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Storia di tesoro nascosto 5/6 anni Lettura 9 min.

La mappa alla cannella e la chiave magnetica del baule

Leo trova una mappa profumata di cannella e, aiutato dalla nonna e da strani amici del giardino, affronta piccoli ostacoli di coraggio e ingegno per trovare una misteriosa chiave magnetica.

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Bambino di 6 anni dal volto rotondo e guance rosa, capelli castano chiaro spettinati, occhi grandi e sorriso timido, tiene una piccola chiave metallica e guarda con meraviglia un vecchio baule di legno; una nonna di circa 70 anni dal volto dolce, capelli grigi raccolti e occhiali tondi, con grembiule a fiori sta dietro a lui con una mano sulla spalla; un merlo nero lucido con un piccolo nastro blu a una zampa è appollaiato su una trave sopra il baule; la scena è in una piccola mansarda di legno illuminata da un lucernario con polvere sospesa e raggi dorati; baule antico in legno scuro con grosse ferrature e un gancio di ferro al muro dove la chiave scintilla; atmosfera calda e colorata, texture visibili (legno, metallo, tessuti), palette crema, marrone caldo e tocchi di blu e verde; stile chibi kawaii, tratti rotondi, proporzioni infantili ed espressioni esagerate. segnalare un problema con questa immagine

Parte 1: La mappa che profuma di cannella

Leo aveva cinque anni e un'energia che faceva quasi frusciare l'aria. Saltellava nel cortile della nonna, dove il sole scaldava le pietre e le foglie del limone brillavano come piccole monete verdi.

«Nonna, oggi faccio una scoperta!» disse, infilando le mani nelle tasche del suo gilet.

La nonna sorrideva mentre mescolava una tazza di latte caldo. «Allora usa anche gli occhi e il cuore, esploratore.»

Leo entrò nel vecchio capanno degli attrezzi. Dentro c'era odore di legno, terra e un po' di ruggine. Una goccia d'acqua cadeva: plin… plin… come un piccolo tamburo.

Tra una corda e un annaffiatoio, Leo vide una scatola di latta. Era polverosa, con un disegno di stelle. Quando la aprì, la polvere gli pizzicò il naso. «Etciù!»

Dentro c'era un foglio arrotolato e legato con un nastro blu. Sapeva di cannella, come i biscotti della nonna.

Leo lo srotolò piano. Era una mappa! C'erano linee, frecce e tre disegni: un sasso a forma di cuore, un albero con un nodo nel tronco e… un baule.

Sotto, una frase scritta grande: “Trova la chiave magnetica del baule. Solo chi insiste arriva.”

«Chiave magnetica?» Leo sgranò gli occhi. «Una chiave che ama il ferro!»

La nonna entrò e si asciugò le mani sul grembiule. «Oh! Quella vecchia mappa. Il tesoro non è lontano, ma serve coraggio… e pazienza.»

«Io ho tutti e due!» disse Leo, ma poi abbassò la voce. «E se mi perdo?»

La nonna gli mise una mano sulla spalla. «Allora ti fermi, respiri e riprovi. I passi piccoli sono forti.»

Leo annuì, stringendo la mappa come fosse un segreto caldo.

Parte 2: Il sasso-cuore e la pozzanghera furba

La prima freccia portava dietro al pozzo. Lì l'erba era più alta e le cicale cantavano forte: cri-cri-cri. Leo camminò attento, sentendo sotto le scarpe la terra morbida.

«Cerco un sasso a forma di cuore!» annunciò al vento.

Tra sassi grigi e marroni, ne vide uno rosa pallido, proprio come una guancia. Era a forma di cuore, liscio da accarezzare.

Sotto il sasso c'era un biglietto piegato. Leo lo aprì. Sopra c'era scritto: “Per la chiave magnetica, segui il suono.”

«Il suono…» Leo mise le orecchie in avanti. Sentì un ronzio lontano e, più vicino, l'acqua che scorreva in un canaletto.

Seguendo l'acqua arrivò a una pozzanghera grande, scura come cioccolata. Al centro c'era una tavoletta di legno che sembrava un ponte, ma tremava.

Leo si fermò. Il cuore gli batté forte: tum-tum. «Se cado, mi bagno tutto.»

Una ranocchia spuntò con gli occhi tondi. «Cra-cra! Vuoi passare?»

Leo si meravigliò. «Tu… parli!»

«Io parlo quando c'è un'avventura,» rispose la ranocchia. «Il ponte è un po' birichino. Metti un piede, poi l'altro, e guarda avanti. Non correre.»

Leo inspirò. L'aria sapeva di fango e menta schiacciata. «Va bene. Piano piano.»

Fece un passo. Il legno scricchiolò: crac. Leo strinse i denti, ma non si fermò. Fece il secondo passo. La tavoletta tremò, poi si calmò.

«Bravo!» disse la ranocchia. «Hai insistito.»

«Grazie!» Leo sorrise, anche se sentiva ancora un po' di paura nelle ginocchia.

Dall'altra parte, una campanella appesa a una canna di bambù suonava tintinnando nel vento: din-din. «Ecco il suono!» gridò Leo.

Vicino alla campanella c'era un segno sulla terra: una freccia che puntava verso il grande albero di fico.

Parte 3: Il nodo dell'albero e il magnete che si nasconde

Il fico era enorme, con foglie grandi come mani. Sotto, l'ombra era fresca e profumava di latte verde. Sul tronco c'era davvero un nodo, come un occhio di legno che guardava.

Leo toccò il nodo. La corteccia era ruvida e un po' calda. «C'è qualcosa qui?»

Dal ramo più basso, un merlo saltò e fece “tac-tac” col becco sul tronco, come se bussasse. Poi lasciò cadere una piuma nera.

«Vuoi dirmi qualcosa?» chiese Leo.

Il merlo inclinò la testa e saltò verso una radice scoperta. Leo lo seguì. Tra le radici c'era una piccola scatola di metallo, ma era incastrata.

Leo provò a tirare. Non si muoveva. Tirò più forte. Niente.

«Uff…» Leo si sedette un attimo. Gli occhi gli pizzicavano. «Forse non sono abbastanza forte.»

La nonna, che lo seguiva da lontano senza fare rumore, si avvicinò. «A volte la forza è anche nella testa. Cosa diceva la mappa?»

Leo la aprì. «“Solo chi insiste arriva.”»

«Allora prova un'altra idea,» suggerì la nonna. «Guarda bene. C'è un trucco gentile.»

Leo guardò la scatola: era metallica. “Magnetica… magnete… ferro…” pensò. Nel capanno aveva visto una calamita rossa sul frigorifero vecchio, quella a forma di pesciolino!

«Nonna! Ho bisogno del pesciolino magnete!» corse, veloce come un fruscio.

Tornò con la calamita. La appoggiò alla scatola. TAC! Si attaccò subito. Leo tirò la calamita e, insieme, la scatola scivolò fuori dalle radici.

«Ha funzionato!» rise Leo. Il merlo cantò forte, come una trombetta.

Dentro la scatola c'era una chiave piccola, grigia e lucida. Aveva un cerchietto in cima e sembrava “felice” di stare vicino al metallo.

«Questa è la chiave magnetica del baule!» sussurrò Leo, come se la chiave potesse scappare.

La nonna annuì. «Ora serve l'ultimo passo.»

Sulla mappa, vicino al disegno del baule, c'era una X dietro la porta della soffitta.

Parte 4: Il baule, la X e la chiave sul gancio

La soffitta era un posto misterioso. Le assi scricchiolavano sotto i piedi: gnec-gnec. C'era odore di lavanda secca e cartone. La luce entrava da una finestrella, facendo danzare la polvere come stelline.

Leo stringeva la chiave magnetica in una mano e la mappa nell'altra. «Sono pronto.»

«Io sono qui,» disse la nonna dolcemente, «ma sei tu il cercatore.»

In un angolo c'era il baule: grande, marrone, con borchie di ferro. Leo si avvicinò. Il cuore riprese a battere tum-tum, ma lui sorrise.

«Dove si mette la chiave?» mormorò.

Cercò la serratura… ma non c'era. Girò intorno al baule. Niente. Sotto il coperchio, niente. Leo si grattò la testa.

«Forse… la mappa mi ha ingannato?» chiese con una vocina triste.

La nonna si accucciò. «Quando una cosa non si trova, si torna al primo indizio: osservare. Cosa vedi oltre al baule?»

Leo guardò meglio. Sopra il baule, sul muro, c'era un vecchio gancio di ferro. E sul gancio… brillava qualcosa.

Leo si alzò sulle punte. «È… un gancio con…»

TAC! La chiave magnetica, attirata dal ferro, saltò leggera dalla sua mano e si attaccò al gancio con un suono secco e divertente.

Leo rimase a bocca aperta, poi scoppiò a ridere. «La chiave voleva stare lì!»

La nonna rise con lui. «Ecco la fine della caccia: una chiave su un gancio. A volte il tesoro è anche capire come funzionano le cose.»

«Ma il baule?» chiese Leo, ancora curioso.

La nonna indicò un piccolo fermo laterale, nascosto dietro una cinghia. Leo lo aprì e il coperchio fece “clack”. Dentro c'erano meraviglie: conchiglie che profumavano di mare, un sacchetto di biglie colorate, una lente che faceva il mondo gigante, e un quaderno con pagine bianche.

In cima c'era un biglietto: “Bravo, esploratore. Il vero tesoro è la tua perseveranza.”

Leo accarezzò il quaderno. La carta era liscia e fresca. «Io ho insistito,» disse piano, orgoglioso.

La nonna gli baciò la fronte. «Sì. E domani potrai inventare nuove mappe.»

Leo guardò la chiave appesa al gancio che luccicava nella luce. Sembrava una piccola stella ferma.

«Resta lì, chiave,» disse. «Così la ritrovo sempre.»

E mentre scendevano dalla soffitta, Leo sentì dentro una cosa calda e forte: il coraggio che cresce quando non si smette di provare.

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Il quiz: hai capito bene la storia?

Capanno
Piccolo luogo per mettere attrezzi e cose da giardino, spesso di legno.
Ruggine
Polvere o crosta rossa che si forma sul metallo quando prende acqua.
Arrotolato
Piegato su se stesso in forma di tubo o rotolo.
Cannella
Spezia profumata usata nei biscotti, ha odore dolce e caldo.
Cicale
Insetti che fanno un suono continuo e forte nelle stagioni calde.
Annaffiatoio
Contenitore con beccuccio per versare acqua alle piante.
Pozzanghera
Acqua che si raccoglie sul terreno dopo la pioggia.
Scricchiolò
Suono acuto e secco che fa il legno quando si rompe o si muove.
Calamita rossa
Oggetto che attira il ferro e si attacca alle cose metalliche.
Soffitta
Stanza sotto il tetto dove si tengono oggetti vecchi o scatole.
Corteccia
Strato esterno e rugoso del tronco di un albero.

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