Capitolo 1
C'era un piccolo apprendista che viveva in una casetta fatta di libri e tazze. Si chiamava Nico. Aveva quattro anni e una bacchetta che faceva piccoli tintinni. Nico amava gridare "Abracadabra!" per vedere cose buffe succedere.
Un giorno, nella cucina, la marmellata volò fuori dal barattolo. "Abracadabra marmellata, vola!" disse Nico con voce grande. La marmellata fece una giravolta e si posò sul cane Piuma, che scodinzolò tutto felice e un po' appiccicoso. Tutti risero. Tutti tranne la nonna, che stava leggendo.
"Shh," disse la nonna con un sorriso calmo. "Prova a sussurrare."
Nico non capì subito. "Sussurrare?" ripeté. Gli uscì un altro grande Abracadabra. Il cucchiaio ballò il valzer. Il gatto Micio cominciò a cantare.
Capitolo 2
La nonna prese la bacchetta e la mise nel palmo di Nico. "La magia ama la gentilezza," disse. "La magia ascolta il sussurro."
Nico chiuse gli occhi. Provò. "Abracadabra..." bisbigliò, molto piano. Un soffio di polvere lucente fece il solletico al naso di Piuma. Piuma starnutì dolcemente e uscì una piccola nuvola di bolle. Bolla dopo bolla, il salotto si riempì di lucine rotonde.
"È come una canzone segreta," disse Nico, sorpreso e felice. "Abracadabra... silenzio."
Più sussurrava, più le magie diventavano dolci. Le tazze risero piano. I libri aprirono le pagine per un sonnellino. Il pane tostatezza cantò una ninna nanna. Ogni cosa si muoveva del giusto, senza fare confusione.
Una volta, però, Nico sussurrò troppo piano. Nessuna magia si mosse. Il biscotto non si alzò. Nico fece una faccia buffa.
"Devi trovare il giusto bisbiglio," disse la nonna. "Non troppo forte, non troppo piano."
Nico provò ancora. "Abracadabriii..." bisbigliò con il tono giusto. Una nuvola di coriandoli morbidi apparve e cadde come una pioggia gentile. Tutti applaudirono piano.
Capitolo 3
La giornata finì con una festa silenziosa. Si mangiò torta al cioccolato che non si sporcava e si ballò su note delicate. Nico imparò a sussurrare la magia e a guardare le reazioni degli altri.
Quella sera, prima di dormire, Piuma mise la testa sul cuscino di Nico. La nonna gli diede un bacio sulla fronte. "Sei stato prudente e gioioso," disse piano. Nico sorrise, stanco e felice.
Nella sua testa brillava una luce piccola. Nico capì che la magia era più bella quando stava attenta. Chiuse gli occhi e bisbigliò un ultimo "Buonanotte" alla luna. La luna rispose con un filo di luce, dolce come un sussurro.