Nell'erba morbida, Lino il coniglio salta: hop hop hop. Il sole è caldo. Lino sorride. Ha fame. Ha voglia di amici. Ha voglia di gioco e di panino.
“Amici, picnic!” dice Lino. “Io porto il panino!”
Qua l'anatra sente da lontano e ride. “Ho capito pallone! Porto il pallone!” dice Qua, felice.
Arriva Mina la gatta. “Io porto la mela, rossa e tonda!” dice Mina, con gli occhi vispi.
Arriva Lento la tartaruga. “Io porto il cucchiaio. Piano piano,” dice Lento, piano.
Sul prato c'è un cestino. Dentro c'è il panino. “Panino, arrivo!” dice Lino.
“Pallone, arrivo!” dice Qua. Il pallone fa bum bump e… opla! Quasi entra nel cestino. Tutti ridono. Lino soffia: “Puff puff.” Il pallone è fuori. “Tutto bene,” dice Lino.
“Che pranzo!” dice Mina. “Che squadra!” dice Lento.
“Panino?” chiede Lino.
“Pallone?” risponde Qua.
“Panino!” “Pallone!” “Panino!” “Pallone!”
Risate, risate, risate.
“Prima un morso, poi un tiro,” dice Lino.
“Va bene!” dice Qua.
Lino taglia il panino in pezzi. “Uno per Lino. Uno per Qua. Uno per Mina. Uno per Lento.” Tutti annuiscono. Masticano piano. “Buono buono,” dice Mina. “Buono piano,” dice Lento.
“Passa la mela!” chiede Qua.
“Mela in viaggio,” dice Mina, e la mela fa gnam gnam e poi passa di zampa in zampa. La mela scivola un poco, ma Lino la prende. “Preso!” dice Lino. “Tutto a posto.”
Ora si gioca. “Pallone!” grida Qua.
“Pallino?” chiede Lento.
“No, pallone grande!” ride Qua, e spinge piano piano. Lino salta: hop. Mina tocca con la zampa: tap. Lento fa un passaggio corto: toc. Che gioco gentile. Che gioco allegro.
Il vento è lieve. Le pance sono piene. I corpi sono caldi e felici. Le risate si fanno piccole. Lino sbadiglia. Gli amici si stringono, vicini vicini, come una coperta morbida, e restano fermi per un momento lungo e dolce.
Con gli amici, condividere fa bene e fa ridere.