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Storia sulla festa di Capodanno 7/8 anni Lettura 11 min.

La guirlanda dei desideri

Sophia e suo fratello Marco raccolgono parole, desideri e piccoli oggetti per creare una ghirlanda e un pacchetto di auguri condivisi, preparando un rituale di gentilezza per accogliere il nuovo anno. Durante la preparazione la famiglia si riunisce, racconta storie e impara a valorizzare le piccole cose.

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Bambina di 8 anni, capelli castani in due trecce, volto rotondo, occhi brillanti, sorriso dolce, maglione verde con gatti, gioiosa e concentrata, tiene una ghirlanda di carta con lettere sopra la porta; suo fratellino di 6 anni, capelli ricci, espressione ridanciana, maglietta rossa, tiene una piccola candela blu e la guarda; nonna di circa 70 anni, capelli grigi raccolti, occhiali sottili, abito a fiori, seduta vicino a un tavolo con un biglietto rosa, sorride teneramente; vicino di casa anziano, uomo intorno ai 65 anni con barba corta e cappotto marrone, tiene una vecchia campanella metallica arrugginita vicino alla finestra; salotto caldo e animato con finestra sul balcone, luci soffuse, tavolo pieno di carte, forbici, colla e nastri, divano con plaid, ghirlanda sopra la porta e decorazioni di Capodanno; la famiglia celebra la vigilia: i bambini appendono e leggono desideri sulla ghirlanda mentre la nonna e il vicino li osservano con tenerezza, campanella pronta a suonare, atmosfera intima al crepuscolo con luci scintillanti. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1 — La lista delle cose belle

Sophia aveva otto anni e un sorriso che sembrava fatto di stelle. Non amava dormire con il televisore acceso, preferiva ascoltare i rumori della casa quando la neve picchiettava sui vetri. Quella mattina del 28 dicembre, si mise il maglione verde con le toppe dei gattini, prese una matita blu e una pagina bianca dal suo quaderno dei sogni.

«Oggi farò una cosa speciale per il Capodanno», disse ad alta voce, come se la stanza potesse rispondere. La cucina rispose con il profumo del tè di mamma e il ticchettio dell'orologio. Sophia scrisse una lista: «1. Guirlanda "Buon Anno" 2. Piccole sorprese 3. Tante risate».

La guirlanda sarebbe stata la cosa più importante. Non voleva una guirlanda come quelle del negozio, perfetta e lucente: voleva una fatta con le parole delle persone. Così pensò che avrebbe raccolto parole di gioia, ritagliandole da fogli colorati, raccogliendo piccoli pensieri dagli amici e dalla famiglia.

«Posso aiutare?» chiese il fratellino Marco, che aveva sei anni e una risata come un campanello.

«Certo», rispose Sophia. «Tu puoi essere il raccoglitore di sorrisi.»

Marco rise e batté le mani. Insieme, si misero a preparare una scatola di cartone per mettere dentro parole e piccoli oggetti. Mamma portò una tazza di biscotti, e il papà suggerì qualche idea buffa: «Metti una nota che dice: 'Non mangiare tutte le lenticchie!'».

Sophia rise. «Giusto! E una nota che dice: 'Porta un abbraccio in tasca'». Scrisse la frase sulla sua lista e sentì che la giornata iniziava a brillare.

Capitolo 2 — La raccolta di parole

Il pomeriggio si riempì di visite: la nonna portò biscotti al limone e racconti di quando le feste duravano tre giorni; la zia arrivò con una busta di vecchie cartoline; il vicino di casa, il signor Bruno, portò una campanella arrugginita ma allegra. Sophia chiedeva un pensiero a ogni persona, e ognuno lasciava qualcosa di semplice: un disegno, una frase, una barzelletta, un fiore secco.

«Per me il Capodanno è speranza», disse la nonna, mentre piegava un biglietto rosa con una calligrafia tremolante. «Speranza di giorni buoni e di zuppe calde.»

Sophia mise il biglietto nella scatola con cura, come fosse un piccolo tesoro. Marco infilò una candela blu: «Questa è per illuminare i sogni», disse con serietà da grande esploratore.

La casa risuonava di conversazioni leggere. La zia raccontò di quando aveva perso il cappello in una festa, e di come alla fine l'avesse trovato sul frigorifero. Tutti scoppiarono a ridere. Le risate erano come confetti che si attaccavano al pavimento.

La sera, Sophia e Marco portarono la scatola nel loro laboratorio segreto: un tavolo pieno di forbici, colla, fili colorati e ritagli di carta. Sophia aprì la scatola e mostrò il contenuto: «Ora trasformeremo questi pensieri in una guirlanda che dica 'Buon Anno' in tanti modi.»

Cominciarono a ritagliare: sagome di stelle, cuoricini, piccoli rettangoli con parole, e anche forme buffe come una scarpa di fortuna o un cavallo di carta. Sophia scrisse le lettere B-U-O-N-A-N-N-O su pezzetti diversi, e ogni lettera era decorata con qualcosa che ricordava quella parola (B di biscotti, U di uva, O di occhiali divertenti, e così via). Marco attaccò una filastrocca per ogni lettera e le recitava ridendo.

«B è per Biscotti»

«U è per Un abbraccio»

«O è per Occhi che brillano!»

Ogni frase faceva fare un piccolo salto al cuore di Sophia.

Capitolo 3 — Il piccolo rituale del mezzanotte

Mancavano tre giorni al Capodanno. La città era vestita di luci e sul balcone di mamma c'erano lanterne fatte con vasetti. Sophia decise che la guirlanda aveva bisogno di un piccolo rituale per essere completa: un gesto che facesse entrare la nuova anno con gentilezza.

«Facciamo un passaparola di gentilezza?» chiese Sophia a Marco. «Ognuno mette un desiderio piccolo dentro la guirlanda, e al momento giusto lo leggeremo ad alta voce.»

Il giorno di San Silvestro, la casa si riempì di parenti e amici. C'era la zia con il suo cappello buffo, il vicino con le sue barzellette, e anche la signora della panetteria che portò una torta con candeline di zucchero. Sophia aveva appeso la guirlanda sopra la porta del salotto: pizzi di carta, lettere brillanti, pezzetti di cartoline, un bottone che sapeva di mare e una piuma che faceva pensare al vento.

Allo scoccare delle dieci, la famiglia si sedette in cerchio. Sophia prese una scatolina di nastri e mostrò il rituale. «Prendiamo un desiderio, lo mettiamo nella guirlanda e alla fine lo piegheremo dentro un foglio regalo. Così il desiderio va in viaggio, ma resta con noi.»

Iniziarono a parlare. Marco sussurrò: «Vorrei che il mio cane non si spaventi più dei fuochi d'artificio». La nonna disse: «Vorrei ancora una volta ballare con la mia giacca di velluto». Il papà mise una nota: «Vorrei trovare tempo per giocare con voi tutte le settimane.»

Quando toccò a Sophia, chiuse gli occhi un attimo e pensò al cuore di casa, a quei piccoli momenti che fanno l'anno felice: una colazione lenta, una coperta condivisa, una parola gentile. Disse piano: «Vorrei che ogni giorno trovi una cosa bella da notare.» Poi arrotolò il foglietto e lo legò con un filo rosso.

La guirlanda era ora una catena di desideri e pensieri. Tutti applaudirono piano, come a non disturbare il volo di un sogno. Le luci si abbassarono e la stanza sembrò un piccolo universo caldo. Sophia guardò la guirlanda e sentì una felicità che faceva le scale fino alla testa.

«Al momento giusto faremo il nostro rituale di mezzanotte», disse la mamma. «Useremo la campanella del signor Bruno per segnare l'inizio del nuovo anno.»

Capitolo 4 — Il dono piegato

La notte di Capodanno arrivò con il suo cielo pieno di stelle. In televisione c'erano facce che contavano i secondi, ma in quel salotto ogni secondo era come una piccola perla. Alle undici e cinquanta, la famiglia andò fuori sul balcone per guardare i fuochi d'artificio lontani. Non erano grandi come quelli della città, ma brillavano a modo loro, come boccioli di fiori che sbocciano.

«Tre, due, uno!» gridarono tutti insieme a mezzanotte, ma Sophia aveva il proprio rituale: prese la guirlanda, la portò vicino alla finestra e lette una lettera per ogni persona. Le parole colavano dolci nell'aria, e ogni "Buon Anno" era accompagnato da un sorriso.

Poi fu il momento della campanella. Il signor Bruno, che aveva insistito per venire con la sua campanella arrugginita, suonò. Il suono non era perfetto, ma era sincero e allegro. La campanella sembrava dire: «Benvenuto, nuovo anno!» Tante mani si tennero strette e le risate diventavano bolle calde.

Quando tornarono in salotto, Sophia aprì la scatola dei desideri. Ognuno prese il suo biglietto e lo lesse ad alta voce: risate, abbracci, zuppe calde e corse in bici. Poi Sophia spiegò l'ultimo passo: «Ora piegheremo tutto dentro un foglio regalo. Sarà il nostro piccolo pacchetto di auguri per il nuovo anno.»

Tirò fuori un grande foglio regalo azzurro con stelline argento. Con mani attente spiegò come piegare: prima i lati, poi gli angoli, come si chiude un segreto con un bacio. Marco guardava affascinato e provò anche lui a piegare un angolino, ma la carta tremolò e fece una piega buffa. Tutti risero. «Perfetto!» disse la nonna. «Ogni piega ha una storia.»

Una a una, le frasi e i biglietti trovarono posto dentro il foglio. Quando l'ultimo entrò, Sophia tirò un nastrino rosso e lo legò. Fece un nodo doppio e poi un fiocco. Il fiocco non era grande, ma era deciso. La mamma sospirò contenta: «È un pacco di affetto.»

Sophia tenne il pacchetto tra le mani e sentì una calma dolce, come quando si stringe un peluche. «Questo è il nostro buon anno dentro una carta regalo piegata», disse piano. Era una frase semplice, eppure suonava come una promessa: prendersi cura delle cose piccole rende grande un anno.

Il resto della notte fu pieno di musica lenta, danze buffe e racconti che la nonna continuava a mescolare con le mani come se impastasse il tempo. Sophia si addormentò sul divano con la testa appoggiata al pacchetto, che stava lì vicino come un piccolo cuore chiuso. Il papà la coprì con una coperta e le diede un bacio sulla fronte.

La mattina seguente, la casa si svegliò con il profumo di pancakes e la luce che si insinuava tra i vetri. Sophia aprì un occhio e vide il pacchetto. Non c'era fretta di aprirlo: il bello era sapere che dentro c'era un tesoro costruito insieme. Decise di scrivere un bigliettino per ricordare come era andata: «Abbiamo messo dentro desideri e parole e tante risate. Non dimenticarlo.»

E così, nella semplice magia della casa, il nuovo anno cominciò. La guirlanda pendeva ancora alla porta e il pacchetto con la carta regalo piegata stava sul tavolo, pronto a essere guardato, riaperto a pezzi o semplicemente tenuto vicino come si tiene una mano calda. Sophia sapeva che, qualunque cosa sarebbe accaduta nei giorni a venire, avrebbe sempre potuto trovare una cosa bella da notare. E questo, per lei, era il più bel modo di dire Buon Anno.

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Guirlanda
Decorazione fatta di carta, fiori o altri oggetti, che si appende per festa.
Rituale
Un gesto o una piccola cerimonia fatta sempre nello stesso modo.
Raccolta
Atto di mettere insieme cose o pensieri per conservarli in un posto.
Lanterne
Lampi di luce portatili o appesi, spesso fatti di carta o vetro.
Arrugginita
Qualcosa coperta di ruggine, che è la polvere rossastra del metallo vecchio.
Calligrafia tremolante
Scrittura fatta con mano che trema, con lettere un po' mosse.
Filastrocca
Breve poesia o canto facile da ricordare e divertente da dire.
Desiderio
Un pensiero o sogno che speri si avveri.
Confetti
Piccoli pezzetti colorati che si usano per feste e celebrzioni.
Foglio regalo
Carta colorata usata per avvolgere regali e nascondere la sorpresa.
Filo rosso
Corda sottile di colore rosso usata per legare o decorare pacchi.
Pizzi di carta
Strisce sottili e decorate di carta, usate per abbellire cose.
Pacchetto
Oggetto avvolto, spesso con carta e nastro, che contiene una sorpresa.

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