Capitolo 1: L'orso Tobia arriva a Nevicittà
Tobia era un giovane orso marrone, dal pelo soffice e il muso curioso. Viveva in una grande foresta insieme alla sua famiglia, ma quell'anno, per il Capodanno, avevano deciso di fare qualcosa di speciale: sarebbero andati tutti insieme a Nevicittà, una famosa stazione sciistica dove la neve era soffice come la panna montata e le case sembravano fatte di biscotti.
Mamma Orsa aveva preparato le valigie: sciarpe colorate, guanti con le dita buffe e un sacco di dolcetti per il viaggio. Papà Orso faticava a chiudere la valigia di Tobia, perché il piccolo orso voleva portare con sé anche la sua collezione di palle di neve… che però si scioglievano subito.
— Tobia, non dimenticare il berretto! — gridò la mamma.
— E la mia zampa di riserva? — scherzò Papà Orso, facendo ridere tutti.
Il viaggio fu pieno di risate, di canzoni stonate e di tanti, tantissimi sbadigli. Quando arrivarono a Nevicittà, Tobia spalancò gli occhi: c'erano luminarie dappertutto, pupazzi di neve giganti con cappelli buffi e un odore di cioccolato caldo che veniva da ogni angolo.
— Qui sembra un sogno! — esclamò Tobia, saltellando sulla neve.
Poco dopo, incontrarono altri cuccioli di orso che, come lui, erano venuti a Nevicittà per festeggiare il Capodanno. C'erano Lilla l'orsa bionda, Ugo con la sciarpa rossa e Bruno, che aveva un buffo cappello con le orecchie di coniglio.
— Facciamo amicizia! — propose Lilla, lanciando una palla di neve verso Tobia.
Tobia rise e la guerra delle palle di neve fu dichiarata. Tutti corsero tra gli abeti, rotolandosi e urlando per la gioia. Presto, la neve volava dappertutto, e persino i grandi si unirono alla battaglia spargendo nuvole di neve.
Capitolo 2: Le tradizioni di Nevicittà
Il giorno dopo, mentre il sole faceva brillare la neve come mille diamanti, Tobia fu svegliato dal profumo di pane dolce.
— Oggi impariamo le tradizioni di Nevicittà! — annunciò Mamma Orsa, mentre distribuiva fette di pane con miele e nocciole.
Al centro della piazza, tutti i cuccioli di orso si erano riuniti intorno a un grande cartello: “Giochi e Festeggiamenti di Capodanno!”
Una vecchia orsa con un campanello spiegò le regole:
— A Nevicittà, la notte di Capodanno si fanno cose speciali! Si scrive un desiderio su un foglietto di carta, si costruisce una lanterna di neve e poi si balla la danza dell'orso saltellante!
Tobia era emozionatissimo.
— Ma la danza dell'orso saltellante… si può saltare anche all'indietro? — chiese Ugo.
— Certo! E chi salta più buffo vince il premio “Zampa Felice”! — rispose la vecchia orsa, ridendo.
I cuccioli si misero subito all'opera. Tobia prese un foglietto e scrisse: “Vorrei più giornate di neve e amici nuovi con cui giocare!” Poi, insieme ai suoi amici, costruì una lanterna di neve: era una palla gigante, con dentro una candela (finta, perché le fiamme spaventano gli orsi!). Lilla la decorò con rametti di pino, Bruno ci mise una carota come naso.
Poi venne il momento della danza. Tutti formarono un grande cerchio e, al ritmo di una musica allegra, iniziarono a saltellare, a girarsi e a inventare passi sempre più strampalati. Tobia provò il passo “zampa a banana”, che consisteva nel fare finta di scivolare, e tutti risero talmente forte che si dimenticarono di smettere.
Alla fine, la vecchia orsa premiò tutti perché, secondo lei, la risata era il vero premio.
Capitolo 3: Il grande cenone e le promesse per l'anno nuovo
Quando il cielo cominciò a scurirsi e le prime stelle spuntarono tra le nuvole, i piccoli orsi si prepararono per il grande cenone di Capodanno. La sala da pranzo della pensione era piena di luci colorate, tovaglie di stoffa rossa e vassoi colmi di cose buone: miele spalmabile, biscotti a forma di stella, zuppa calda di more (senza spine, naturalmente).
Tutti si sedettero accanto ai loro amici. Tobia finì vicino a Bruno e Ugo, che già stavano litigando su chi avrebbe mangiato più biscotti.
— Faccio la gara di biscotti solo se c'è il premio “Pancia Piena”! — disse Ugo, ridendo.
Mamma Orsa portò un dolce speciale: la torta delle dodici nocciole, una per ogni mese dell'anno.
— Ricordate: chi trova la nocciola d'oro avrà un anno pieno di fortuna! — annunciò Papà Orso.
Tobia prese una fetta grandissima. Addentò piano, aspettando di sentire qualcosa di duro… ma trovò solo tanta crema e morbidezza. Alla fine, fu Lilla a trovare la nocciola d'oro, e saltò in piedi gridando dalla felicità.
— Questo è il mio anno, preparatevi! — urlò scherzando. Tutti applaudirono.
Dopo cena, i cuccioli si sedettero in cerchio sul tappeto peloso davanti al camino. Ognuno doveva dire una promessa per l'anno nuovo.
— Io prometto di non mangiare tutti i biscotti da solo! — rise Ugo.
— Io prometto di aiutare la mamma a raccogliere le more! — disse Bruno.
Tobia pensò un po'. Poi dichiarò:
— Io prometto di essere sempre gentile con i miei amici, e di condividere la mia cioccolata con chi ne avrà bisogno!
Tutti si guardarono, annuirono e si sorrisero. Era bello sentire tutte quelle promesse fatte con il cuore.
Capitolo 4: Mezzanotte a Nevicittà
Fuori, la neve brillava sotto le luci della piazza. I grandi avevano acceso mille lanterne, e una musica dolce si sentiva ovunque. Tobia e i suoi amici, ognuno con la propria lanterna di neve, formarono una lunga fila e, seguiti dagli adulti, uscirono tutti all'aperto per aspettare la mezzanotte.
Il conto alla rovescia iniziò: dieci, nove, otto…
Tobia strinse forte la zampa di Lilla.
— Senti che emozione, Tobia? — sussurrò lei.
— Sì, ho le zampe che tremano come gelatina! — rispose lui, facendo ridere Lilla.
Tre, due, uno…
— BUON ANNO! — urlarono tutti insieme.
Le lanterne di neve lampeggiarono, le campane suonarono, e perfino i pupazzi di neve sembrarono sorridere. Tobia saltò dalla felicità, abbracciando i suoi amici e la sua famiglia.
Poi, tra risate e scivolate sulla neve, tutti ballarono ancora la danza dell'orso saltellante, questa volta a coppie. Papà Orso inciampò e finì con la faccia nella neve, ma invece di arrabbiarsi, si rialzò e lanciò una palla di neve alla mamma, dando inizio a una nuova battaglia divertente.
Prima di andare a dormire, Tobia guardò il cielo pieno di stelle. Pensò alle promesse fatte, agli amici nuovi, alla neve che cadeva lenta e morbida. Sentiva una felicità grande nel cuore.
— Questo sì che è stato un Capodanno speciale — sussurrò Tobia, chiudendo gli occhi.
E così, tra la neve, le risate e le luci della festa, iniziò il nuovo anno più bello di sempre per Tobia e per tutti gli orsi di Nevicittà.