò dal corridoio. Tobia si mise subito alla ricerca di altri indizi.
Capitolo 2 – Le trappole del Lutin
Seguendo le impronte minuscole di glitter rosso che portavano verso la cucina, Tobia trovò un secondo bigliettino vicino al cesto delle arance: “Attento alle bucce che scivolano, il prossimo indizio è dove si nasconde la cioccolata!” Sotto il biglietto c'era una scia di bucce d'arancia... e, proprio come aveva scritto il lutin, Tobia scivolò sul pavimento, atterrando sui cuscini del divano con un gran sorriso.
Raccolse il biglietto e corse in cucina, dove sapeva che la mamma nascondeva la cioccolata. Aprì il barattolo e trovò una minuscola calza rossa piena di bottoni colorati, e un altro messaggio: “Non tutto quello che brilla è oro, ma se cerchi bene, troverai il tesoro!”
Tobia scoppiò a ridere: “Questo lutin è proprio uno spiritoso!” Poi, pensò a dove avrebbe potuto nascondere la stella. Guardò l'albero di Natale e vide che una delle palline si muoveva leggermente. Si avvicinò piano piano, ma... ZAC! Una nuvola di coriandoli dorati gli esplose in faccia! “Ah-ah! Sei troppo lento!” gridò una voce sottile. Tobia guardò in alto e vide un piccolo lutin con una faccia buffa, le orecchie a punta e un cappello con un campanellino che tintinnava.
Il lutin saltò e si nascose dietro i regali. “Vieni a prendermi se ci riesci!” rise, lasciando dietro di sé una scia di zucchero filato.
Capitolo 3 – Come acchiappare un Lutin Farceur
Tobia non si perse d'animo. “Vediamo se riesco a fregarlo io!” pensò. Prese una scatola di biscotti e ne mise uno sotto un bicchiere trasparente, come una trappola. Poi si nascose dietro la porta, spiando.
Il lutin, attirato dal profumo del biscotto, si avvicinò saltellando. Girò intorno al bicchiere, poi cercò di infilarci dentro la mano, ma... il biscotto era attaccato con un filo di cotone! Tobia tirò il filo e il biscotto volò via. Il lutin rimase con un'espressione sorpresa e poi scoppiò a ridere.
“Bravo, umano! Sei quasi furbo quanto me!” disse il lutin, saltando sul tavolo. Tobia si avvicinò e chiese: “Perché hai nascosto la stella dell'albero? È molto importante per noi!”
Il lutin si fece serio per un momento e abbassò il cappello sugli occhi. “A volte le persone sono così indaffarate a preparare il Natale che si dimenticano di ridere. Io faccio scherzi per ricordare a tutti che la gioia e le risate sono il vero regalo di Natale!”
Tobia lo guardò e pensò che forse il lutin aveva ragione. “Allora... possiamo ridere insieme? Ma mi aiuti a ritrovare la stella?”
Il lutin fece una capriola e disse: “Solo se prometti che ogni volta che vedrai una stella penserai a una cosa divertente!”
Tobia promise. In quel momento, il lutin tirò fuori la stella dorata da sotto il suo cappello, dove era nascosta come per magia.
Capitolo 4 – Un Natale pieno di Allegria
Con la stella finalmente ritrovata, Tobia la mise sull'albero, mentre mamma e papà applaudivano e la stanza si riempiva di una luce calda e dorata. Il lutin saltellava tra i rami, attaccando minuscoli fiocchi di neve finta qua e là, facendo ridere tutti.
La sera della Vigilia, Tobia raccontò la sua avventura ai parenti, tra una fetta di panettone e una tazza di latte caldo. Ogni tanto, vedeva il lutin far capolino tra le decorazioni, facendo il solletico ai gatti o nascondendo le caramelle.
Prima di andare a dormire, Tobia guardò la stella sull'albero e pensò a tutto il divertimento, ai buffi indizi e alle risate che aveva condiviso con il lutin Farceur. Capì che, grazie a lui, la casa era ancora più piena di magia e allegria.
E, da quel giorno, Tobia non si dimenticò mai che il vero spirito del Natale stava nelle risate, nelle sorprese e nella gioia di stare insieme… magari con un piccolo lutin che ogni tanto combina qualche scherzetto, solo per ricordare a tutti quanto è bello ridere.