Parte 1
Lina e Teo hanno tre anni. Sono a casa, dopo una giornata calma. Fuori è sera. Dentro, la luce è morbida, gialla come il miele.
Lina tiene il suo coniglietto di stoffa. Teo stringe una macchinina blu. Sul tappeto, i giochi fanno una piccola isola colorata.
La mamma si siede vicino a loro. La sua voce è lenta e dolce. “È ora di preparare il corpo al riposo.”
Lina sbadiglia. Teo la guarda e sbadiglia anche lui. È un gioco tranquillo: uno sbadiglio chiama l'altro.
“Prima il bagnetto,” dice la mamma.
In bagno l'acqua è tiepida. Fa piccole onde. Lina mette le dita e ride piano. Teo fa galleggiare la spugna. “Guarda, una barca!” dice.
“Una barca lenta,” risponde Lina.
La mamma versa un po' di sapone. Profuma di camomilla. “Questo profumo dice: adesso ci rilassiamo.”
Dopo il bagno, pigiama morbido. Calzini caldi. Un bacio sulla fronte. Tutto è semplice. Tutto è al suo posto.
Parte 2
Nella cameretta c'è una lampada piccola. Sembra una luna gentile. Lina e Teo si infilano sotto le coperte. Le coperte sono leggere e sicure.
La mamma si siede tra i due lettini. “Facciamo un piccolo esercizio,” dice. “Per dormire bene.”
Teo domanda: “È difficile?”
“No,” dice la mamma. “È facile, come soffiare una piuma.”
Lina ascolta. Teo ascolta. La stanza è quieta.
“Prima sentiamo la bocca,” dice la mamma. “A volte la mascella stringe senza che ce ne accorgiamo.”
Lina prova. “Io stringo un po',” sussurra.
“Anch'io,” dice Teo, e fa una faccia buffa.
La mamma sorride. “Allora facciamo così. Denti che si salutano… e poi si separano un pochino. Le labbra restano morbide.”
Lina ripete piano: “Morbide.”
Teo ripete piano: “Morbide.”
“Adesso la mascella scende un poco,” continua la mamma. “Come una porticina che si apre piano piano. Non cade. Si appoggia. È leggera.”
Lina sente la guancia calda sul cuscino. Lascia andare. La mascella si rilassa. “Così?” chiede.
“Così,” risponde la mamma. “Bravissima.”
Teo prova anche lui. La bocca si apre appena. “Io sono una porticina,” dice.
“Sì,” dice la mamma. “Una porticina tranquilla.”
La mamma parla ancora, piano come una ninna nanna. “Ora respiriamo. Un respiro dentro… come annusare un fiore. Un respiro fuori… come spegnere una candela senza fretta.”
Lina inspira. Teo inspira. Poi espirano. Lenti. Ancora una volta. E un'altra.
“Quando buttiamo fuori l'aria,” dice la mamma, “buttiamo fuori anche la stanchezza. Le spalle si ammorbidiscono. Le mani diventano pesanti e buone. I piedi riposano.”
Lina sente le dita tranquille. Teo sente le gambe ferme, come due cuscini.
“E la mascella?” chiede la mamma.
“Si riposa,” mormora Lina.
“Si riposa,” mormora Teo.
Parte 3
La mamma prende un libro piccolo, ma lo chiude subito. “Stasera la storia è dentro di voi,” sussurra. “È la storia del riposo.”
Fuori, una macchina passa lontano. Poi di nuovo silenzio. La lampada-luna fa un cerchio di luce sul muro.
“Il corpo sa dormire,” dice la mamma. “Quando la mascella è morbida, anche il collo si rilassa. E quando il collo si rilassa, il cuore fa un lavoro tranquillo. Tutto va piano. Tutto va bene.”
Teo stringe la macchinina, ma piano piano la lascia sul comodino. Lina mette il coniglietto vicino al mento, senza stringere. Solo vicino.
“Buonanotte,” dice Lina.
“Buonanotte,” dice Teo.
La mamma li copre ancora un po'. “Io sono qui,” sussurra. “Siete al sicuro. Il riposo è una coperta grande.”
Lina sente il respiro della mamma, calmo. Teo sente il suo respiro, calmo. Le loro bocche restano morbide. La mascella è leggera, leggera.
Gli occhi diventano pesanti. I pensieri diventano piccoli, come bolle che salgono e poi spariscono.
Nella stanza resta una pace dolce. Lina dorme. Teo dorme. E tutto il loro corpo è calmo, intero, come una notte serena.