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Storia di tesoro nascosto 5/6 anni Lettura 8 min.

La mappa che profuma di cannella e la chiave della gentilezza

Due amici, Leo e Nino, trovano una mappa profumata di cannella e, insieme a una bimba nuova, affrontano prove di gentilezza e ingegno per raggiungere un baule misterioso.

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Ci sono tre bambini: Leo, maschio di circa 5 anni, capelli castano chiaro tagliati a caschetto, giacca azzurra e pantaloni beige, inginocchiato a sinistra del baule con un piccolo sasso blu nella mano destra, sorride; Nino, maschio di circa 5 anni, capelli neri spettinati, maglietta rossa e salopette di jeans, accovacciato a destra del baule, porge una farfalla di carta verso uno dei fori del sigillo; Mira, femmina di circa 5 anni, capelli castani lunghi legati di lato, vestitino verde a fiori e foulard arancione, in piedi dietro il baule con un vasetto d'olio alla lavanda, sorride timidamente. Luogo: una piccola casetta degli attrezzi in legno dalle tavole invecchiate, attrezzi appesi al muro, una scatola di legno consumata al centro su terra battuta, un raggio di luce calda attraversa una fessura illuminando polvere come piccole stelle. Situazione: i tre aprono un grande baule scuro chiuso da un sigillo rosso con tre fori a forma di ciottolo, farfalla e foglia; il coperchio si solleva lentamente rivelando biglie brillanti, un quaderno dalle pagine spesse e tre medaglioni di legno; espressioni meravigliate, colori soffici, texture acuarellate e luce dorata sugli oggetti. segnalare un problema con questa immagine

Inizio: la mappa che profuma di cannella

Leo e Nino avevano quasi cinque anni e camminavano sempre vicini, come due bottoni sullo stesso cappotto. Leo era calmo e ottimista: quando qualcosa sembrava difficile, lui respirava piano e diceva che una soluzione c'era. Nino invece era curioso e veloce, con gli occhi che saltavano da un dettaglio all'altro.

Quel pomeriggio, nella soffitta della nonna, tra scatole che sapevano di legno e polvere dolce, trovarono un foglio arrotolato. Era una mappa, ruvida sotto le dita, e profumava un po' di cannella, come i biscotti di Natale. C'erano disegnati un sentiero, tre simboli e un piccolo baule con un lucchetto.

In fondo alla mappa c'era scritto, con lettere grandi: “Il baule è sigillato. La chiave si trova dove la gentilezza apre le porte.”

I due bambini sentirono il cuore fare tum-tum, come un tamburo di carta. Non dissero molto, ma si guardarono e sorrisero. La caccia al tesoro era iniziata.

Uscirono in giardino. L'aria odorava di erba fresca e limone, e le foglie facevano un fruscio leggero sopra le loro teste. La mappa indicava prima una fontana con un pesce di pietra.

Mezzo: tre prove, tre piccoli colpi di scena

Alla fontana, l'acqua cantava, e il pesce di pietra sembrava serio e antico. Leo infilò la mano in una fessura umida. Sentì qualcosa di freddo e liscio: una conchiglia. Dentro, però, non c'era la chiave. C'era un sassolino azzurro e una freccia disegnata.

La freccia puntava verso il vecchio melo. Sotto l'albero, l'erba era più scura e profumava di terra bagnata. Nino, impaziente, provò a sollevare un sasso grande. Ma era troppo pesante. Leo non si arrabbiò. Si inginocchiò, guardò meglio, e trovò una leva di legno nascosta tra le radici. In due, con pazienza, riuscirono a spostare il sasso senza farsi male.

Sotto, comparve una scatolina di latta, con un coperchio che scricchiolava. I bambini trattennero il fiato. Nino la aprì… e saltò fuori una farfalla di carta, leggera, che svolazzò via nel vento. Dentro non c'era la chiave, ma un pezzo di stoffa arancione, morbido come una coperta, e un'altra scritta: “Cerca chi è solo.”

Leo e Nino si guardarono. Vicino alla siepe, seduta su un sasso, c'era Mira, una bimba nuova del quartiere. Stringeva un pupazzetto con un orecchio un po' strappato e sembrava triste. Non parlava quasi, e molti bambini non sapevano come avvicinarsi.

Leo fece un passo lento e gentile. Nino, dopo un attimo, lo seguì. Non dissero tante parole. Leo le porse il pezzo di stoffa arancione. Mira lo toccò, sorpresa, e lo accarezzò come se fosse un raggio di sole. Poi tirò fuori dalla tasca un piccolo cerotto colorato e lo mise sul pupazzo, proprio dove l'orecchio era rotto. Il pupazzo sembrò più felice.

Mira sorrise. Non era un sorriso enorme, ma era vero. Indicò la mappa e fece un cenno. Come se capisse.

La mappa mostrava ora un terzo simbolo: una porta verde, quella della casetta degli attrezzi. Ma la porta era chiusa, e il lucchetto era arrugginito. Un altro colpo di scena: la chiave del baule non serviva ancora. Serviva prima… la chiave per arrivarci.

Nino cercò tra i vasi, sotto i tappetini, dietro la carriola. Nulla. Leo ascoltò i suoni: un ticchettio, un gocciolio, e un leggero tintinnio. Sotto una campanella appesa, una cordicella sfiorava il muro. Leo seguì la corda e trovò un anello di metallo nascosto dietro una foglia grande. Tirò piano. Dal muro scivolò fuori un cassetto segreto!

Dentro c'era una piccola chiave scura, con un disegno di foglia. Leo la prese con cura. Mira, senza parlare troppo, indicò il lucchetto arrugginito e porse un vasetto di olio profumato alla lavanda che aveva in mano. Forse l'aveva portato da casa. Leo ne mise una goccia. L'odore dolce riempì l'aria. Il lucchetto girò senza fatica.

La porta verde si aprì con un cigolio che sembrava una risata vecchia.

Fine: il baule sigillato e la chiave della gentilezza

Dentro la casetta c'era penombra e odore di ferro e segatura. Un raggio di luce entrava da una fessura e faceva brillare le particelle di polvere, come stelline lente. In fondo, coperto da un telo, c'era il baule: grande, di legno scuro, con un sigillo rosso come una ciliegia.

Il sigillo non era un lucchetto normale. Era una placca liscia con tre incavi: uno a forma di sassolino, uno di farfalla, uno di foglia. Leo capì. Non serviva una sola chiave: servivano le tre cose trovate, e soprattutto il modo in cui le avevano trovate.

Misero il sassolino azzurro nel primo incavo. Si sentì un “clic” piccolo. Poi posero la farfalla di carta, che avevano ripreso dal prato, nel secondo: un altro “clic”. Infine la chiave con la foglia nel terzo, e ancora “clic”. Il sigillo rosso si illuminò appena, come un rubino caldo.

Il coperchio del baule si sollevò con un soffio. Dentro non c'erano montagne d'oro che accecavano. C'erano meraviglie semplici e bellissime: un sacchetto di biglie lucide che sembravano gocce di mare, una lente d'ingrandimento per scoprire i segreti delle foglie, un quaderno con pagine spesse che odoravano di vaniglia, e tre piccoli medaglioni di legno con incisi un cuore, una mano e una stella.

C'era anche un biglietto: “Il tesoro cresce quando si divide.”

Leo guardò Nino. Nino guardò Mira. Senza grandi discorsi, fecero spazio nel baule e misero anche il pupazzetto con l'orecchio curato, come se fosse parte del tesoro. Poi presero i medaglioni: uno per ciascuno. Mira toccò il suo medaglione con la stella e rise piano, come una campanella.

Fu allora che Leo sentì una calma felice, come una coperta sulle spalle. Avevano usato coraggio per cercare, intelligenza per capire, e resilienza per non arrendersi ai piccoli inganni della mappa. E avevano imparato che la tolleranza è aprire un posto anche a chi è nuovo, diverso o silenzioso.

Rimesso il telo sul baule, uscirono nella luce del tramonto. Il cielo era rosa e arancio, e l'aria sapeva di pane caldo dalla cucina della nonna.

Quella sera, nel letto, Leo e Nino tenevano i medaglioni tra le dita. Sentivano ancora il fruscio delle foglie e il canto della fontana. Pensarono alle biglie, alla lente, al quaderno che avrebbero riempito di disegni e scoperte, tutti insieme.

E, con gli occhi che diventavano pesanti e felici, sussurrarono: buona notte.

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Soffitta
Una stanza in cima alla casa dove si tengono cose vecchie e polverose.
Arrotolato
Qualcosa avvolto su se stesso, come un foglio piegato a tubo.
Ruvida
Una superficie che non è liscia, si sente un po' ruvida al tatto.
Cannella
Una spezia profumata, dolce, usata nei biscotti e nei dolci.
Fessura
Un piccolo spazio stretto e lungo, come una piccola apertura.
Leva
Un pezzo di legno o metallo che si usa per muovere qualcosa con forza.
Latta
Un tipo di metallo usato per fare scatole o contenitori.
Scricchiolava
Un suono strano e secco, come quando qualcosa vecchio si muove.
Penombra
Luogo poco illuminato, con luce debole ma non buio totale.
Segatura
Piccoli pezzetti di legno che restano quando si taglia il legno.
Sigillo
Qualcosa che chiude bene un oggetto per non farlo aprire subito.
Incavi
Piccoli spazi vuoti fatti per mettere cose dentro.
Ciliegia
Un piccolo frutto rosso e rotondo, dolce e succoso.
Arrugginito
Coperto di ruggine, come il metallo che diventa marrone e vecchio.
Vasetto
Un piccolo contenitore, spesso di vetro, per mettere cose dentro.
Resilienza
La forza di rialzarsi dopo una difficoltà o un problema.
Tolleranza
Il gesto di accettare e rispettare chi è diverso da noi.

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