La classe del maestro Marco
Era una mattina luminosa, e nella scuola c'era un profumo di matite nuove e colori. Il maestro Marco entrò in classe con il suo sorriso gentile. Aveva una camicia blu e un grande libro sotto il braccio. Le sue scarpe facevano toc toc sul pavimento.
I bambini erano già seduti. Alcuni facevano piccoli disegni, altri sussurravano tra loro. Quando il maestro Marco disse “Buongiorno, bambini!”, tutti risposero in coro: “Buongiorno, maestro Marco!”.
Lui pose il libro sulla scrivania, accarezzò la barba e disse: “Oggi impariamo qualcosa di nuovo, ma prima voglio sapere: cosa vi è piaciuto imparare questa settimana?”.
Manina, la bambina con i codini rossi, alzò la mano per prima. “A me è piaciuto imparare i colori, maestro! Adesso so che il giallo è come il sole e il blu è come il mare”.
Il maestro Marco sorrise. “Bravissima, Manina! I colori sono amici allegri”.
Poi fu la volta di Leo, che aveva gli occhiali grandi. “A me è piaciuto imparare a contare fino a dieci!”.
“Uno, due, tre”, cominciò Leo, e tutti insieme finirono fino a dieci. Il maestro Marco applaudì piano. “Che belle voci! La matematica è come una filastrocca”.
Scoprire insieme
Il maestro Marco era molto organizzato. Aveva una scatola di gessetti colorati, una per ogni giorno della settimana. Lunedì usava il gessetto rosso, martedì quello arancione, e così via. Oggi era giovedì, e il gessetto era verde come l'erba fresca.
Sulla lavagna, il maestro Marco disegnò una grande casa. “Guardate, bambini. Questa casa ha bisogno di finestre, una porta e un tetto. Chi vuole aiutarmi?”.
Tutti alzarono la mano. Il maestro Marco invitò uno alla volta. Pietro disegnò la porta, Giulia fece una finestra e Anna aggiunse un uccellino sul tetto.
“Bravissimi! Quando lavoriamo insieme, la casa diventa più bella e colorata, proprio come la nostra classe”, disse il maestro Marco. I bambini sorrisero felici. Lavorare insieme era divertente.
Poi il maestro Marco chiese: “Sapete perché metto sempre tutto in ordine? Così possiamo trovare subito ciò che ci serve!”.
I bambini guardarono le scatole dei colori, i libri sugli scaffali e i giochi ben sistemati. Tutto era facile da trovare.
“Se ogni cosa ha il suo posto, impariamo meglio e più in fretta!”, disse Marco. I bambini annuirono. Era proprio vero.
Il cerchio dei ricordi
Alla fine della giornata, il maestro Marco fece sedere tutti in cerchio. La stanza era piena di luce dolce e calma.
“Adesso, uno alla volta, ditemi cosa vi è piaciuto imparare oggi”, disse il maestro.
Sofia disse: “Mi è piaciuto disegnare con il gessetto verde”.
Tommaso aggiunse: “Mi è piaciuto aiutare a mettere via i libri”.
Il maestro Marco ascoltò ogni bambino con attenzione. “Ognuno di voi ha imparato qualcosa di bello. E io sono felice di imparare con voi, ogni giorno”, disse con voce calda.
Poi prese una copertina colorata e la mise sulle ginocchia dei bambini seduti sulle sedie vicino alla finestra. “È tempo di salutarci”, disse piano.
I bambini sbadigliarono. Alcuni chiusero gli occhi per un attimo.
“Mi piace quando il maestro ci ascolta”, sussurrò uno di loro. Marco sorrise.
Il maestro Marco si avvicinò alla finestra, guardò il cielo e disse, come se tutta la classe potesse sentire: “Buona notte, bambini. Che i vostri sogni siano dolci come una canzone”.
La classe era silenziosa e serena. Tutti sentivano il calore di un giorno passato insieme, con ordine, gentilezza e allegria. E sognavano nuove avventure da vivere il giorno dopo, con il maestro Marco e i loro amici.