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Fantasy eroica 7/8 anni Lettura 11 min.

Nora e i tre giuramenti della montagna

Nora, una giovane cacciatrice di reliquie, sale sulla Montagna Proibita per raccogliere tre giuramenti custoditi dai draghi; lungo il cammino affronta prove di fedeltà, coraggio silenzioso e fiducia, aiutando creature e imparando l'importanza dell'ascolto.

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Nora, giovane e magra, viso dolce, grandi occhi luminosi, capelli castano chiaro in treccia, timida ma determinata, tiene sul petto un cristallo verde luminoso che emette una calda luce; un piccolo drago giovanile turchese con scaglie iridescenti e occhi tondi pieni di speranza, ali semidisposte, è all’altezza delle ginocchia di Nora e guarda il cristallo come se ritrovasse un ricordo; un drago guardiano blu, più piccolo e vivace, è appollaiato su una colonna di pietra a sinistra, osserva con curiosità e lingua fuori; la nonna contadina (~70 anni), capelli grigi raccolti, saggia, sta sullo sfondo sorridendo e con le mani giunte; sala centrale di un antico santuario dei draghi con volta di pietra scolpita, colonne massicce coperte di muschio, luce filtrata in raggi verdi e dorati e polvere d’oro sospesa; momento tenero e eroico in cui Nora offre il cristallo al giovane drago, atmosfera calda, colori ricchi (smeraldo, turchese, ocra) e dettagli testurizzati (scaglie, pietra consumata, treccia). segnalare un problema con questa immagine

Capitolo I — La montagna che sussurra

Nel cuore di un regno di colline e laghi, si alzava la Montagna Proibita. Le sue cime brillavano di ghiaccio e di fuoco, e le nuvole sembravano ascoltare segreti antichi. Dicevano che lì vivevano i draghi, custodi di memorie e reliquie. Nessuno osava avvicinarsi se non chi aveva coraggio nel cuore e gentilezza nelle mani.

Nora era una cacciatrice di reliquie. Portava un mantello verde che sapeva di bosco e una borsa piena di corde, mappe e caramelle al miele. Era minuta, con occhi grandi che osservavano tutto. Era anche molto pudica: non le piaceva mostrarsi troppo, preferiva parlare piano e sorridere appena. Ma possedeva un desiderio luminoso: raccogliere tre giuramenti che, secondo una vecchia leggenda, potevano riportare la pace nei villaggi tormentati dai sogni agitati.

Prima di partire, il suo villaggio le offrì una tazza di tè caldo. La nonna le mise una sciarpa intessuta con parole di buona fortuna. "Ricorda, Nora", disse la nonna. "I giuramenti sono parole che vivono. Ascoltali, parla loro con rispetto." Nora annuì, sentendo il cuore battere forte. "Prometto che tornerò con i tre giuramenti," sussurrò.

Davanti alla Montagna Proibita, il vento sembrava cantare. Le rocce avevano facce scolpite dal tempo. Nora si guardò intorno, trepida ma decisa. "Andiamo," disse piano, come a non svegliare il mondo. E il sentiero la accolse, avvolgendola in foglie dorate e luci tremolanti.

Capitolo II — Il primo giuramento: la Grotta dei Sussurri

Il sentiero scese in una valle dove le erbe parlavano tra loro. Uccellini dorati portavano semi di speranza. Nora incontrò un ponte di radici sorvegliato da un piccolo drago azzurro dagli occhi curiosi. "Chi va là?" fece il drago con voce come campanelli.

"Sono Nora, cacciatrice di reliquie. Cerco tre giuramenti," rispose lei, timida ma ferma.

Il drago inclinò la testa. "Pochi osano venire. Ma tu hai una sciarpa di parole buone. Dimostralo con un gesto." Nora infilò la mano nella borsa e porse una caramella al drago. Il piccolo drago sorrise, leccò la caramella e spalancò le ali per far passare Nora. "Ti condurrò alla Grotta dei Sussurri," disse. "Lì vive il Primo Giuramento."

La grotta era piena di stalattiti che tintinnavano come campane. Una voce, sottile come seta, parlò dall'ombra: "Chi cerca il Giuramento della Coraggiosa Fedeltà?" Nora tremò, ma ricordò le parole della nonna. "Sono io. Cerco di portare pace e ascolto," disse, adagio.

La voce chiese una prova: "Dimostra che il tuo cuore non tradisce chi ha bisogno." Poco dopo, un piccolo gobbo uscì dall'oscurità, piangendo perché aveva perso la sua lanterna magica. Nora si chinò, raccolse la lanterna con cura e la restituì. "Grazie," singhiozzò il gobbo. "Pensavo di essere perduto." Nora gli sorrise, arrossendo un poco. "Ti accompagnerò fino al sentiero," disse.

La grotta si illuminò e la voce disse: "Il tuo gesto ha aperto il primo giuramento." Una pietra azzurra apparve e si posò tra le mani di Nora. Le parole incise brillavano: Giuramento Primo — Custodire la fedeltà. Nora piegò il capo e mormorò: "Giuro di essere fedele a chi ha bisogno." Il giuramento rispose con un suono dolce come un campanello, e Nora sentì il calore di una promessa nel petto.

Capitolo III — Il secondo giuramento: il Lago di Fuoco

Con la pietra azzurra nella borsa, Nora riprese il cammino. Salì tra pini che profumavano di resina e trovò un lago: le sue acque brillavano come bronzo e sopra di esso volteggiavano draghi argentati. Il Lago di Fuoco era noto per provare il coraggio.

"Devi dimostrare coraggio senza urlare," disse una voce profondissima. Dalla superficie emerse una grande creatura con scaglie come specchi. Era il Guardiano del Lago, un drago saggio e lento. "Chi sei tu, piccola viaggiatrice?"

"Sono Nora. Cerco il secondo giuramento." Nora si fece avanti, ma la riva era scivolosa e le onde mandavano scintille. Il drago la guardò con occhi antichi. "Il coraggio non è solo lotta," disse. "È anche rimanere se stessi quando il vento ti spinge via." Poi lanciò una sfida: "Porta un canto che calmi le acque."

Nora sentì il cuore battere forte. Non era una grande cantante, ma ricordò le ninnananne che la nonna le cantava. Con voce timida cominciò a cantare una melodia dolce, parole semplici come il pane caldo: "Notte serena, cuore vicino, porta luce al cammino." Il vento parò le orecchie del lago, le onde si acquietarono e le scintille si trasformarono in lucciole che danzavano.

Il drago sorrise, mentre le lucciole si posarono sulla mano di Nora. Dalla profondità emerse una gemma rossa, calda come una brace. "Giuramento Secondo — Essere coraggiosa nel silenzio," disse la gemma. Nora la prese e con voce bassa mormorò: "Giuro di restare coraggiosa anche quando ho paura." Le parole del giuramento risuonarono come tamburi lontani, ma gentili.

Capitolo IV — Il terzo giuramento e il cuore dei draghi

Con due giuramenti raccolti, Nora sentiva il peso della montagna e la sua luce. Salì fino a una porta di pietra intagliata con immagini di storie dimenticate. Dietro quella porta, si diceva, viveva il cuore dei draghi: un antico luogo dove i ricordi e i giuramenti diventavano una cosa sola.

La porta mostrò un grande portale che si aprì solo con una parola gentile. Nora sussurrò: "Amicizia." La porta si aprì e un corridoio di fiamme azzurre la accolse. Al centro di una sala circolare, quattro draghi rossi, verdi, dorati e viola si curvarono in suoni profondi. Non erano spaventosi: i loro occhi erano saggi e stanchi, pieni di storie.

Una voce collettiva, come tanti legni che scrocchiano, parlò: "Per il terzo giuramento devi mostrare fiducia." Allora un drago giovane si fece avanti. Era più piccolo degli altri e tremava appena. "Ho perso un ricordo che mi rendeva leggero," confessò il giovane drago. "Vorrei ritrovarlo, ma ho paura di volare lontano."

Nora si avvicinò piano, senza rumore. "Posso aiutarti," disse. "Non devi volare da solo." Il drago la guardò incredulo. "Chi sei tu per offrirmi questo?" chiese. Nora arrossì, poi si ricordò delle piccole mani che avevano ricevuto la sua lanterna. "Sono Nora. Credo che nessuno sia solo se qualcuno crede in lui."

Il giovane drago abbassò la testa, quasi a piangere. "Se tu credi in me, forse posso trovare il mio ricordo." Nora allungò una mano, che il drago posò come piuma. "Ti guiderò," promise lei. Insieme, uscirono nella valle delle eco. Nora cantò piano, e il drago compì piccoli voli, poi più grandi, mentre i ricordi tornavano come uccelli migratori. Il giovane drago ritrovò la musica che lo faceva volare leggero: era il ricordo di una bambina che gli aveva intonato una canzone di coraggio. Il drago scoppiò in un ruggito gioioso che pareva un abbraccio.

Al ritorno nella sala, le quattro teste dei draghi si abbassarono. Dal centro della stanza emerse un cristallo verde, puro come un prato di aprile. "Giuramento Terzo — Avere fiducia e donarla," disse il cristallo. Nora prese il cristallo con mani tremanti e lo appoggiò al petto del giovane drago. "Giuro di credere in chi ha paura," disse, e la sua voce fu come vento che muove le foglie. Il giuramento esplose in una luce calda che avvolse tutti.

Capitolo V — Il ritorno e la promessa mantenuta

Con tre giuramenti ora nello zaino, Nora iniziò la discesa dalla Montagna Proibita. Ogni passo sembrava più leggero, come se le parole raccolte la spingessero in avanti. Il piccolo drago azzurro la salutò con un battito d'ali. "Sei tornata più forte," disse.

Nora sorrise, timida e felice. Arrivò al villaggio all'imbrunire, e la gente si radunò. I bambini correvano ai suoi piedi e la nonna la abbracciò. "Hai mantenuto la promessa?" chiese la nonna, con gli occhi lucidi.

Nora estrasse le pietre e le tenne davanti al fuoco. Le tre luci danzarono e si unirono in un cerchio. La gente ascoltò in silenzio mentre la voce dei giuramenti parlava nella testa di tutti: fedeltà, coraggio nel silenzio, fiducia. Le paure dei villaggi, che avevano svegliato notti di vento e sogni agitati, si acquietarono come pagine che si richiudono.

"Ora raccontami," disse un bambino, saltellando. "Come hai fatto a parlare ai draghi?"

Nora sorrise e scrollò le spalle come chi racconta una semplice verità. "Ho ascoltato e ho dato ascolto," disse. "Ho offerto caramelle, una canzone e la mia fiducia." Tutti risero e si strinsero le mani. "E tu, Nora, non devi più vergognarti di chinarti per aiutare," disse la nonna, sorridendo. Nora arrossì piacevolmente. Si sentì coraggiosa e pudica insieme, e la gente la rispettava per entrambe le cose.

Quella notte, sotto stelle che sembravano custodi, il villaggio dormì tranquillo. I giuramenti non erano solo parole: erano abbracci del mondo. Nora si sdraiò, pensando ai volti dei draghi e al piccolo drago che aveva ritrovato la sua canzone. Si chiese se un giorno avrebbe raccolto altri giuramenti, e il pensiero la fece sorridere.

"Buonanotte, montagna," sussurrò Nora, ancora una volta. "Grazie per avermi ascoltata." E la montagna, come sempre, rispose con un soffio di vento che pareva un bacio.

Così finì la grande avventura di Nora, la cacciatrice di reliquie. Aveva raccolto tre giuramenti e li aveva portati a casa: promettere le aveva rese forti, e con quelle parole il mondo attorno a lei divenne un luogo più calmo e luminoso. E se qualcuno, un giorno, avesse bisogno di coraggio o di fiducia, sarebbe bastato ascoltare la storia di Nora per trovare una luce nel buio.

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