La mattina speciale
È mattina presto, e la casa è ancora un po' silenziosa.
Marta apre gli occhi e sussurra:
«Oggi è la festa della mamma.»
Sul lettino accanto, Sofia si gira e sorride con gli occhi chiusi.
«È vero… festa della mamma…» mormora piano.
Le due bambine hanno quasi quattro anni. Hanno i capelli un po' arruffati, i pigiami morbidi e colorati, e i piedi nudi che cercano le pantofole.
Marta sussurra: «Facciamo una sorpresa alla mamma?»
Sofia apre bene gli occhi. «Sì! Una sorpresa morbida… e dolce!»
Le bambine scendono dal letto piano piano, cercando di non fare rumore. Camminano in punta di piedi lungo il corridoio. Il pavimento è un po' freddo, ma il cuore è caldo di entusiasmo.
Dalla porta della camera vedono la mamma che dorme ancora. Respira piano, abbracciata al cuscino.
«Sta dormendo come un gattino,» ride piano Sofia.
«Allora facciamo colazione speciale,» decide Marta. «Con la frutta!»
Le due bambine vanno in cucina, mano nella mano. La luce del mattino entra dalla finestra e fa brillare i piatti e le posate.
Sul tavolo c'è un cestino di frutta: mele rosse, banane gialle, una pera verde e piccole fragole.
Sofia guarda la frutta con gli occhi grandi. «Tagliamo la frutta noi! Facciamo… una macedonia di festa.»
Marta annuisce forte. «Sì! Una macedonia per la mamma!»
La macedonia a modo nostro
Le due bambine tirano una sedia vicino al tavolo. Poi un'altra. Si arrampicano con attenzione, ridacchiando un po'.
Marta dice: «Io prendo le mele.»
Sofia risponde: «Allora io prendo le banane.»
Marta allunga la mano verso il cassetto dei coltelli, ma poi si ferma. Il cassetto è un po' difficile da aprire. E dentro ci sono cose che brillano.
«Forse è meglio di no,» mormora. «I coltelli sono per i grandi.»
Sofia si gratta la testa. «Ma noi vogliamo tagliare la frutta…»
In quel momento entra papà in cucina, ancora in pigiama, con i capelli un po' in disordine.
«Uh, buongiorno piccole cuoche,» dice piano, con un sorriso. «Che succede qui?»
Marta si mette un dito sulla bocca. «Ssshh! È una sorpresa per la mamma. Vogliamo fare la macedonia. Ma… i coltelli sono per i grandi.»
Papà annuisce. «Bravissime. Avete ragione. I coltelli li uso io. Voi potete aiutare con le cose morbide.»
Sofia si illumina. «Io posso sbucciare la banana! Con le mani!»
«E io posso lavare le fragole,» aggiunge Marta.
Papà prende un coltello piccolo e sicuro, e inizia a tagliare le mele e la pera in pezzetti.
«Guardate le mie dita,» dice. «Taglio piano piano, con attenzione.»
Marta sciacqua le fragole sotto l'acqua, ridendo quando l'acqua schizza un po' sul suo naso.
«Le fragole fanno la doccia!» dice.
Sofia sbuccia la banana con grande concentrazione. La buccia cade a terra.
«Ops.»
«Nessun problema,» sorride papà. «Dopo puliamo tutto insieme.»
Piano piano, la ciotola si riempie di colori: rosso, giallo, verde. Profuma di dolce e di buono.
«È una macedonia arcobaleno,» dice Marta.
«Per la mamma arcobaleno,» aggiunge Sofia, ridendo.
Papà porta tre cucchiaini. Le bambine assaggiano un pochino.
«Ma è per la mamma,» ricorda Marta.
«Solo un assaggio di controllo qualità,» dice papà, facendo l'aria seria.
Le bambine scoppiano a ridere.
«Ora manca qualcosa,» sospira Sofia. «Una sorpresa in più.»
Marta pensa un momento. Poi sussurra: «Un disegno!»
Il disegno che dice “ti voglio bene”
Papà tira fuori fogli bianchi grandi e tanti pennarelli colorati.
Marta e Sofia si siedono al tavolo. La macedonia profumata aspetta lì vicino.
«Che disegniamo?» chiede Sofia.
«La nostra famiglia,» risponde Marta. «La mamma in mezzo, con le braccia grandi per gli abbracci.»
Sofia prende un pennarello rosa. Disegna un grande cerchio per la testa della mamma, due occhi sorridenti e una bocca felice.
«La mamma ride sempre quando ci abbraccia,» dice.
Marta prende un pennarello giallo e disegna i capelli che sembrano raggi di sole.
«Così la mamma porta la luce,» spiega.
Poi, una da un lato, una dall'altro, disegnano loro due: due bambine con mani piccole che tengono forte le mani della mamma.
Sofia aggiunge piccoli cuori tutto intorno.
«Questi sono i nostri “ti voglio bene”,» dice piano.
Marta scrive, con l'aiuto del papà, una frase grande:
“Buona festa della mamma”.
Quando il disegno è finito, le bambine lo guardano in silenzio. Il cuore fa un piccolo salto.
«È bello,» sussurra Sofia.
«È pieno di noi,» dice Marta.
Papà prende un pezzetto di nastro adesivo e attacca il disegno al muro della cucina, proprio dove la mamma lo vedrà subito.
Poi mette la macedonia al centro del tavolo, con un cucchiaino per ognuno.
«Pronte?» chiede.
«Pronte!» rispondono le bambine, emozionate.
La mamma entra piano in cucina, ancora un po' assonnata. Si ferma. Guarda il disegno, guarda la macedonia, guarda le bambine e papà.
«Ooooh…» fa, con gli occhi lucidi. «Che sorpresa meravigliosa!»
Marta e Sofia corrono ad abbracciarla.
«Buona festa della mamma!» gridano insieme.
La mamma le stringe forte.
«È la colazione più bella del mondo,» dice. «E il disegno più dolce del mondo.»
Si siedono tutti al tavolo. Condividono la macedonia, un cucchiaino dopo l'altro. Un pezzetto a mamma, uno a Marta, uno a Sofia, uno a papà.
Ridono, parlano piano, si guardano negli occhi.
Il disegno rimane lì, sul muro, come un grande sorriso colorato che dice, ogni giorno:
“Ti voglio bene, mamma.”