Parte 1
Nel Bosco delle Foglie Scure viveva una piccola tartaruga di nome Tilda. Il suo guscio era una casetta rotonda, calda come pane appena fatto. Tilda camminava piano, piano, e salutava tutti: lo scoiattolo, il riccio, gli uccellini.
Una sera, il vento portò una voce lunga e sottile, come un filo di fumo.
“Pss… pss… Tilda, lo sai? Il riccio dice che tu sei lenta e inutile…”
La voce veniva dal Grande Lupo Cattivo, nascosto tra i tronchi. I suoi occhi brillavano come due bottoni neri.
Tilda abbassò la testa. Il cuore le fece “tum… tum…”
Poi il vento tornò, e sussurrò anche al riccio:
“Pss… pss… Tilda non ti vuole bene… lei ride di te…”
E così, uno per uno, il lupo soffiò voci e voci, come foglie secche che girano.
Nel bosco calò un silenzio strano. I saluti diventarono piccoli. Le zampette si fermarono. Ognuno stava nel suo angolino.
Parte 2
Tilda non voleva che il bosco diventasse freddo. Pensò: “Le voci sono vento. Ma noi siamo casa.”
Allora bussò, piano, alla tana del riccio.
“Riccio, posso parlare?”
“Parla,” disse il riccio, con voce bassa.
Tilda disse semplice: “Io non rido di te. Io ti rispetto. Io ti voglio bene.”
Il riccio tremò un poco, poi rispose: “Anch'io ti voglio bene. Forse… forse qualcuno ha soffiato bugie.”
Andarono insieme dallo scoiattolo, poi dagli uccellini. Tilda ripeteva sempre la stessa cosa, calma come una candela:
“Parliamo. Guardiamoci. Non ascoltiamo il vento cattivo.”
All'improvviso, tra gli alberi, comparve il lupo.
“Io ho solo… raccontato,” ringhiò piano.
Gli animali si strinsero vicini, come un cerchio di pietre intorno al fuoco.
Parte 3
Tilda guardò il lupo senza urlare. “Le tue parole separano. Ma noi scegliamo di stare insieme.”
Il riccio disse: “Quando siamo soli, abbiamo paura.”
Lo scoiattolo aggiunse: “Quando siamo uniti, siamo forti.”
Gli uccellini cantarono: “Insieme, insieme.”
Il lupo sentì che il suo vento non faceva più effetto. Le bugie caddero a terra come foglie bagnate. Lui abbassò il muso e si allontanò, senza rumore.
Il bosco tornò morbido. Tilda rientrò nel suo guscio-casetta. Fuori, gli amici vegliavano vicini. La notte sembrò una coperta scura, ma buona.
E nel Bosco delle Foglie Scure si imparò una cosa semplice: quando il vento porta voci, la solidarietà è la porta che resta aperta.