Parte 1
La casetta era piccola e calda. Sembrava un pane appena sfornato. La porta era rossa come una mela lucida. Fuori c'era il bosco. Il bosco era un grande libro verde, tutto da sfogliare piano.
Due bambini giocavano vicino alla soglia. Nico rideva e saltava. Tommaso spingeva le sue ruote lucide piano piano. Le ruote facevano “fru-fru”, come foglie che salutano.
La mamma mise un telo al sole e disse piano, con voce profonda: “Ecco la regola.” Parlava come una campana chiara. “La regola del bosco è semplice. Si sta insieme. Si resta sul sentiero. Senza invito, nessuno entra. Se arriva il Grande Lupo Cattivo, si dice la regola insieme, con voce ferma e gentile.”
Nico e Tommaso annuirono. Ripeterono piano, come una filastrocca: “Stiamo insieme. Restiamo sul sentiero. Senza invito, nessuno entra.” Le parole fecero un filo dorato nell'aria, come un nastro che lega.
Il sole scese un poco. Le ombre si allungarono come gatti. Il vento si infilò tra i rami, e il bosco fece “shhh”, come per chiedere silenzio.
Parte 2
I due bambini andarono sul sentiero. Il sentiero era chiaro, come una riga di gesso. Nico teneva una mano sul manico della sedia di Tommaso. Tommaso guidava con le ruote. Andavano lenti. Andavano insieme. Passavano funghi rotondi e piccoli fiori bianchi.
Tra gli alberi, qualcosa si mosse. Un'ombra lunga. Un passo morbido. Due occhi come due bottoni scuri. Apparve il Grande Lupo Cattivo. Il suo pelo era la notte del bosco. Il suo naso fiutava l'aria, come se cercasse biscotti.
Il lupo parlò con voce bassa: “Venite con me dietro il cespuglio. Ho un gioco segreto.”
Nico sentì un brivido. Tommaso strinse le ruote. Ma ricordarono la regola. Le loro voci suonarono come due campanelle.
“Stiamo insieme. Restiamo sul sentiero. Senza invito, nessuno entra.”
Il lupo si fermò. Le orecchie si rizzarono. Ascoltò la regola. Non insistette. Fece un passo indietro. Il suo respiro diventò più calmo, come un soffio su una candela. “Capisco,” disse piano. “Capisco la regola.”
I bambini andarono avanti. Il sentiero brillava come una striscia di luna. Una foglia cadde sulla spalla di Tommaso. Nico la tolse con un sorriso. “Siamo una squadra,” disse. Tommaso rispose: “Siamo due, ma sembriamo tanti.”
Dietro un pino, di nuovo il lupo. Gli occhi curiosi. “Ho trovato una scorciatoia,” sussurrò. “È più veloce, ma non è il sentiero.”
Nico e Tommaso si guardarono. Ripeterono la regola, insieme, con la stessa voce: “Stiamo insieme. Restiamo sul sentiero. Senza invito, nessuno entra.”
Il lupo si zittì. Guardò il sentiero, guardò il cuore dei bambini, che era fermo e unito. Non insistette. Si sedette nell'erba, come una roccia grigia e paziente. Il vento passò e gli pettinò il pelo.
Nico spinse un po' la sedia, Tommaso guidò tra i sassi. Quando la ruota trovò un ramo, Nico sollevò piano, Tommaso spinse forte. Le mani facevano “toc-toc” come martelletti gentili. Ogni gesto era un aiuto. Ogni gesto era un sì.
Arrivarono alla radura. La luce era morbida, come latte caldo. Al centro c'era una pietra piatta. Si sedettero un momento. Mangiarono una mela. Una metà ciascuno. La mela profumava di casa.
Tra le felci, il lupo guardava. Non saltò. Non spinse. Non chiese. Aveva ascoltato la regola. La regola era un ponte. Lui restò dall'altra parte del ponte, fermo e calmo.
Parte 3
Il cielo diventò rosa. Era un lenzuolo grande, steso per la notte. I bambini tornarono verso la casetta. Il sentiero li portò come una mano. Le finestre brillarono, come occhi buoni.
Davanti alla porta rossa, i due si fermarono. La mamma era lì. Aveva una tazza tiepida. “Siete stati insieme?” chiese. “Avete seguito la regola?”
“Sì,” dissero i bambini. E insieme, per la terza volta, come un abbraccio di parole: “Stiamo insieme. Restiamo sul sentiero. Senza invito, nessuno entra.”
Dietro il muretto, arrivò il lupo. Non ruggì. Non grattò. Bussò piano, come fa la pioggia. “Posso ascoltare la vostra canzone?” chiese. “Da qui, fuori.”
La mamma sorrise. “Da fuori sì,” disse dolce. “Così vuole la regola.” Nico e Tommaso cantarono una canzoncina lenta. Il lupo chiuse gli occhi. Sembrava una montagna che respira piano.
La notte arrivò, leggera come una coperta. Le stelle erano chicchi di zucchero. Il bosco sospirò. La casetta tenne stretti i suoi piccoli, come un nido.
Prima di dormire, Nico disse: “Quando siamo insieme, siamo forti.” Tommaso aggiunse: “La regola ci tiene vicino, come un filo dorato.”
La mamma spense la luce. Il lupo, dal suo lato del ponte invisibile, si voltò e tornò tra gli alberi. Non insisté. Aveva ascoltato. Aveva capito.
E la casa sussurrò piano: “Insieme, sempre insieme.” Il sonno arrivò, buono e profondo, come il mare che fa pace con la riva. E il bosco vegliò, calmo, fino al mattino.