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Storia del Ramadan 7/8 anni Lettura 9 min.

Rami e la luna del Ramadan: il piccolo desiderio della pazienza

Nel Bosco dei Noccioli la giovane volpe Rami, desiderando imparare la pazienza durante il Ramadan, impara con piccoli gesti e l’aiuto della famiglia a bilanciare energia e riposo senza fretta.

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Rami, giovane volpe antropomorfa, è al centro con sguardo sereno mentre dispone con cura pietre levigate e pigne su un piccolo tavolo di legno, porta una piccola sciarpa azzurra; Lilla, la sorellina, è sulla soglia con aria maliziosa e tenera, tiene una calza arrotolata come un "serpente" aiutandolo dolcemente; la madre è sullo sfondo vicino al focolare, silhouette dolce che prepara un vassoio di frutta secca e pane; la tana è un interno caldo con pareti di terra colorata, coperta patchwork piegata, cesti di vimini con datteri e nocciole, tappeto rotondo intrecciato, luce dorata di una lampada a olio e un raggio di luna argenteo che entra; situazione: serata tranquilla di Ramadan, gesti lenti e precisi, atmosfera intima con contrasto tra il calore della lampada e il freddo morbido della luna; stile grafico: colori saturi ma morbidi, contorni netti e arrotondati, texture delicate (pelliccia, legno, tessuto), atmosfera rasserenante ed espressiva. segnalare un problema con questa immagine

La luna sottile e un desiderio piccolo

Nel Bosco dei Noccioli, quando l'aria profuma di pane caldo e di menta, arriva un mese speciale: il Ramadan. La sera del primo avvistamento, la famiglia Volpini esce davanti alla tana e alza il muso verso il cielo.

La luna è una virgola d'argento, sottile sottile, come se qualcuno l'avesse disegnata con una matita lucida.

“Eccola!” sussurra la mamma Volpe, con gli occhi che brillano.

Papà Volpe fa una piccola riverenza alla luna, per scherzo. “Signora Luna, grazie di essere puntuale.”

La sorellina Lilla ride. “Secondo me la Luna ha una sveglia.”

Il protagonista della storia è Rami, una volpe che ama le piccole cose: le briciole ordinate sul tavolo, il rumore della pioggia sulle foglie, i nodi dei lacci ben fatti. Rami guarda la luna e sente il cuore fare “toc toc”, come quando bussi piano a una porta.

Rami chiude gli occhi per un attimo e fa un desiderio discreto, così piccolo che potrebbe stare dentro una nocciola:

“Vorrei imparare la pazienza… e trovare un modo per avere energia senza correre tutto il giorno.”

Nessuno lo sente, perché Rami non lo dice ad alta voce. Però la luna, con quella sua faccia calma, sembra strizzare l'occhio.

“Rami,” dice papà, “domani iniziamo con un ritmo più dolce. Ricorda: non è una gara.”

“Lo so,” risponde Rami. Poi, per alleggerire, aggiunge: “Anche perché io perdo sempre le gare… mi distraggo a guardare i sassi carini.”

Lilla lo punzecchia. “Tu e i sassi carini!”

Tornano dentro. La tana è tiepida. Prima di dormire, Rami sistema le sue cose: un quaderno di foglie pressate, una pietruzza liscia, una sciarpa piegata bene. Le piccole cose lo fanno respirare meglio.

Quella notte sogna una luna che cammina piano piano, senza fare rumore, e lascia una scia di luce come zucchero a velo.

Giornate leggere, passi lenti

Il giorno dopo, il bosco si sveglia con un sole gentile. Durante il Ramadan, i Volpini vivono con calma: al mattino fanno le faccende, poi riposano un po', poi riprendono. La sera condividono un pasto semplice e allegro quando arriva il momento giusto.

Rami, però, è una volpe piena di idee. Appena apre gli occhi, pensa: “Oggi farò tutto! Spazzo, riordino, porto le pigne, e magari imparo anche un trucco di magia!”

“Un trucco di magia?” chiede Lilla, già curiosa.

“Sì,” dice Rami serio serio. “Farò sparire il disordine.”

La mamma gli appoggia una zampa sulla spalla. “Uno alla volta, piccolo fulmine. La pazienza è come una zuppa: se la fai bollire troppo, si rovescia.”

Rami annusa l'aria. “Io adoro la zuppa. Quindi… niente rovesci.”

Provano a organizzare la giornata con un gioco. Papà Volpe disegna sul terreno cinque cerchi con un bastoncino.

“Questo è il cerchio del ‘fare',” dice, “questo del ‘riposare', questo del ‘giocare', questo del ‘aiutare', e questo… è il cerchio del ‘respirare'.”

“Respirare?” ripete Rami.

“Certo,” risponde papà. “È un cerchio importante. Senza, tutti gli altri si sgonfiano.”

Rami ci salta dentro e fa una faccia buffa. “Sto respirando fortissimo! Guarda!”

Lilla scoppia a ridere. “Sembri una mantice!”

Durante la mattina, Rami aiuta a mettere in ordine le scorte: nocciole, datteri del bosco (così li chiamano perché sono dolci e marroncini), e foglie di salvia essiccata. Poi, quando sente la testa un po' pesante, prova il cerchio del riposare. Si stende su una coperta e ascolta.

All'inizio pensa: “Sto perdendo tempo.” Ma poi sente un fruscio. È un pettirosso che canta vicino all'ingresso, e il canto sembra dire: “Piano… piano… piano…”

Rami sorride. “Va bene, va bene. Piano.”

Nel pomeriggio vuole correre a raccogliere pigne, ma si ferma. Fa un respiro. Conta fino a cinque, come gli ha insegnato la mamma.

Uno: la luce tra i rami.

Due: l'odore di terra.

Tre: una formica che porta un semino.

Quattro: il suo cuore che batte regolare.

Cinque: la voglia di fare, che può aspettare un minuto.

E così, senza accorgersene, trova un equilibrio: un po' di energia, un po' di riposo. Come un'altalena che non va né troppo su né troppo giù.

La scia di luce e il dono della pazienza

Una sera, mentre la luna cresce un pochino, Rami esce fuori con Lilla. L'aria è fresca, e sembra pulita come un fazzoletto appena lavato.

“Guarda la luna,” dice Lilla. “Sembra una barchetta.”

Rami annuisce. “O una banana molto timida.”

“Una banana nel cielo!” Lilla ride così forte che quasi cade seduta.

Proprio in quel momento, un soffio di vento porta qualcosa che brilla: un granello luminoso atterra sul naso di Rami.

“Ehi!” Rami starnutisce. “A-ciù! Che cos'era?”

Il granello cade a terra e resta acceso per un secondo, come una lucciola pigra. Poi si spegne. Rami lo osserva come se fosse un segreto.

“Magia?” sussurra Lilla.

“Forse è solo… polvere di luna, dice Rami piano. E, dentro di sé, sente che quel suo desiderio piccolo sta lavorando, come una piantina che cresce senza fare rumore.

Il giorno dopo, Rami decide di provare davvero la pazienza con una cosa difficile per lui: riordinare la sua stanza-cuccia senza fare tutto di corsa.

Appena vede i suoi oggetti sparsi, gli viene voglia di buttare tutto in un angolo e dire: “Ta-daa! Ordinato!”

Ma poi si ricorda della zuppa che si rovescia. E del cerchio del respirare. E della polvere di luna sul naso.

“Allora,” dice ad alta voce, “uno alla volta.”

Mette in fila le pietruzze lisce, dal più piccolo al più grande. Piega la sciarpa. Sistema il quaderno di foglie pressate. Raccoglie le pigne e le mette in un cesto. Ogni gesto è piccolo, e proprio per questo gli sembra importante.

Lilla sbircia dalla porta. “Ti aiuto?”

Rami ci pensa. Gli piace fare da solo, ma gli piace anche condividere. “Sì,” risponde. “Però… piano. Facciamo il lavoro come se fosse una ninna nanna.

Lilla annuisce serissima. “Capito. Niente corse.”

Mentre mettono a posto, Lilla trova una calza arrotolata. “Rami… questa calza sembra un serpente addormentato!”

Rami scoppia a ridere. “Allora la rimettiamo a dormire nel cassetto!”

E così, tra una risata e un respiro, il disordine si scioglie come neve al sole.

Una sera calda e una camera in ordine

Arriva la sera. In tana c'è un profumo dolce. La mamma prepara un pasto semplice da condividere: frutta secca, pane morbido, tisana tiepida. Papà racconta una storia del bosco, di una vecchia quercia che imparò ad aspettare la primavera senza brontolare.

Rami ascolta e pensa: “Aspettare non è vuoto. È pieno di cose piccole.”

Dopo, escono un attimo a guardare il cielo. La luna è più rotonda, più sicura, come se avesse trovato anche lei il suo equilibrio.

“Com'è andata oggi, piccolo fulmine?” chiede papà.

Rami si gratta un orecchio. “Sono stato… un fulmine con il freno.”

“E com'è?” domanda la mamma, sorridendo.

“Comodo,” risponde Rami. “E sai una cosa? Quando vado piano, vedo più cose. Tipo… le stelle. E le formiche. E le calze-serpente.”

Lilla ride. “Soprattutto le calze-serpente.”

Rientrano. Prima di dormire, Rami guarda la sua camera. È in ordine: i cesti allineati, la coperta piegata, le pietre in fila come un piccolo esercito gentile.

Rami si sente leggero, come se avesse messo in ordine anche un pezzetto del suo cuore.

Si infila sotto la coperta. “Luna,” sussurra, “grazie. Il mio desiderio piccolo… sta diventando grande piano piano.”

Fuori, il bosco tace con dolcezza. E la luna, in alto, sembra sorridere senza fretta.

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Il quiz: hai capito bene la storia?

Ramadan
Un mese importante per alcune famiglie, con giorni di digiuno e notti di preghiera e festa.
Tana
La casa di un animale, scavata nel terreno o nascosta tra le radici.
Virgola d’argento
Un'immagine per dire che la luna è sottile e lucente come una virgola di metallo.
Riverenza
Un gesto di rispetto, come chinare un po' il corpo o la testa.
Discreto
Fatto in modo silenzioso e semplice, senza attirare troppo l'attenzione.
Scia di luce
Una striscia luminosa che sembra lasciata dietro qualcosa che passa nel cielo.
Pazienza
Saper aspettare e fare le cose con calma, senza arrabbiarsi.
Mantice
Un oggetto che si apre e chiude per soffiare aria, come nelle fisarmoniche.
Salvia essiccata
Foglie di una pianta secche, usate per profumare o cucinare.
Pettirosso
Un piccolo uccello con il petto spesso colorato, che canta nel bosco.
Calza arrotolata
Una calza piegata su se stessa che assomiglia a un piccolo rotolo.
Ninna nanna
Una canzone dolce che si canta per aiutare i bambini ad addormentarsi.
Polvere di luna
Un'immagine di piccole luci o granelli brillanti, come se venissero dalla luna.

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