C'era una volta, in un tempo dolce e lento, una donna che si chiamava Livia. Livia viveva in una casetta chiara, tra un prato e un ruscello. Ogni sera accendeva una piccola lanterna d'oro. La lanterna non bruciava: cantava piano, come una ninna nanna.
Una sera la luce fece “puff” e diventò più piccola. Livia la prese tra le mani. Era tiepida, come una tazza di latte.
«Piccola luce, cosa vuoi?» disse Livia.
La lanterna fece un suono lieve, come “tin tin”. Sul vetro apparve un segno: un cuoricino.
Livia sorrise. «Andiamo, allora.»
Uscì nel prato. L'aria profumava di fiori. La luna era alta, come un pallone bianco. La lanterna d'oro guidava i passi, lenta e gentile. Ogni volta che Livia faceva un passo, una stellina scendeva e si posava sull'erba, come una briciola di luce.
Sotto un grande albero, Livia vide una lumachina. La lumachina era ferma. Vicino c'era una foglia caduta, bagnata di rugiada, e la strada era liscia.
«Ciao, lumachina,» disse Livia. «Vieni con me.»
La lumachina fece “ciac” piano. Livia mise la foglia come un piccolo ponte. Poi alzò la lanterna. La luce d'oro scese lenta, come miele, e fece asciutta la strada.
La lumachina passò. Piano piano. Senza fretta. Quando arrivò dall'altra parte, la lanterna tornò a brillare grande, come un sole in miniatura.
«Grazie,» disse Livia.
La lumachina mosse le corna e parve sorridere.
Livia tornò verso casa. Le stelline sull'erba salirono in cielo, una alla volta. Il ruscello fece “glu glu” come se ridesse. Nella casetta, Livia posò la lanterna sul davanzale. La luce riempì la stanza, morbida e calma. Livia chiuse gli occhi, e il mondo restò buono, come una coperta.
Morale: Un piccolo aiuto fatto con calma fa crescere la luce nel cuore.