C'era una volta due bambine, Emma e Mia. Ogni sera, quando il cielo diventava blu scuro, Emma e Mia si preparavano a dormire. Mamma le aiutava a infilarsi nel letto caldo e morbido, poi spegneva la luce e lasciava solo una lampada soffusa. Tutto era calmo.
“Mia, chiudi piano gli occhi,” sussurrava Emma, “così la nostra immaginazione ci porta lontano, in un posto magico.” Mia sorrideva e chiudeva piano piano gli occhi. Anche Emma li chiudeva, insieme.
Subito, le due bambine si trovarono in un giardino segreto. Era un giardino pieno di fiori colorati e soffici. I fiori erano rosa, blu e gialli, e profumavano di dolce. L'aria era fresca, il vento soffiava piano piano e coccolava le loro guance.
Emma camminava tenendo la mano di Mia. Sentiva il suo cuore leggero. “Guarda Mia, quante farfalle!” sussurrava Emma. Piccole farfalle dai colori delicati volavano intorno a loro, senza rumore, solo con ali leggere.
Poi, sotto un grande fiore violetto, le bambine videro una piccola tartaruga. La tartaruga aveva il guscio verde e camminava piano piano, senza fretta. “Ciao, tartaruga,” disse Mia con voce dolce. “Dove vai?”
La tartaruga sollevò la testa e sorrise. “Io vado piano piano, perché così il mondo mi sembra più bello. Quando vado piano, posso vedere tutti i fiori, sentire il vento, ascoltare il suono degli alberi.”
Emma guardò Mia e ripeté: “Andiamo piano anche noi?” Le due bambine camminavano lentamente, una dopo l'altra, proprio come la tartaruga. Sentivano solo il loro respiro e i passi leggeri sull'erba morbida.
Camminando ancora un po', trovarono un piccolo stagno con l'acqua limpida. Sul bordo c'era un piccolo conchiglia. Emma si avvicinò e l'appoggiò all'orecchio. “Mia, ascolta!” esclamò. Mia ascoltò anche lei. Dalla conchiglia veniva un suono lento, come il mare che canta piano piano.
“Il mare dice di lasciar andare lontano le nostre preoccupazioni,” sussurrò Emma. “Possiamo lasciarle volare come si lascia volare una piuma.” Le due bambine chiusero forte gli occhi e dissero insieme: “Le nostre preoccupazioni volano via, via, via.”
Mentre le preoccupazioni volavano in alto, il cielo diventava sempre più morbido, sempre più blu. Poi, accadde una magia: la luna scese piano dal cielo. Era una luna grande e gentile. Scendeva dolcemente come una carezza nel giardino segreto.
La luna parlò con voce tenera. “Ciao Emma, ciao Mia. Siete pronte a riposare, a lasciar andare tutti i pensieri?” Le bambine annuirono.
La luna avvolse le bambine, la tartaruga e il giardino con la sua luce d'argento. Tutto sembrava leggero. Tutto era silenzioso. Il profumo dei fiori si mescolava con la luce della luna. Emma e Mia sentirono il corpo diventare sempre più leggero, leggero come una piuma che scende piano dal cielo.
Mia sussurrò: “Emma, mi sento felice, mi sento dolce, mi sento leggera.” Emma rispose: “Anch'io, mia dolce amica.” Chiusero gli occhi ancora più forte, e il sorriso rimaneva sui loro visi.
La tartaruga si avvicinò e disse: “Fate bei sogni, piccole amiche.” Anche la luna sussurrò: “Buonanotte, sogni d'oro.”
Mentre la notte diventava sempre più silenziosa, Emma e Mia si lasciarono cullare dalla luna, dalle stelle e dai fiori gentili. Le loro preoccupazioni erano ormai lontane, volate via con il vento leggero. Si sentirono leggere, calme e felici, pronte a dormire e a sognare.
Tutto si fece silenzioso. Tutto si fece leggero.
E così, con il cuore pieno di meraviglia e pace, Emma e Mia dormirono leggere come piume, avvolte dalla magia del giardino segreto.