Capitolo 1 – Chi vuole cominciare?
Nella via dei Fiori Allegri, dove solo zampe, ali e code passeggiavano, viveva Tobia, un giovane coniglio dal pelo candido e le orecchie sempre dritte per la curiosità. Tobia era famoso per la sua energia: nessuno lo batteva quando si trattava di saltare più in alto o di inventare nuovi giochi. Quella mattina, il sole filtrava tra le tende di margherite e Tobia, seduto sul bordo del marciapiede, guardava i suoi amici che arrivavano: Lilla la tartaruga, sempre pronta a ridere sotto il suo guscio lucido; Arturo il riccio, che rotolava invece di camminare; e infine Pina la gazza, che non smetteva mai di chiacchierare e di brillare tra le piume nere e blu.
«Chi vuole cominciare?» esclamò Tobia, battendo le zampe per terra, mentre i suoi amici si disponevano a cerchio. Nessuno sapeva ancora cosa avrebbero fatto, ma con Tobia era sempre una sorpresa. Lilla fece un passo avanti lentissimo, il suo modo di essere entusiasta, mentre Arturo si avvolse su se stesso, pronto a qualsiasi cosa purché fosse buffa, e Pina saltellò di ramo in ramo, già ridacchiando.
Tobia annunciò: «Oggi, grande gara di... imitazioni! Ognuno deve imitare qualcun altro della via, e chi fa ridere di più vince una carota gigante!» Gli occhi di tutti si illuminarono. La carota gigante era famosa: croccante, dolce e impossibile da mangiare da soli.
«Ma chi vuole cominciare?» ripeté Tobia, questa volta con una voce esageratamente seria. Gli amici si guardarono, poi scoppiarono a ridere. Alla fine, fu Lilla ad alzare la zampa, decisa a sorprendere tutti.
Capitolo 2 – La tartaruga che voleva volare
Lilla si mise al centro del cerchio, tirò fuori la testa dal guscio e disse: «Imiterò Pina!» Poi, con una lentezza esagerata, iniziò a saltellare come se avesse le ali. Ma ogni volta che provava a “volare”, cadeva sul dorso e restava a pancia in su, dimenando le zampette. Pina rise così forte che perse una piuma, mentre Arturo cercava di aiutarla a girarsi, ma finì per rotolare sopra Lilla, creando un sandwich di tartaruga e riccio.
«Non così, Lilla! Devi essere più leggera!» gridò Pina, saltando su un lampione e agitando le ali. Lilla, allora, provò a fare una “voce da gazza”: «Chi vuole cominciare? Chi vuole cominciare?» ripeté, imitando Tobia e Pina insieme, con un tono così buffo che anche Tobia si rotolò dalle risate.
Quando finalmente riuscirono a separarsi, tutti avevano già il fiato corto dal ridere. «Adesso tocca a me!» disse Arturo, ancora tutto spettinato.
Capitolo 3 – Il riccio campione di moda
Arturo si mise al centro e dichiarò: «Imiterò... Tobia!» Si mise due foglie sulle orecchie per allungarle, poi iniziò a saltellare qua e là, gridando: «Guardatemi! Sono il coniglio più veloce della via!» Ogni volta che atterrava, però, le foglie cadevano, e Arturo doveva rincorrerle rotolando, finendo spesso contro i piedi di Lilla o tra le piume di Pina.
Alla terza caduta, Arturo si fermò, si scrollò le foglie di dosso e concluse: «Essere Tobia è troppo faticoso! Ma almeno ho inventato la moda delle orecchie a foglia!» Tutti risero e Pina si mise subito a raccogliere altre foglie per provare anche lei.
Tobia applaudì: «Arturo, sei fantastico! Ma ora tocca a Pina. Vediamo chi imiterai!» Pina fece un inchino teatrale, con le foglie appuntate sulla testa come se fossero una corona.
Capitolo 4 – Pina e il mistero del guscio
Pina svolazzò al centro e annunciò: «Imiterò... Lilla!» Si mise a camminare lentissima, facendo finta di avere un guscio enorme. Ogni tre passi, si fermava, tirava il collo dentro una foglia arrotolata e poi sbucava fuori gridando: «Chi vuole cominciare?» con una voce roca.
Ma il bello venne quando Pina, per sembrare ancora più tartaruga, provò a infilarsi davvero dentro una scatola trovata lì vicino. Solo che la scatola era troppo piccola, così rimase incastrata con la coda fuori e le piume tutte arruffate. Lilla, ridendo, la aiutò a liberarsi, e Pina uscì con la scatola ancora infilata sulla testa come un cappello.
«Adesso sono la tartaruga più veloce del quartiere!» gridò Pina, correndo in tondo, mentre la scatola faceva “toc toc” a ogni passo. Arturo, nel frattempo, cercava di imitare il verso di una tartaruga, ma sembrava più una rana raffreddata.
Tobia saltò in mezzo al gruppo: «Bravissimi tutti! Ma ora... è il mio turno!»
Capitolo 5 – Tobia e la carota volante
Tobia si guardò intorno e disse: «Imiterò... la carota gigante!» Si accucciò a terra, mise una foglia in testa e iniziò a rotolare, gridando: «Sono la carota, chi mi mangia?» Gli altri scoppiarono a ridere e si misero a rincorrerlo, fingendo di essere conigli affamati.
Ma mentre rotolava, Tobia finì addosso a un mucchio di petali scivolosi e atterrò dritto tra le zampe di Lilla, che, sorpresa, fece un salto mai visto per una tartaruga. Arturo rotolò per lo spavento e Pina, ridendo, svolazzò sopra tutti, lanciando piume e petali ovunque.
Alla fine, tutti si ritrovarono in un mucchio colorato, con Tobia in cima che rideva così forte da non riuscire più a parlare. «La carota gigante vince sempre!» riuscì a dire, mentre gli amici lo circondavano, ancora scossi dalle risate.
Capitolo 6 – Un'esplosione di risate
Quando il sole iniziò a tramontare sulla via dei Fiori Allegri, i quattro amici erano ancora lì, sdraiati uno sull'altro, con le pance doloranti dal ridere. Pina, con la scatola ancora in testa, guardò gli altri e disse: «Credo che abbiamo tutti vinto la carota gigante, perché nessuno ha mai riso così tanto!»
Lilla annuì piano, felice di aver visto i suoi amici così allegri. Arturo, ancora mezzo spettinato e con una foglia incastrata tra gli aculei, aggiunse: «La prossima volta, voglio imitare la carota che imita un riccio!»
Tobia, finalmente calmo, guardò i suoi amici e disse: «Sapete qual è la cosa più bella? Che quando stiamo insieme, anche una semplice imitazione diventa la cosa più divertente del mondo.»
E così, tra gli ultimi raggi dorati e un'ultima ondata di risate, i quattro amici capirono che il vero premio era proprio quello: passare il tempo insieme, ridere e inventare giochi che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. E mentre la via dei Fiori Allegri si riempiva di silenzio e di colori, Tobia sussurrò: «Domani chi vuole cominciare?», e tutti risero ancora, pronti per un'altra giornata di amicizia e allegria.