Capitolo 1: Un Nuovo Giorno
Filippo si svegliò con il sole che entrava piano dalla finestra. Nel suo letto c'era ancora calda la coperta blu con le stelline, la sua preferita. Si stiracchiò come fanno i gatti e ascoltò il silenzio della casa. Da qualche tempo, la mattina era diversa: a volte c'era la mamma che gli preparava il latte con il miele, altre volte il papà che gli faceva il pane con la marmellata.
Quella mattina sentì il profumo dolce della marmellata e capì che era il giorno del papà. Filippo si mise le sue pantofole con l'orsetto e andò in cucina. Il papà era lì, con il grembiule a quadretti.
“Buongiorno, piccolo mio,” disse il papà con un sorriso.
“Ciao papà!” rispose Filippo.
Si sedettero insieme. Filippo guardò fuori dalla finestra: la mamma non c'era. Gli mancava un po', ma sapeva che l'avrebbe vista presto. Finito di mangiare, Filippo prese il suo zaino e il papà lo accompagnò a scuola.
Mentre camminavano, Filippo prese la mano del papà. Si sentiva sicuro e pensò che, anche se le cose erano cambiate, la mano del papà era sempre calda come prima.
Capitolo 2: Emozioni Colorate
A scuola, Filippo raccontò alla maestra che oggi sarebbe andato a casa della mamma dopo la lezione. La maestra gli sorrise e gli disse che era bello avere due case, perché c'erano più posti da esplorare. Filippo ci pensò un po'. Era vero: nella casa del papà c'era la pista delle macchinine, nella casa della mamma la tenda degli indiani.
Dopo la scuola, la mamma lo aspettò fuori dal cancello. Aveva un foulard rosso e gli mandò un sorriso grande come il sole.
“Ciao Filippo!” lo abbracciò forte.
Filippo respirò il profumo di vaniglia della mamma. Salirono in macchina e andarono a casa. Lì, Filippo trovò il suo peluche preferito, il coniglio Leo, che lo aspettava sul letto.
Ma quella sera, mentre disegnava alla scrivania, Filippo sentiva un piccolo nodo allo stomaco. Prendeva i colori, ma non sapeva cosa disegnare. Alla fine, decise di fare un cuore rosso, grande, e dentro ci mise due case: una con la tenda degli indiani, una con la pista delle macchinine.
La mamma lo guardò e gli chiese: “Cos'hai disegnato, amore?”
“Ho fatto il mio cuore, mamma. Con le nostre case dentro,” rispose Filippo.
La mamma lo baciò dolcemente sulla fronte. “Il tuo cuore è grande abbastanza per tutto quello che vuoi, Filippo. Anche per la casa del papà.”
Filippo sorrise. Si sentì un po' più leggero.
Capitolo 3: Due Disegni Speciali
Il giorno dopo era sabato. Filippo si svegliò presto. Mentre la mamma preparava la colazione, lui prese i pastelli e pensò: “Voglio fare un disegno per la mamma e uno per il papà, così avranno sempre un pezzetto di me con loro.”
Per la mamma disegnò un grande albero con tanti rami e foglie verdi. Sotto l'albero c'erano lui e la mamma che leggevano un libro insieme. Sotto scrisse “Ti voglio bene, mamma”. Poi lo mise in una busta colorata e lo lasciò sul tavolo.
Per il papà disegnò una macchina rossa che correva su una pista piena di curve. Dentro la macchina c'erano lui e il papà, che ridevano con i capelli al vento. Sotto scrisse “Ti voglio bene, papà”. Mise anche questo disegno in una busta, pronto da portare con sé quando sarebbe tornato dal papà.
Filippo si sentì felice. I suoi disegni erano come abbracci di carta. Sapeva che, anche quando non era con uno dei suoi genitori, loro potevano guardare il disegno e pensarlo.
Quella mattina andarono al parco. La mamma spinse Filippo sull'altalena, poi fecero una gara di corsa fino alla fontana. Filippo rise tanto che si dimenticò del nodo allo stomaco. Si sentiva leggero come una foglia portata dal vento.
Capitolo 4: Un Abbraccio Lungo Due Case
Nel pomeriggio, Filippo tornò dal papà. Appena arrivato, gli diede la busta con il disegno. Il papà la aprì e guardò il disegno della macchina rossa.
“Che bello! Lo metto vicino al letto, così ogni sera posso guardarlo e pensare a noi due,” disse il papà.
Filippo era orgoglioso. Poi pensarono insieme a cosa fare. Decisero di costruire una torre con i mattoncini colorati. Filippo era il capo-costruttore, il papà l'aiutante. La torre divenne altissima, quasi fino al soffitto!
La sera, Filippo si mise il pigiama con le stelle e saltò nel letto. Il papà gli diede la buonanotte e lo abbracciò forte.
“Sei il mio campione,” disse il papà.
“Anche tu sei il mio campione, papà!” rispose Filippo, ridendo.
Quando fu solo, Filippo guardò il disegno che aveva fatto per la mamma, che teneva sempre nello zainetto. Lo tirò fuori, lo accarezzò e pensò: “Anche se siamo in case diverse, la mamma e il papà mi vogliono bene sempre.”
Si sentiva un po' triste e un po' felice, tutto insieme. Ma sapeva che poteva parlare con la mamma e il papà di come si sentiva. Aveva imparato che era giusto dire se aveva il nodo allo stomaco o la testa piena di pensieri. Nessuno si arrabbiava se lui era triste o arrabbiato. Anzi, la mamma e il papà lo ascoltavano sempre.
Capitolo 5: Un Desiderio per Domani
Quella notte, Filippo si addormentò pensando a tutte le cose belle che aveva fatto: la corsa con la mamma, la torre con il papà, i disegni che parlavano per lui quando le parole erano difficili. Si sentiva più forte.
Prima di chiudere gli occhi, Filippo fece un piccolo desiderio per domani: “Vorrei che anche domani il mio cuore fosse grande e colorato, pieno di amore per la mamma e il papà. E che io possa sempre sentirmi sicuro, anche quando le cose cambiano.”
Poi si addormentò sereno, con il sorriso, sapendo che ogni giorno era un nuovo inizio e che, anche se la sua famiglia era cambiata, l'amore restava sempre con lui, come una coperta calda nelle notti fredde.