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Grande cattivo lupo 3/4 anni Lettura 3 min.

Tilda la tartaruga e il vento delle bugie

Nel Bosco delle Foglie Scure la piccola tartaruga Tilda affronta pettegolezzi e divisioni seminati da un lupo che soffia bugie, e cerca con calma e coraggio di riunire gli animali.

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Una piccola tartaruga (protagonista) con un grande guscio rotondo e verde, occhi dolci e luminosi, espressione calma e coraggiosa, sta davanti agli altri animali con la zampa tesa per rasserenare; un grande lupo scuro (antagonista) dal pelo grigio carbone, occhi lucidi come perle nere, appare sorpreso e imbarazzato, leggermente indietro tra due tronchi con la testa china; un riccio rotondo e spinoso color nocciola sembra sollevato e si avvicina timidamente accanto alla tartaruga; uno scoiattolo rosso vivo, coda folta e occhi curiosi, è appollaiato su un ramo basso a destra osservando la scena con speranza; due piccoli uccelli colorati, piume blu e gialle, sono posati su un ramo sopra, cantano e sbattono le ali piano; il luogo è un bosco caldo con terreno coperto di foglie ocra e marrone, tronchi larghi, qualche fungo rosso e liane sottili, luce soffusa di tardo pomeriggio che filtra tra le foglie; situazione principale: la tartaruga raduna gli animali per far indietreggiare il lupo, scena di solidarietà calma e luminosa, composizione centrata, colori caldi e texture morbide, espressioni chiare e leggibili per i bambini. segnalare un problema con questa immagine

Parte 1

Nel Bosco delle Foglie Scure viveva una piccola tartaruga di nome Tilda. Il suo guscio era una casetta rotonda, calda come pane appena fatto. Tilda camminava piano, piano, e salutava tutti: lo scoiattolo, il riccio, gli uccellini.

Una sera, il vento portò una voce lunga e sottile, come un filo di fumo.

“Pss… pss… Tilda, lo sai? Il riccio dice che tu sei lenta e inutile…”

La voce veniva dal Grande Lupo Cattivo, nascosto tra i tronchi. I suoi occhi brillavano come due bottoni neri.

Tilda abbassò la testa. Il cuore le fece “tum… tum…”

Poi il vento tornò, e sussurrò anche al riccio:

“Pss… pss… Tilda non ti vuole bene… lei ride di te…”

E così, uno per uno, il lupo soffiò voci e voci, come foglie secche che girano.

Nel bosco calò un silenzio strano. I saluti diventarono piccoli. Le zampette si fermarono. Ognuno stava nel suo angolino.

Parte 2

Tilda non voleva che il bosco diventasse freddo. Pensò: “Le voci sono vento. Ma noi siamo casa.”

Allora bussò, piano, alla tana del riccio.

“Riccio, posso parlare?”

“Parla,” disse il riccio, con voce bassa.

Tilda disse semplice: “Io non rido di te. Io ti rispetto. Io ti voglio bene.”

Il riccio tremò un poco, poi rispose: “Anch'io ti voglio bene. Forse… forse qualcuno ha soffiato bugie.

Andarono insieme dallo scoiattolo, poi dagli uccellini. Tilda ripeteva sempre la stessa cosa, calma come una candela:

“Parliamo. Guardiamoci. Non ascoltiamo il vento cattivo.”

All'improvviso, tra gli alberi, comparve il lupo.

“Io ho solo… raccontato,” ringhiò piano.

Gli animali si strinsero vicini, come un cerchio di pietre intorno al fuoco.

Parte 3

Tilda guardò il lupo senza urlare. “Le tue parole separano. Ma noi scegliamo di stare insieme.”

Il riccio disse: “Quando siamo soli, abbiamo paura.”

Lo scoiattolo aggiunse: “Quando siamo uniti, siamo forti.”

Gli uccellini cantarono: “Insieme, insieme.”

Il lupo sentì che il suo vento non faceva più effetto. Le bugie caddero a terra come foglie bagnate. Lui abbassò il muso e si allontanò, senza rumore.

Il bosco tornò morbido. Tilda rientrò nel suo guscio-casetta. Fuori, gli amici vegliavano vicini. La notte sembrò una coperta scura, ma buona.

E nel Bosco delle Foglie Scure si imparò una cosa semplice: quando il vento porta voci, la solidarietà è la porta che resta aperta.

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Guscio
La casa dura sulla schiena della tartaruga, la protegge.
Casetta
Una piccola casa, calda e accogliente per qualcuno o qualcosa.
Sussurrò
Parlò piano, con voce molto bassa, quasi segreta.
Tronchi
I grandi fusti degli alberi, la parte legnosa e spessa.
Brillavano
Lucivano e facevano piccole luci come stelle o bottoni.
Bugie
Parole false dette per ingannare o confondere gli altri.
Soffiò
Soffiò significa mandare aria con forza, come il vento.
Tana
La casa piccola e nascosta di un animale nel terreno o tra le foglie.
Ringhiò
Fece un suono duro e minaccioso, come un animale arrabbiato.
Muso
La parte della testa dell'animale con naso e bocca.
Strinsero
Si sono avvicinati molto e si sono tenuti insieme.
Cerchio
Una forma rotonda dove si sta tutti intorno.
Fuoco
Luce calda e arancione che brucia e scalda.
Vegliavano
Stavano attenti e guardavano per proteggere qualcuno.

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