Caricamento in corso...
Fantasy eroica 7/8 anni Lettura 9 min.

La faretra dei tre fili

Livia, ex guerriera diventata maestra d'armi, parte per riparare un antico carquois e durante il viaggio aiuta persone, affronta la magia nera e cerca tre fili magici nel bosco.

Scarica questa storia in PDF

Ideale per condividere o stampare questa storia!

Scarica l'e-book (.epub)

Legga questa storia sul suo e-reader.

Livia, donna dal volto dolce e determinato con capelli corti castano-ramati a foglia e occhi verdi, sorride leggermente e posa davanti a sé su una grande pietra bianca un faretra di cuoio antico riparata da cui emana una luce tenue; a sinistra un ragazzo adolescente di circa sedici anni, arciere con capelli castani scompigliati e sguardo sollevato, tiene un arco in legno lucido guardando la mira con ammirazione; sullo sfondo una donna sulla cinquantina, la sarta della bottega, pelle chiara e mani esperte, in piedi vicino a una porta di legno con ago e filo luminoso; un corvo nero con una piuma argentata nel becco è posato sulla pietra; ambientazione: valle di pietre lisce ed erba alta al crepuscolo, una piccola bottega di pietra con finestre calde e una foresta tranquilla dietro, cielo rosa pallido e viola; atmosfera di guarigione e speranza pacifica, stile acquerello delicato, colori pastello e tratti fini. segnalare un problema con questa immagine

Capitolo 1

Nelle colline d'argilla e muschio viveva una giovane maestra d'armi chiamata Livia. I suoi capelli erano corti come le foglie d'autunno e i suoi occhi custodivano storie di molte strade. Un tempo era una guerriera in prima fila, ora viveva ritirata in una casetta di pietra, vicino a una foresta dove la luce sembrava sempre un po' più lenta. Il territorio era cambiato: una magia nera si era stesa come nebbia sulle valli, rendendo i fiumi cupi e le campane stanche. Ma Livia non aveva smesso di ascoltare il vento.

Nel suo armadio viveva un vecchio carquois. Era fatto di pelle di drago d'acqua e ricamato con rune che nessuno ricordava più. Un tempo conteneva frecce che brillavano come stelle. Ora era lacerato, con cuciture che si aprivano come bocche. Livia lo guardava ogni mattina e sospirava: "Devo ripararlo. Deve tornare a cantare." Riparare quel carquois era il suo piccolo grande desiderio, come una promessa fatta al mondo. Non per tornare a combattere, ma per portare un segno di cura dove la magia aveva portato dolore.

Una sera bussò alla sua porta un corvo che non sembrava un animale comune. Portava una piuma d'argento e una voce che sembrava vento tra le canne. "Livia," gracchiò, "nella valle di Pietranera c'è una bottega che ripara le cose che il cuore ricorda." Livia lo seguì con passo deciso. "Parto domani," disse, e la casa respirò insieme a lei.

Capitolo 2

Il viaggio fu un canto lento. Attraversarono brughiere di erba alta, ponti vecchi che raccontavano storie di cavalli, e villaggi dove i bambini giocavano con scudi di legno. Lungo la strada Livia incontrò persone che la guardavano con rispetto: chi ricordava i suoi giorni di guardiana, chi salutava la saggezza che emanava dalle sue mani. Ma c'era anche chi aveva paura: la magia nera rendeva tutto un po' diverso. Le foglie a volte sussurravano parole confuse, e una nebbia leggera seguiva i passi.

Una notte, al chiaro di luna, Livia sentì un pianto. Si fermò e trovò un giovane arciere seduto su una roccia. "Perché piangi?" chiese Livia. Il ragazzo mostrò una freccia spezzata. "La mia mira è persa," disse. "La magia mi ha rubato la fiducia." Livia gli mise una mano sulla spalla. "La fiducia si impara di nuovo," disse piano. Gli raccontò storie di piccoli errori e grandi riprese. "Prova a mirare a quel roccione," suggerì, e il ragazzo tirò. La freccia cadde vicina, poi più vicina, poi al centro. Rise. "Grazie," disse. "Tu sei un maestro." Livia sorrise e capì che la sua strada non era solo per il carquois: era per risolvere ferite, anche piccole, nelle persone e nel mondo.

Arrivarono infine a Pietranera, città di pietre lucide e negozi strani. La bottega era in fondo a una via stretta, con una insegna che diceva "Ripari & Rimedi". Una donna di mezz'età li accolse con mani curate e occhi che brillavano come l'acqua del mattino. "Sei Livia, vero?" disse. "Sì," rispose lei. "Ho un carquois da riparare." La donna toccò la pelle, poi chiuse gli occhi. "Non è solo pelle," mormorò. "Ha memoria. Vuole tornare a portare frecce buone."

Capitolo 3

La bottega era piena di oggetti che sussurravano: lance che ricordavano battaglie gentili, scudi che narravano abbracci, mantelli che custodivano risate. La donna mise il carquois su un tavolo di quercia. "Per ripararlo dobbiamo trovare tre fili: uno di coraggio, uno di cura e uno di verità." Livia ascoltò. "Dove li trovo?" chiese. "Nel cuore del bosco di Ombrachiara," rispose la donna. "Ma attento: la magia nera cerca di nascondere ciò che è buono. Tu però non combatti il male con la forza, lo curi con la luce che porti."

Così Livia si addentrò nel bosco. Gli alberi erano alti e parlavano con voci antiche. A un bivio vide due sentieri: uno brillante come lava, l'altro coperto di foglie. Sentì una voce: "Segui il cuore." Livia chiuse gli occhi e scelse il sentiero delle foglie. Camminò piano, ascoltando il canto degli uccelli che non si erano arresi. Trovo prima il filo di coraggio, attorcigliato attorno a una radice, caldo come il sole. "Hai il coraggio," disse Livia. "Lo riprendo per il carquois," e il filo brillò.

Più avanti trovò il filo di cura, nascosto dentro un nido di rametti. Un uccellino la guardò come se capisse. "Per chi curi?" chiese Livia. "Per chi ha bisogno," rispose l'uccellino battendo le ali. Livia carezzò il filo e sentì il ricordo di tante mani che avevano medicato ferite. Infine, tra due pietre, giaceva il filo di verità. Era sottile e freddo, ma quando Livia lo toccò sentì la voce di persone che dicevano parole sincere. "La verità non è una spada," pensò Livia, "è luce che mostra la via."

Ma proprio mentre stava per partire, la nebbia nera provò a prenderla. Ombre sottili cercarono di avvolgerla, sussurrando paure e ricordi pesanti. Livia inspirò, serrò i fili e li tenne al petto. Ricordò le mani del ragazzo, il corvo, la donna della bottega, e la promessa fatta al carquois. "Non ho paura," disse con voce chiara. "Ho cura." Le ombre si sciolsero come brina al sole.

Capitolo 4

Tornata alla bottega, la donna cucì i tre fili nel carquois come si cuce una canzone. Ogni punto era un passo, ogni nodo un racconto. Quando l'ultimo filo fu legato, il carquois sfiorì una luce dolce come un pomeriggio d'estate. Le rune ritornarono a brillare. Livia sentì un calore dentro il petto, come se il mondo avesse un respiro più lungo.

"Portalo alla valle," disse la donna, "e lascialo su una pietra bianca." Livia prese il carquois e camminò verso casa. Lungo il cammino distribuì parole buone: insegnò a una bambina a tenere uno scudo, aiutò un vecchio a ricucire un mantello, raccontò una storia che fece ridere un gruppo di ragazzi. Ogni gesto era una freccia che non feriva, ma curava.

Alla pietra bianca della valle depose il carquois. La luce si alzò, fitta e calda, e si sparse come seme. Le piante si raddrizzarono, i fiumi ripresero un luccichio e la magia nera si ritirò un poco, come una marea che perde forza. La gente guardò e capì che non sempre serve un grande duello per cambiare le cose: a volte basta una mano che risistema, una parola che ripara, una promessa mantenuta.

Il corvo tornò e posò la piuma d'argento sul carquois. "Hai fatto ciò che era giusto," gracchiò. Livia sorrise. "Non è soltanto mio," disse. "È di tutti." E prese il suo arco, non per combattere, ma per insegnare ai giovani come mirare con cuore e verità.

Quella notte la terra cantò una canzone tranquilla. Livia sedette sulla soglia della sua casa, guardando le stelle che tornavano più nitide. Sentì il peso del passato alleggerirsi e la certezza che il mondo, con pazienza e cura, poteva sempre guarire. "La riparazione è un gesto d'amore," bisbigliò, poi aggiunse al vento: "E io sarò qui, pronto ad ascoltare." E mentre chiudeva gli occhi, sognò di frecce che non ferivano ma proteggevano, e di persone che, insieme, ricucevano il mondo.

Senza pubblicità 3€ al mese

Desidera una lettura senza interruzioni? Sostenga Oh My Tales, rimuova tutte le pubblicità e usufruisca di altri vantaggi inclusi a partire da 3€ al mese.

Vedi i piani e le tariffe
Condividere

segnalare un problema con questa storia

Cosa ne pensi di questa storia?

Esprimi la tua opinione assegnando un voto a questa storia in base a ciò che tu e/o tuo figlio hanno pensato. Grazie in anticipo!

Grazie! Il tuo voto è stato preso in considerazione!

Il quiz: hai capito bene la storia?

Colline
Ampie alture basse e morbide dove cresce erba e alberi.
Argilla
Terra umida e densa che si usa per modellare e fare vasi.
Muschio
Pianta verde e soffice che cresce su pietre e tronchi umidi.
Maestra d'armi
Una donna che insegna a usare armi e a difendersi.
Carquois
Contenitore per tenere le frecce che si porta dietro.
Drago d'acqua
Creatura immaginaria legata all'acqua, nella storia è pelle usata per il carquois.
Rune
Segni antichi che sembrano simboli magici incisi sulle cose.
Lacerato
Strappato o rotto in modo irregolare.
Brughiere
Pianure aperte con erbe basse e piante resistenti.
Insegna
Cartello fuori da un negozio che dice cosa vende.
Attorcigliato
Avvolto a spirale o intrecciato stretto intorno a qualcosa.
Nebbia nera
Fitta nuvola bassa che rende tutto scuro e un po' spaventoso.
Filo di verità
Sottile filo che rappresenta parole e fatti sinceri e chiari.

Crea una storia magica e unica per suo figlio!

Create un'avventura personalizzata in pochi minuti dove vostro figlio diventa l'eroe. Con il nostro strumento esclusivo, è facile, gratuito e divertente!

Creare una storia

Scaricate questa storia:

Scarica questa storia in PDF Scarica l'e-book (.epub)

Ricevi nuove storie ogni domenica sera!

Ricevete 7 storie emozionanti e coinvolgenti, adatte all'età e ai gusti di vostro figlio, ogni domenica alle 17:00*. È gratuito e garantito senza spam!
*Email inviato alle 17:00, ora dell'Europa Centrale (CET).
Non amiamo neanche lo spam. Pertanto, ti invieremo solo storie. Potrai disiscriverti quando lo desideri.